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Progetti, cantieri e committenze che fanno scuola. Il fermento italiano intorno al Building Information Modeling

Innovazione delle costruzioni, nel 2017 è scattata la rivoluzione digitale

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 22/12/2017
Innovazione delle costruzioni, nel 2017 è scattata la rivoluzione digitale

Il 2017 può essere a buon ragione definito l’anno della digitalizzazione del mondo del costruito. Il mondo della progettazione, le aziende del settore edile, le piccole e medie imprese e la committenza si stanno muovendo in questa direzione, grazie anche ad alcuni passi in avanti normativi. Tutto questo senza dare per scontato che il tessuto economico e quello sociale non siano lenti rispetto ad altre realtà internazionali.

Come è stato ribadito in molti convegni e seminari sul tema che nel 2017 si sono intensificati accendendo dibattiti e confronti sulla rivoluzione 2.0 e sull’industria 4.0, da più fronti si lavora per abbattere i limiti derivanti dall’approccio della vecchia scuola, puntando su un cambio di mentalità e spingendo su un approccio di squadra, teso alla qualità del prodotto edilizio.

Questo percorso, che da gennaio a dicembre 2017 attraversa il mondo della digitalizzazione, non può che fare diretto riferimento al Building Information Modeling (Bim), con diverse gare che l’hanno visto protagonista come quella della scuola di Melzo e del ponte di Parma. Si è attivata la committenza pubblica come quella dell’Ospedale Galliera di Genova ma ha alzato l’asticella investendo sul Bim anche Euromilano che l’ha fatto proprio nello sviluppo del comparto di Cascina Merlata.
 
Intanto a fine anno, dopo mesi di lavoro in una commissione dedicata e promossa dal Mit, e a valle di un tempo di osservazione, è arrivata la firma del decreto da parte del Ministro Graziano Delrio che prevede che dal 2019, l’utilizzo del Bim diventi progressivamente obbligatorio a partire dalle commesse da più di 100 milioni di euro.
 
A questa disposizione normativa dovrà fare necessariamente seguito un’operazione di formazione su più livelli. Nodo dolente resta quello della committenza, come spiega Marzia Bolpagni, giovane ricercatrice italiana, vincitrice quest’anno di un premio promosso dal CNI nell’ambito di Ingenio al Femminile, al lavoro oggi negli uffici del Ministero della Giustizia inglese. 

Studi, imprese e aziende di facility management sono tutti impegnati in questa direzione come si è evinto dalla partecipazione di tutta la filiera all’evento promosso da Bolognafiere, il 19 e 20 ottobre, in occasione della due giorni di Digital&Bim Italia. All’evento, rivelatosi un successo di pubblico e critica, hanno preso parte tantissimi esperti che hanno affrontato opportunità e criticità di una transizione non più rinviabile. A fini divulgativi è stato lanciato anche un blog presente sul sito della manifestazione, allo scopo di rendere partecipi anche i non addetti ai lavori: un diario di bordo che racconta da punti di vista diversi le novità e i temi aperti. 
 
Non si parla di digitalizzazione solo in Italia. A maggio è stato pubblicato dalla Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni (FIEC) un manifesto per le smart cities e le smart homes e nel documento viene ribadito più volte come questo passaggio sia fondamentale per tutti gli attori del mondo dell’edilizia. Si precisa che parlare di digitalizzazione e industrializzazione è un mezzo per costruire case e città più intelligenti ed efficienti. 
 
I vantaggi della digitalizzazione nel settore delle costruzioni sono evidenziati dal sempre crescente numero di applicazioni da parte di professionisti, imprese e committenti. Per fare alcuni esempi più recenti ha sposato il Bim la Maffeis Engineering, società affermata nella progettazione di stadi in tutto il mondo, oltre ad Arup per il progetto del nuovo stadio della Fiorentina. Anche per la nuova sede a Milano dell’ENI è stato utilizzato il Building Information Modeling. Fra i progetti più importanti ancora in via di realizzazione per i quali è stato utilizzato il Bim, rientra la sede Unipol, sempre nel capoluogo lombardo.

Non solo Bim però, perché la digitalizzazione riguarda anche mondi diversi e settori che fino a poco tempo fa non si pensava sarebbero stati investiti dall’onda del progresso 2.0. Fra questi il patrimonio culturale e la sua valorizzazione, con la nascita di mestieri che vanno ad intercettare le nuove necessità legate ad un mondo sempre più digitale. In questo contesto si inserisce anche il lavoro promosso da Agenzia del Demanio con alcune facoltà italiane per digitalizzare il proprio patrimonio, guardando all’analisi, al recupero ma anche alla valorizzazione dei beni.
 
Quando si parla di innovazione nel settore delle costruzioni la digitalizzazione si accompagna sempre più spesso al tema dell’industrializzazione. Si moltiplicano le esperienze di successo come quella firmata da Zanetti e realizzata con l’impresa WoodBeton, esportando il “made by italians” in Russia.

Tra gli eventi più significativi sul tema si conferma il ruolo di REbuild, una manifestazione che ha contribuito a far dialogare il mondo immobiliare con quello delle costruzioni, a partire dall’innovazione e dalla qualità del processo e del prodotto. Mettendo a valore iniziative pubblico-private di successo, REbuild riesce a comunicare temi come il risparmio energetico, l’industrializzazione e la digitalizzazione a tutta la filiera, facendone apprezzare il valore aggiunto quando si investe sulla qualità in un ciclo sostenibile e virtuoso, dal concept alla manutenzione finale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; tecnologia
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