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I privati sposano la cultura. Alla Misericordia anche le aziende che hanno fatto ricerca e sviluppo con lo studio milanese

Designing The Complexity. Il mestiere dell’architetto spiegato da Marco Piva

di Paola Pierotti | pubblicato: 24/05/2016
"Oltre le forme dell'architettura, esploriamo metodi e procedure. Sperimentazione con le aziende sul tema del colore e del controllo della luce"
Marco Piva
Designing The Complexity. Il mestiere dell’architetto spiegato da Marco Piva
"Oltre le forme dell'architettura, esploriamo metodi e procedure. Sperimentazione con le aziende sul tema del colore e del controllo della luce"
Marco Piva

#ReportingFromTheFront è l’hashtag della Biennale 2016. Uno slogan declinato dai paesi partecipanti ma anche dai singoli, istituzioni e privati, che hanno scelto di cavalcare l’onda della 15 Mostra Internazionale di Architettura per essere presenti a Venezia, dare un contributo culturale, creare occasioni di networking. Su questa linea è in campo l’architetto Marco Piva che negli spazi della nuova Scuola Grande della Misericordia ha promosso la mostra Designing The Complexity – Materiali Colori Texture: un’iniziativa culturale che affronta il tema del progetto come processo di ricerca e invenzione estetica e funzionale.

L'installazione è curata dallo studio milanese in partnership con alcune aziende come Oikos e Tri-R by Toshiba Materials che hanno collaborato nella definizione della scenografia. "Non si tratta infatti solo di un allestimento - spiega l'architetto - ma di un'installazione che valorizza il tema del colore e delle tecnologie di controllo dell'illuminazione". La mostra si propone come evento culturale, è un racconto di attualità sul made in Italy, coniugando la storia (del contenitore) con la sperimentazione (della ricerca progettuale), per proiettarsi in uno scenario internazionale (quello della Biennale). Orizzonte ormai definito dallo studio di Marco Piva che ha aperto recentemente anche una sede a Los Angeles.

Perché alla Misericordia? “Cercavamo una location monumentale e, grazie ad operatori attivi a Venezia sul tema della valorizzazione culturale (Valorizzazioni Culturali) abbiamo identificato lo spazio della Scuola Grande della Misericordia che – spiega Marco Piva – non è né un teatro né una chiesa, ma assomma in sé un mix di qualità perfette per comunicare il nostro messaggio”.

Attraverso sei video-installazioni Marco Piva racconterà cos’è il complesso mondo della progettazione dentro uno studio di architettura, dalle fasi di concept, allo sviluppo del progetto, dalla selezione dei materiali, alla progettazione tecnica, fino al cantiere e al risultato finale. “Andando oltre le forme dell'architettura ci interroghiamo sulle metodiche e sulle procedure. Abbiamo portato in mostra il nostro lavoro di studio. Abbiamo raccolto schizzi, render, video. Enfatizzeremo - racconta l'architetto - come si affrontano le diverse scale del progetto dal masterplan al product design, con attenzione al rapporto con l’ambiente fino alla scelta di materiali, a colori e finiture”.

Negli spazi della Misericordia, nel sestriere di Cannareggio, differenti installazioni materiche sottolineano le possibilità evolutive e di indagine nell’uso dei materiali, possibili grazie alle più moderne tecnologie. "L'esposizione – spiega Marco Piva - si addentra tra percezioni tattili e visive con marmi, pietre, ceramiche, vetri e colori al servizio della progettazione contemporanea". La Scuola Grande, grazie alla collaborazione tra il Comune di Venezia e la società SMV, è da poco tornata ad essere una macchina a servizio della città e nei giorni della vernice si svelerà come location prestigiosa dove la storicità dell’edificio dialoga con elementi moderni e le tecnologie più innovative.

Stralci di progetti, tavole tecniche, diagrammi, fotografie mescolati ai materiali del costruire. Riprendendo in qualche modo anche la Biennale di Koolhaas dedicata ai Fundamentals, Piva anima gli spazi monumentali del prestigioso palazzo raccontando il suo lavoro, scomposto, riletto, reinterpretato. "Non è un catalogo di opere realizzate o di progetti sviluppati dallo studio. Ci saranno didascalie per enunciare i riferimenti – spiega Piva – ma la mostra sarà un gioco di composizione, un grande atelier".

Per lo Studio Marco Piva le aziende sono parti integrante del processo, non sono solo partner commerciali. "Sono un riferimento, insieme abbiamo sviluppato concept e realizzato prodotti unici. Con Toshiba – ricorda Marco Piva – stiamo collaborando per la nuova campagna Alitalia e disegnamo le lounge in giro per il mondo. Grazie a EGE portiamo in mostra ceramiche che riprendono il particolare pavimento metallico frutto del recente restauro. Ancora, con Oikos, realizziamo solidi policromatici che contribuiscono ad enfatizzare la spazialità della Scuola della Misericordia". 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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