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A Cannaregio spazio per mille persone, 26mila metri cubi su due livelli. Investimento di Umana spa da 11milioni di euro

La Scuola della Misericordia a Venezia, da palestra del Reyer a modello di valorizzazione culturale

di Paola Pierotti | pubblicato: 25/05/2016
"In un mese abbiamo ospitato a titolo gratuito 21mila persone. Pensando ai contenuti iniziamo con Marco Piva in occasione della Biennale Architettura, poi ci sarà la Biennale Arte, e sarà anche un contenitore per eventi privati"
Martina Semenzato
La Scuola della Misericordia a Venezia, da palestra del Reyer a modello di valorizzazione culturale
"In un mese abbiamo ospitato a titolo gratuito 21mila persone. Pensando ai contenuti iniziamo con Marco Piva in occasione della Biennale Architettura, poi ci sarà la Biennale Arte, e sarà anche un contenitore per eventi privati"
Martina Semenzato

Con la Scuola Grande della Misericordia si allunga l’elenco delle operazioni di recupero, restauro e riconversione delle grandi fabbriche veneziane. Dopo la Punta della Dogana, i Magazzini del Sale, l’Arsenale, la Querini Stampalia e più recentemente le Gallerie dell’Accademia, la più grande scuola di Venezia, con 26mila metri cubi articolati in due livelli, torna alla città grazie ad un intervento privato promosso da Umana.

Inaugurata ufficialmente il 23 aprile, a partire dai giorni della vernice della Biennale 2016, la Misericordia ospiterà per un mese la mostra Designing The Complexity curata dall’architetto Marco Piva, la prima iniziativa che anticiperà la mission di un contenitore pensato per un utilizzo di alto profilo, dedicate all’arte, all’architettura e al design, con attenzione alla sperimentazione e agli emergenti.

Con un project financing, la società Umana Reyer guidata da Luigi Brugnaro - oggi sindaco di Venezia ed ex presidente della confindustria veneziana - aveva ottenuto l'immobile già nel 2009. "Umana – spiega Martina Semenzato, consigliere d’amministrazione della Scuola Grande Misericordia spa - ha ottenuto il bene dal Comune in concessione per 40 anni e ora dopo un anno e mezzo di cantiere e un investimento da 11 milioni di euro ha riaperto le porte di quella che per molti era conosciuta come la palestra di Venezia per eccellenza, dove si andava a veder giocare la Reyer in serie A negli anni Sessanta e Settanta”.

La Scuola Grande della Misericordia è una delle sette scuole di Venezia, oltre all’Accademia, a San Marco, San Rocco, San Giovanni Evangelista per citare le più conosciute. “Non è mai stata una chiesa – spiega Semenzato – nonostante la sua sagoma le ricordi. Ospita un migliaio di persone, il piano inferiore è interrotto dalle colonne ma sopra lo spazio è immenso: 52 metri, per 25, per 12,5 di altezza. Al primo piano il parquet di legno è stato smantellato insieme ai tabelloni, ai canestri e alle tribune e oggi la Misericordia è tornata al suo splendore monumentale grazie ad un progetto coordinato dallo studio Torsello”.

In occasione della sua riapertura, la Misericordia è stata allestita con 500 sedie e un megaschermo come fosse una grande sala cinematografica, per mostrare il docufilm “La palestra più bella del mondo”. Dal 27 maggio invece, fino al 20 giugno, Misericordia metterà in scena una mostra dedicata alla materia, ai colori, alle texture che informano e danno sostanza ai progetti di architettura. “In linea con la Biennale di Aravena vogliamo proporre un report dal fronte di chi esercita il mestiere dell’architetto – spiega l’architetto milanese Marco Piva – e lo faremo mettendo in mostra materiali di lavoro, schizzi, disegni, video alternati a pezzi di materia per sentire con mano di cosa sono fatti gli spazi interni ed esterni dell’architettura”.

“La Misericordia, nell’indole della Serenissima era un riferimento per l’assistenzialismo, un centro di commercio, un luogo per il mecenatismo culturale, un contenitore tenuto in grande considerazione – spiega Semenzato – in termini di democrazia partecipata”. Tema attualissimo che riadattato ai giorni d’oggi porta ad immaginare una Misericordia aperta, uno spazio privato per tutti.

La Misericordia è un edificio attribuito al Sansovino, con affreschi del Veronese. Ma qui tanti veneziani di oggi si ricordano di aver fatto ginnastica artistica, pugilato. Questa fabbrica di Cannareggio è stata un luogo delle contraddizioni “che da ora diventa sede di grandi mostre ed eventi legati alla cultura. In un mese abbiamo ospitato a titolo gratuito 21mila persone. Pensando ai contenuti iniziamo con Piva in occasione della Biennale Architettura, poi ci sarà la Biennale Arte – anticipa la Semenzato – e sarà anche un contenitore per eventi privati”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: arte; cultura
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