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Filippo Perissinotto, fondatore e presidente della società, spiega la strategia dell’azienda per valorizzare il patrimonio pubblico e privato

Valorizzazioni Culturali: Il patrimonio come leva reddituale, gli interlocutori internazionali siano investitori e non clienti

di Paola Pierotti | pubblicato: 25/05/2016
"Vogliamo creare il primo veicolo di finanza culturale in Italia e contiamo sulla collaborazione con co-imprenditori che si prendono cura degli immobili anche nella fase più delicata o onerosa del cantiere"
Filippo Perissinotto
Valorizzazioni Culturali: Il patrimonio come leva reddituale, gli interlocutori internazionali siano investitori e non clienti
"Vogliamo creare il primo veicolo di finanza culturale in Italia e contiamo sulla collaborazione con co-imprenditori che si prendono cura degli immobili anche nella fase più delicata o onerosa del cantiere"
Filippo Perissinotto

La Misericordia di Venezia è un modello di valorizzazione culturale di successo. Un’operazione di recupero e ripristino del patrimonio culturale e turistico rigenerato grazie ad un project financing portato avanti dalla società Umana. Una storia che vede il coinvolgimento dei privati e che ricorda alcune recenti operazioni virtuose come quella della Villa Reale di Monza. L’apertura al pubblico nei giorni della vernice della Biennale 2016, con la mostra Designing The Complexity curata dall'architetto Marco Piva, conta tra i supporter anche la società Valorizzazioni Culturali che ha sede proprio a Venezia e che da due anni opera con il preciso obiettivo di affiancare proprietari di beni patrimoniali, imprese e autorità locali, per costruire piani di valorizzazione integrati e di successo.


“Il 100% dei nostri asset in gestione sono in Italia e il 92% dei nostri interlocutori sono investitori stranieri. In linea generale, come approccio, cerchiamo di trasformare i clienti in investitori – spiega Filippo Perissinotto, fondatore e presidente della società Valorizzazioni Culturali -. Abbiamo come obiettivo quello di portare a casa incarichi pluriennali per trasformare l’attività di restauro o riqualificazione in investimenti, risanare il patrimonio e al contempo, riaprendo i beni alla collettività, farne una leva reddituale". Attrarre il mondo, condividendo la bellezza del patrimonio italiano, sembra essere una delle vie sicure per lo sviluppo del nostro Paese. "Non dobbiamo coinvolgere gli operatori per realizzare una mostra per il Salone del Mobile o un padiglione per la Biennale, per citare due eventi-simbolo dell'attrattività italiana - aggiunge -, proponiamo loro di realizzare sedi di fondazioni stabili, facendo attività tutto l'anno, garantendo una vita continuativa al patrimonio". 

Valorizzazioni Culturali è una società di recente costituzione che si fonda sul background di tecnici che da oltre dieci anni lavorano sui temi dei beni culturali, con l'intento di affiancare pubblico e privato per mettere a reddito il patrimonio: "unica via per permetterne la conservazione e la valorizzazione. L'interesse degli investitori stranieri - spiega Perissinotto - si traduce nella valorizzazione del capitale (attraverso il restauro, fino all'acquisto del bene nei pochi casi in cui previsto) e nella certezza di entrate annuali sul bene, pur garantendo una forma di usufrutto alla proprietà, per ragioni aziendali o di rappresentanza".

Per ottenere una gestione totale e responsabile del patrimonio culturale la società di Perissinotto ha sviluppato tre business unit specializzate. "La prima, Art Events, è un’agenzia che si occupa di organizzazione di eventi con il fine di sviluppare il potenziale del patrimonio culturale. Cura i rapporti con le università straniere in Italia, promuove progetti espositivi per pubblico e privato. La seconda – continua l'imprenditore – è una management company e gestisce edifici storici destinati alla cultura con l’intento di farne dei vettori di sviluppo. Infine, siamo anche investment company attraverso la nostra Cultural Real Estate".

Valorizzazioni Culturali ha appena concluso un road show nelle grandi capitali europee per presentare il lavoro svolto in questi mesi. In Italia collabora tra gli altri con il Gruppo Navarra e tra le recenti iniziative si conta la riapertura di Palazzo Flangini sul Canal Grande, la valorizzazione della chiesa a ridosso della Misericordia e la riapertura di un ex cantiere navale abbandonato tra i Giardini e l’Arsenale, gli Arsenale Docks. Oltre la laguna, tra le operazioni ultimate si ricorda la riapertura di Villa Cordellina, una villa in stile palladiano con affreschi del Tiepolo, il recupero del Sempione Green Garage a Milano e la riapertura di Palazzo Cagnola in Brera inaugurato per il Salone del Mobile 2016.

Non solo grandi città: Valorizzazioni Culturali sta lavorando anche in realtà come Roccascalegna, negli Abruzzi. "Per ora i nostri asset sono soprattutto privati, per il futuro guardiano però con interesse alle operazioni pubbliche, gestite da Demanio e Cdp, visto che la nostra attività ha un fortissimo impatto sociale. Nel medio periodo ragioniamo su un portafoglio di 200 immobili. Vogliamo creare il primo veicolo di finanza culturale in Italia - dichiara Perissinotto - e con l'area dedicata al real estate puntiamo alla valorizzazione continuativa grazie ad una collaborazione con co-imprenditori che si prendono cura degli immobili anche nella fase più delicata o onerosa del cantiere".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura
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