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Da Torino a Cape Town, da Venezia ad Amsterdam. Spazi privati e altri condivisi in ambienti confortevoli e di design

La seconda vita degli ostelli: il low cost diventa chic

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 30/03/2016
"Grazie all’introduzione di un arredo low cost, ma non scadente, dell’uso diffuso di materiali riciclati ma dall’estetica curata e accattivante, anche gli ostelli hanno subito un grande rispolvero e oggi sono diventati destinazioni trendy e confortevoli"
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La seconda vita degli ostelli: il low cost diventa chic
"Grazie all’introduzione di un arredo low cost, ma non scadente, dell’uso diffuso di materiali riciclati ma dall’estetica curata e accattivante, anche gli ostelli hanno subito un grande rispolvero e oggi sono diventati destinazioni trendy e confortevoli"
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L’Interrail, le compagnie aeree low cost e l’Erasmus hanno ormai da anni facilitato i viaggi per tutte le tasche e per tutte le età. L’effetto immediato è stato il moltiplicarsi di strutture ricettive che, a basso costo, offrono tutti i servizi necessari a una buona permanenza. Se fossimo su un social network i trendtopic sarebbero #lowcost e #sharing. La notizia corre sui quotidiani e magazine italiani che evidenziano “come sia diventato chic il nuovo ostello. Dalle strutture scarne, solo per giovani, ai boutique hostels con arredi e clienti più ricercati” è il titolo di Pagina99 del 26 marzo 2016. Mentre

A Torino sarà pronto dopo l’estate il progetto di riuso funzionale dell’ex villaggio degli operai che diventerà un centro di aggregazione per il quartiere. Questo campo base, che ha ospitato per mesi i lavoratori impegnati per il passante ferroviario, diventerà un ostello low cost per studenti e turisti, una struttura con circa 200 posti letto. Se ne parla su La Repubblica del 23 marzo in un articolo dedicato al progetto.

Su pagina99 del 26 marzo si torna a parlare di ostelli e Marzia Nicolini descrive la nuova concezione dell’ostello sostenendo che “non sono più i luoghi spartani di un tempo. Grazie all’introduzione di un arredo low cost, ma non scadente, dell’uso diffuso di materiali riciclati ma dall’estetica curata e accattivante, anche gli ostelli hanno subito un grande rispolvero e oggi sono diventati destinazioni trendy e confortevoli”. “Il valore percepito di queste strutture è parecchio aumentato – continua l’articolo – oggi il viaggiatore medio si sposta con facilità e cerca spazi smart, gioiosi, colorati e piacevoli”. Così da Amsterdam, dove delle ragazze hanno recuperato un vecchio bordello fondando il Cocomama a Cape Town, in Sudafrica, il passo è breve: qui il 33 South Boutique Backpackers offre delle stanze con arredo a tema in cui si omaggiano i quartieri della città. Operazioni interessanti sono state realizzate a Berlino ma anche in Italia con il Generator Hostel sull’isola della Giudecca a Venezia dove un gruppo di giovani “ha riqualificato uno storico ostello della gioventù avvalendosi dell’esperienza dello studio canadese The Design Agency. Oltre alle zone per dormire, ci sono ambienti dove socializzare attrezzate con bar, aree comuni dove assistere a eventi, concerti e installazioni, in un crocevia di visitatori da ogni parte del mondo”.

Per approfondimenti: qui abbiamo parlato di We Bologna, un ostello nato dalla trasformazione del vecchio Ferrhotel

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; housing sociale; ppan
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