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Primo classificato il gruppo di Technital, Valle 3.0, Peluffo&Partners, Marco Antonini e Vito Corte

Trapani ridisegna il suo waterfront con un concorso di idee

di Paola Pierotti | pubblicato: 15/07/2021
«Specializzare le funzioni e creare cortocircuiti da e verso la città, verso l’acqua come verso terra, ma anche verso il territorio di appartenenza».
Trapani ridisegna il suo waterfront con un concorso di idee
«Specializzare le funzioni e creare cortocircuiti da e verso la città, verso l’acqua come verso terra, ma anche verso il territorio di appartenenza».

Technital, Valle 3.0, Peluffo&Partners, Marco Antonini e Vito Corte. Ecco il team primo classificato al concorso internazionale di idee (in una unica fase) per la riqualificazione del waterfront storico di Trapani, indetto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Nell’ambito della trasformazione del lungomare è previsto un nuovo terminal passeggeri, una passeggiata-darsena urbana e il parco Colombaia-Lazzaretto. Premio di 36mila euro al primo classificato con un punteggio di 92 punti; premio di 12mila euro al gruppo secondo classificato guidato da Mario Cucinella Architects (80 punti) con Gae Engineering, Arcadis Italia, Matteo Gatto, Luigi Severini e Eugenia Belluardo. Il terzo team in graduatoria, con 64 punti, è guidato da Duomi con Simpraxis e F&M Ingegneria, e merita un rimborso di 5mila euro. Il quarto gruppo classificato con 56 punti è quello di One Works con La Monaca Architetti e Vella Ingegneri e Acquatecno. Due segnalazioni per l’ambito 2 (mercato e nautica da diporto) ai gruppi guidati rispettivamente da Proap e Studio Floramo Engineering & Architecture.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale prosegue la sua attività di ridisegno del fronte mare, come già sta facendo a Palermo. A Trapani la sfida è quella della riqualificazione per innescare processi di trasformazione che interessino non solo la fascia costiera ma l’intera rete dei luoghi della città che entrano in rapporto con il mare e le aree portuali, esaltando i valori storico-paesaggistici dell’area che è stata suddivisa in quattro ambiti (passeggeri, mercato e nautica da diporto, darsena pescherecci e piazza urbana, parco del waterfront).

Dal disciplinare si precisa che al vincitore si potrà affidare «il servizio di redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica e della proposta di variante localizzata al Prp» ma si legge anche che «il pagamento del premio comporta l’acquisizione delle idee progettuali in proprietà dalla stazione appaltante, questa Autorità si riserva la facoltà di far sviluppare al soggetto vincitore del concorso, limitatamente a taluni ambiti di progetto, le idee di altri soggetti vincitori di premi comprese le idee dei soggetti segnalati per l’originalità delle proposte (massimo 3 soggetti)».

Come richiesto dal bando, il progetto del team guidato da Technital «vuole leggere gli spazi fronte mare come campi di rigenerazione per ampi brani della città». «L’aspetto relazionale – si legge in una nota del team primo classificato - è la vocazione principale della interfaccia urbano-portuale: specializzare le funzioni e creare cortocircuiti da e verso la città, verso l’acqua come verso terra, ma anche verso il territorio di appartenenza. Quindi un intervento non congelato in un masterplan, ma orientato a un campo relazionale e multidirezionale a funzioni miste. Più vicino ad una infrastruttura che ad un progetto urbano, l’interfaccia potrebbe funzionare come una sorta di grande magnete, attivo su due fronti sia quello di prossimità, a vantaggio delle aree limitrofe, sia alla lunga distanza, in un sistema territoriale più ampio».

Già nella etimologia del nome della città, derivato dal greco drepanon, ovvero falce, è descritta la configurazione morfologica di questo lembo di territorio, stretto e lungo tratto di costa lagunare costellato da isole e isolotti di piccole dimensioni, collegati da bassi fondali, scogli e lingue di terra.

Il team riprende l’idea dell’arcipelago e spiega che non avrebbe senso optare per un masterplan come strumento ordinatore unico, «avrebbe fatto perdere di valore alle singole entità, mentre lavorare sul potenziamento e valorizzazione di ciascuna unità e sulla qualità degli spazi e percorsi di relazione risulta più efficace». La suddivisione in quattro ambiti dell’area complessiva di progetto suggerisce questa interpretazione; l’esperienza percettiva ed emotiva del luogo lo conferma. 

Elementi significativi del paesaggio, in qualche modo contrapposti, sono rappresentati dalla orizzontalità delle saline e dal profilo del monte di San Giuliano (Erice) che fa da sfondo alla città. Il nucleo urbano più antico di Trapani è di origine islamica, fondato quindi sulla figura del reticolo urbano, del dedalo e del labirinto. «I quattro ambiti di progetto hanno intense relazioni con la città storica e con gli elementi del paesaggio. Le proposte progettuali dei singoli ambiti – si legge in una nota del gruppo primo classificato - si muovono nell’orizzonte figurativo che il luogo stesso suggerisce. Le saline sono qui intese, dal punto di vista figurativo e simbolico, come stratificazione, sedimentazione, cumuli di sale, cristalli di sale. Suggeriscono azioni progettuali a metà fra la tettonica e la land art, si misurano alla scala geografica dell’orizzonte, muovono il suolo increspandosi come un’onda diventando piazzali a vario uso pubblico, pedane articolate di percorso e di sosta, e nel caso di spazialità più complesse, configurano la stazione marittima, percorribile sul piano di copertura come grande spazio pubblico che conclude a mare l’asse urbano di viale Duca d’Aosta».

Il raccordo fra i quattro ambiti avviene attraverso una trama di percorsi di bordo o di attraversamento, ripensati per una mobilità lenta, sia che si tratti di mobilità carrabile che ciclopedonale. «Una delle prime azioni di progetto – dicono gli architetti - consiste nell’individuare una sorta di ‘fil rouge’ che si espande nei quattro ambiti e che li raccorda in maniera integrata e riconoscibile. A questo scopo si prevede anche l’attraversamento a mare con pontili galleggianti e passaggio su barriera frangiflutti fra il Lazzaretto e l’isola della Colombaia». Questo circuito connetterà i quattro ambiti di progetto e le funzioni che ivi si svolgono: dalla stazione marittima al nuovo mercato del pesce, dalla piazza ex scalo d’alaggio al grande piazzale prospiciente l’ex Lazzaretto rilevando e potenziando tutte le funzioni che qui si svolgono e avviandone di nuove. 

Immagine di copertina: render del progetto vincitore

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Tag: città; concorsi; spazi pubblici
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