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Cercasi opere per la seconda edizione. Nel 2016 il riconoscimento è andato allo studio Grafton per l’edificio dell’università di ingegneria e tecnologia di Lima

Da Londra al mondo, il RIBA premia l’architettura internazionale

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 11/10/2017
Il premio intende portare l’attenzione internazionale sulle costruzioni più significative ma anche sui talentuosi architetti e i loro committenti visionari
Da Londra al mondo, il RIBA premia l’architettura internazionale
Il premio intende portare l’attenzione internazionale sulle costruzioni più significative ma anche sui talentuosi architetti e i loro committenti visionari

Ancora pochissimi giorni per partecipare al RIBA International Prize. C’è tempo fino al 17 ottobre per candidare il proprio progetto al premio internazionale di architettura promosso dal Royal Institute of British Architects. L’iniziativa made in London, giunta quest’anno alla sua seconda edizione, è in cerca di proposte innovative di edifici, realizzati, di ogni tipo e dimensione, dalle piccole residenze private, ai grandi complessi pubblici come scuole o sale concerti, che abbiano alte ambizioni architettoniche e di design e in grado di avere un forte impatto sociale.  

La giuria è guidata da Elizabeth Diller del gruppo statunitense Diller Scofidio+Renfro, e composta da Joshua Bolchover, cofondatore dello studio di design Rural Urban Framework e dal coreografo britannico Wayne McGregor. “Il premio intende portare l’attenzione internazionale sulle costruzioni mondiali recenti più significative - si legge sul sito del Royal Institute -  ma anche sui talentuosi architetti e i loro committenti visionari”. Dopo aver selezionato una prima lista di progetti, la giuria si recherà a vederli di persona per poter poi decidere i quattro finalisti. Il vincitore sarà annunciato a novembre 2018. 

Lo scorso anno il premio è andato a Grafton Architects con il progetto dell’edificio per UTEC, l’università di ingegneria e tecnologia di Lima in Perù. Lo studio, che nei mesi scorsi è stato scelto per curare la Biennale di Architettura 2018, ha realizzato una struttura che ha colpito la giuria per la sua struttura verticale, come fosse un “Machu Pichu dei giorni nostri”, come alcuni lo hanno definito.

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Tag: arte; città; cultura
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