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Tre giorni di installazioni luminose, light art e spettacoli di video mapping

Roma, le periferie si vestono di luci con il festival Rgb Light Experience

di Milena Rettondini | pubblicato: 27/10/2017
Roma, le periferie si vestono di luci con il festival Rgb Light Experience

L’arte dell’illuminazione per scoprire, interpretare e leggere periferie e spazi urbani. Nella capitale è tutto pronto per la seconda edizione di Roma Glocal Brightness (Rgb) Light Experience, il primo festival gratuito di light art. Dal 27 al 29 ottobre le strade di Roma si accenderanno con installazioni luminose, opere interattive e site specific di light art e spettacoli di video mapping. L’evento è stato ideato e realizzato da Luci Ombre, società specializzata in eventi culturali e vincitrice del bando “Sillumina” indetto da SIAE e Mibact, con il quale è stata finanziata la sezione di artisti under 35 del festival.
 
Per tre giorni a partire dal tramonto fino a notte fonda 14 opere inedite di artisti celebri e talenti emergenti, pensate e realizzate esclusivamente per il festival, saranno proiettate in luoghi pubblici e privati, e sugli spazi di importanti strutture architettoniche e archeologiche, come l’Acquedotto Alessandrino. “Protagonista della tre giorni è la light art, forma di arte urbana contemporanea che vede nell’utilizzo della luce il suo mezzo di espressione grazie a cui la città diventa un museo a cielo aperto, fruibile da tutti – spiegano gli stessi organizzatori di Luci Ombre - Territorio e cittadini sono al centro di questo progetto, in un modello glocal (globale e locale ndr) di valorizzazione del territorio e in un’occasione di riscatto per la periferia romana”.
 
Dopo il successo della prima edizione nella primavera del 2015, che ha visto la partecipazione di oltre 60mila persone e le partnership con alcuni dei più importanti festival di luci europee, Rgb si prepara a tagliare il suo secondo traguardo attraversando per 4 chilometri parte del V Municipio, dal Pigneto a Tor Pignattara. “La sfida dell’iniziativa - raccontano - è quella di riuscire a far abbandonare ai visitatori freni e inibizioni, proprio come in quei sogni lucidi in cui si è consapevoli di sognare, liberi di esplorare e modificare la realtà a proprio piacimento”.
 
Dalle strade di Roma ai flussi della rete, dove il fruitore dell’opera non rimane solo uno spettatore, ma interagisce e crea insieme all’artista. È il caso di #Fenomeniq, l’hashtag lanciato su Instagram come progetto artistico sperimentale per conciliare arte, spazio e social media e nato da Stalker, laboratorio di arte urbana romano. L’iniziativa invita le persone a scattare una fotografia dei fenomeni di luce e postarla sul social network, con l’obiettivo finale di creare una mappa di questi fenomeni.

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Tag: arte; città; cultura; spazi pubblici
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