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Un collettivo di professionisti al lavoro per proporre un metodo e soluzioni possibili nelle aree interne del Paese

Padiglione Italia 2018, Cucinella avvia un percorso di partecipazione in 5 aree strategiche

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 22/12/2017
Padiglione Italia 2018, Cucinella avvia un percorso di partecipazione in 5 aree strategiche

A otto mesi dall’incarico affidato a Mario Cucinella dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo come curatore del Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, procede il lavoro per la definizione dei contenuti del progetto Arcipelago Italia.

Conclusa con oltre 500 candidature una call avviata nel mese di giugno, Mario Cucinella ha coinvolto in queste settimane un collettivo di professionisti che lavoreranno su cinque aree strategiche per il rilancio delle aree interne del Paese, attraverso lo sviluppo di progetti sperimentali e mirati che saranno esposti al Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018 dal 26 maggio fino al 25 novembre.

“L’obiettivo dell’iniziativa è quello di definire le opportunità dei territori mediante l’architettura - spiega Federica Galloni, Direttore Generale della DGAAP del MiBACT e commissario del Padiglione Italia - affinché possano essere l’esempio di un possibile approccio metodologico per una visione futura del Paese. Il Padiglione Italia diventerà così occasione per sollevare l’interesse verso le cinque aree individuate da Cucinella, per stimolare il dibattito del pubblico esperto e non sui progetti proposti e attirare potenziali stakeholder interessati ad un loro sviluppo”.

Le cinque aree individuate dal curatore sono: la Barbagia con la piana di Ottana, nella regione centrale della Sardegna che si estende lungo i fianchi del massiccio del Gennargentu; il Belice con focus su Gibellina, nella Sicilia occidentale in provincia di Trapani; Matera nella sua relazione con le aree interne della regione Basilicata; il Cratere e Camerino con la zona dell’Italia Centrale colpita dal terremoto del 2016; l’Appennino Tosco-Emiliano con particolare attenzione al Parco delle Foreste Casentinesi.

Sarà avviata un’attività di partecipazione con cinque gruppi di progetto interdisciplinari, coinvolgendo le comunità locali. In alcune aree si agirà con un’attività di coordinamento a supporto dei gruppi esistenti, in altre si metteranno a punto iniziative specifiche.
 
Per ciascuna delle aree individuate si prevedono indicativamente alcune giornate di lavori tra dicembre 2017 e gennaio 2018, eventualmente con una ripresa all’inizio della primavera. Per alcune particolarmente significative è prevista una terza giornata di lavori. 

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Tag: città
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