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Primo progetto in Italia per lo studio norvegese

Snøhetta e Park insieme per Pirelli 35

di Chiara Castellani | pubblicato: 18/09/2020
Il nuovo Pirelli 35 si va ad inserire in un’area della città meneghina che è stata interessata, negli ultimi tempi, da un importante piano di rigenerazione urbana
Snøhetta e Park insieme per Pirelli 35
Il nuovo Pirelli 35 si va ad inserire in un’area della città meneghina che è stata interessata, negli ultimi tempi, da un importante piano di rigenerazione urbana

È approdato ieri in Commissione per il paesaggio il progetto per la rigenerazione dell’edifico Pirelli 35 in zona Gioia di Porta Nuova a Milano. Un concorso internazionale di architettura indetto da Coima sgr nel 2019 e recentemente vinto da Park Associati – studio in corsa anche per la fase finale di Reiventig Cities e coinvolto nel progetto per il centro direzionale Pharo di Kryalos sgr a Milano – con i norvegesi di Snøhetta, specializzati in architettura del paesaggio e design d’interni, con un forte interesse al tema ecologico. I due studi erano in lizza insieme agli americani Kohn Pedersen Fox. La competizione per Pirelli 35 è di una lunga serie di gare indette dall’azienda leader nei fondi di investimento, che negli ultimi 24 mesi ha visto la partecipazione di oltre 500 studi. 

Si tratta del primo progetto in Italia per Snøhetta, che è stato scelto insieme al partner italiano per l’approccio metodologico volto a creare contaminazione fra architetti italiani e internazionali, particolarmente sensibili al tema della sostenibilità ambientale. Dalle loro proposte presentate, si legge in una nota rilasciata da Coima, è emerso un «un forte allineamento sui principi di sostenibilità, ben interpretando le linee guida del concorso soprattutto in tema di impatto ambientale e continuità con la trasformazione urbana dell’area». Infatti, Pirelli 35 è stato qualificato per ottenere le certificazioni LEED Platinum, WELL e Cradle To Cradle, rendendo questo il primo progetto al mondo ad ottenere la doppia certificazione. 

Soddisfatto Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima, che ha dichiarato «il ripensamento delle nostre città dovrà necessariamente passare nei prossimi anni anche attraverso la riconversione di edifici obsoleti o il riuso di spazi abbandonati, in funzione di una rifunzionalizzazione sostenibile del nostro territorio. Pirelli 35 va in questa direzione, con una naturale attenzione agli aspetti di socialità e natura che Snøhetta e Park sapranno sicuramente valorizzare».

Il progetto. L’intervento architettonico interesserà 40mila metri quadrati su due livelli di fabbricato da dieci e cinque piani, che passeranno da elemento chiuso a spazio aperto, caratterizzato da grandi patii vetrati e da una piazza interna di circa 3mila metri quadri. Il corpo centrale dell’impianto originario verrà demolito per lasciare spazio ad un edificio a ponte di altezza inferiore, senza appoggi nel cortile e alla presenza di un portico perimetrale. Si andranno così a creare passaggi pedonali su ogni fronte dell’area e due facciate di accesso su entrambi i lati. 

Il nuovo Pirelli 35 si va ad inserire in un’area della città meneghina che è stata interessata, negli ultimi tempi, da un importante piano di rigenerazione urbana, con diversi interventi di recupero edilizio. In collaborazione con l’amministrazione comunale, Coima sta portando avanti una collaborazione per la predisposizione di un masterplan unitario; l’obiettivo è quello di dare nuova vita alla zona che include due terreni tra via Gioia e via Pirelli e gli edifici di via Melchiorre Gioia 22, Pirelli 35 e 39, rendendolo un distretto modello di sostenibilità e un vero e proprio attivatore di comunità. Da un punto di vista urbanistico e sociale il fulcro dell’operazione sarà l’integrazione con Bam – la Biblioteca degli Alberi di Milano –.  Da parte di Coima, per l’area di Porta Nuova Gioia, sono previsti investimenti totali di oltre 1 miliardo di euro. 

L’auspicio di Michele Rossi, fondatore e partner di Park Associati è quello che P35 possa diventare «un esempio per dimostrare come anche un edificio ormai obsoleto, attraverso un processo progettuale di qualità, possa essere trasformato in un’architettura capace di interpretare il futuro e le sue richieste di sostenibilità». 

La conclusione lavori è prevista per il 2023.

Immagine di copertina ©Snøhetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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