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Confronto promosso dalla FenealUil. Regione, Anci e Costruttori dialogano sui contenuti del testo di legge

Dalla Regione Lombardia, una legge sulla rigenerazione urbana. Cosa dice e a chi

di Paola Pierotti | pubblicato: 08/12/2019
Manca una visione e una politica unitaria, strategica per il futuro del Paese. Si parla di riuso, smart city, ma a livello nazionale si attende una linea per coordinare le iniziative locali. Per l’11 dicembre il ministro Patuanelli ha convocato un tavolo nazionale, a partire dalla crisi dell’edilizia, chissà se questo è un inizio.
Vito Panzarella
Dalla Regione Lombardia, una legge sulla rigenerazione urbana. Cosa dice e a chi
Manca una visione e una politica unitaria, strategica per il futuro del Paese. Si parla di riuso, smart city, ma a livello nazionale si attende una linea per coordinare le iniziative locali. Per l’11 dicembre il ministro Patuanelli ha convocato un tavolo nazionale, a partire dalla crisi dell’edilizia, chissà se questo è un inizio.
Vito Panzarella

Parlare di rigenerazione urbana in Regione Lombardia non significa solo citare le grandi operazioni fatte o in corso nel Comune di Milano. A Castiglione Olona, comune di poco meno di 8.000 abitanti in provincia di Varese, si sono dati appuntamento per commentare il testo della nuova legge sul tema (Burl, 26 novembre scorso) lo stesso Governatore Attilio Fontana, con Gabriele Barucco, consigliere regionale della Lombardia, e relatore della nuova legge, e Gerardo Ghioni, co-redattore del testo di legge Regione Lombardia.

Iniziativa FenealUil e tavolo nazionale per l’edilizia al Mise. È stata la FenealUil della Lombardia, guidata dal segretario regionale Enrico Vizza, insieme a Riccardo Cutaia, a promuove l’incontro, con l’intento di avviare un dialogo e uno scambio di informazioni per condividere le opportunità da parte del pubblico e del privato, e le linee guida che nel futuro saranno base condivisa per il territorio, dalle grandi città ai piccoli comuni. “Manca una politica industriale per il futuro in termini di rigenerazione urbana, ci sono testi di legge fermi da anni al Senato e alla Camera. In una Regione come la Lombardia – ha dichiarato Vito Panzarella, segretario generale Fenealuil Nazionale - si mette finalmente mano al sistema. C’è urgenza di avere una visione e una politica unitaria, strategica per il futuro del Paese, si parla di riuso, smart city, ma a livello nazionale si attende una linea per coordinare le iniziative locali. Per l’11 dicembre il ministro Stefano Patuanelli ha convocato un tavolo nazionale, a partire dalla crisi dell’edilizia, chissà se questo è un inizio”.

Il sindacato e la rigenerazione urbana. FenealUil Lombardia, a pochi giorni dalla firma dell'accordo di programma tra Comune di Milano e FS Sistemi Urbani per la riqualificazione degli ex scali ferroviari, aveva promosso un tavolo di confronto per conoscere le opportunità di questo importante piano di rigenerazione del territorio. A inizio 2019 aveva organizzato un incontro nell'area ex Expo con le tre regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, per promuovere una task force tra istituzioni, professionisti e imprese. A fine 2019, con questo evento, il sindacato si fa promotore di un roadshow per far conoscere nel dettaglio la nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana. "Incontri con la filiera delle costruzioni e gli stakeholder - commenta Enrico Vizza - per cogliere le opportunità quando si riesce a fare sistema, per occuparsi di lavoro, pensando alla crescita del Paese".

La legge della Lombardia in pillole. “Limitare al massimo il consumo di suolo. Recuperare le ferite nel tessuto urbano che rischiano con il tempo di diventare luogo di degrado. Rilanciare il comparto dell’edilizia”. Questa la sintesi del Governatore Fontana che, per presentare la nuova legge, ha evidenziato “i vantaggi fiscali e volumetrici per chi recupera e valorizza l’esistente, e di contro la penalizzazione per chi costruisce su zone vergini nei centri, e nella cintura periferica”. Una sfida per la Regione, “una legge che cerca di essere provocatoria – ha commentato Fontana – affrontando l’urbanistica in modo nuovo, considerando le ricadute in termini di sostenibilità ambientale, economico e sociale”.

Si parte con il censimento. “Questa sarà una legge cardine della XI legislatura – ha commentato Gabriele Barucco, relatore della nuova legge – considerando tra l’altro che in Regione ci sono 5mila ettari di aree dismesse che aspettano una seconda vita. Sarà fatto un censimento (entro 6 mesi dall’applicazione della legge) degli immobili abbandonati nel 1507 comuni: scheletri, edifici che creano disagi a Pa e operatori. Chiederemo ai Comuni di indicare i beni che da oltre 5 anni creano degrado e non fanno economia. Questa legge – spiega - punta soprattutto a semplificare il rapporto tra pubblico e privato”. Ecco che gli operatori che riqualificheranno gli immobili abbandonati, anche con ricadute sociali, saranno premiati: “aumento volumetrico del 20% e abbattimento degli oneri di urbanizzazione del 60%. Se per anni quel bene non ha generato niente – commenta Barucco - di fatto si propone una leva fiscale migliorativa per chi riqualificherà, che diventa in questo caso una sorta di operatore sociale, e comunque un guadagno per il pubblico”. La nuova legge “punisce chi consuma territorio libero, con aumento dei costi dal 30 al 40% per chi interviene in aree extra-urbane e del 20% se nel contesto costruito. Ancora – aggiungere il consigliere regionale – si propone di lavorare per associazioni di comuni, anche per contenere le spese e si incentiva molto il rapporto tra pubblico e privato”.

Comuni e Costruttori. Sul tema della “pianificazione associata” interviene Marco Cabras, Anci Lombardia, ricordando che “non si riesce ad incidere sulle trasformazioni di sistema se si governa restando nei confini amministrativi. È facile – commenta – fare rigenerazione urbana per i Comuni che hanno la fila di operatori pronti ad investire, meno per realtà come le comunità montane o per situazioni dove il patrimonio pubblico da tempo non crea valore”. Massimo Colombo, Ance Varese, interviene nel dibattito ribadendo che troppo spesso la premialità è legata agli oggetti edilizi, più che alle modalità di esecuzione, in primis la sicurezza (tema caro a FenealUil e ribadito più volte da Vizza nel corso dell’incontro, ndr). Si fa ancora troppa fatica – ha dichiarato Colombo - a convincere la committenza che la sicurezza non è costo e che si può andare incontro a pesanti rischi”.

Secondo una recente ricerca di Scenari Immobiliari sono 86 le aree dismesse censite nella provincia di Varese. Opportunità che la Regione non può non tenere in considerazione guardando al suo futuro. “La nuova legge è un’occasione per tenere insieme i temi della difesa del suolo, l’efficientemento del patrimonio costruito, la necessità di guardare allo sviluppo economico che non può essere relegato alla sola cerchia milanese”. Gerardo Ghioni, presidente associazione Metropolis, ricorda che “gli edifici dismessi non solo solo industriali, ma vanno considerati anche i centri commerciali o i complessi residenziali abbandonati”. La sfida della riqualificazione energetica con dei premi che compensino gli investimenti diventa centrale. Tra le novità si segnala anche l’articolo che facilita il rapporto con le banche: “facendo tesoro di quanto già previsto nel Comune di Milano abbiamo esteso anche per il territorio regionale il fatto che sia suffiiente un pre-parere, con un passaggio in commissione paesaggio – spiega Ghioni - per poter ottenere una valutazione sulla sostenibilità dell’operazione da parte di banche e fondi pronti ad investire”.

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Tag: città
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