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Dal sistema Nord-Ovest un messaggio per l’Italia, task force con istituzioni, imprese e professionisti

FenealUil: infrastrutture e recupero urbano, dalle costruzioni il rilancio del Paese

di Andrea Nonni | pubblicato: 31/01/2019
"Serve una rivoluzione culturale: in questi ultimi trent’anni non si sono fatte opere ma una copiosa produzione normativa"
Stefano Cianciotta
FenealUil: infrastrutture e recupero urbano, dalle costruzioni il rilancio del Paese
"Serve una rivoluzione culturale: in questi ultimi trent’anni non si sono fatte opere ma una copiosa produzione normativa"
Stefano Cianciotta

Da ieri l’Ance ha dato il via ad una mobilitazione permanente delle imprese, per denunciare la grave assenza di azioni e decisioni da parte della politica nel mettere in sicurezza le infrastrutture dei territori e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Oggi a Milano, il Sindacato FenealUil Lombardia, Piemonte e Liguria si è confrontato con i Governatori Attilio Fontana e Giovanni Toti, e con l’assessore Francesco Balocco che ha sostituito Sergio Chiamparino, per ribadire il proprio impegno nella gestione del mercato del lavoro e nel rilancio dell’economia, a partire dal settore delle costruzioni. 
Sicurezza, formazione, visioni di lungo periodo, reti sovralocali, sostenibilità e cultura, ma anche orgoglio e responsabilità sono le parole chiave emerse nel dibattito, a valle del quale il segretario generale FenealUil, Vito Panzarella, insieme al segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, hanno annunciato un nuovo appuntamento in piazza a Roma il 15 marzo. 

“Non è questione di gilet gialli” dicono dal sindacato. “La normativa oggi è contro le imprese, contro il lavoro, contro lo sviluppo e contro il reddito. Parte datoriale e sindacale - aggiunge Marco Dettori di Assimpredil - hanno firmato un contratto di lavoro innovativo per traghettare il cambiamento, ma mancano dal Governo risposte strutturali alla domanda”. “Serve una rivoluzione culturale: in questi ultimi trent’anni non si sono fatte opere ma una copiosa produzione normativa” ha commentato Stefano Cianciotta dell’Osservatorio Infrastrutture di Confassociazioni. Mario Abis ha acceso un faro sul tempo “caratterizzato da una forte debolezza politica” e sul contesto dove le “città attrattive diventano competitive investendo in infrastrutture materiali e immateriali”. Non secondaria la qualità, come sottolineato da Giuseppe Cappochin, presidente del CNAPPC, “va inaugurata una nuova stagione caratterizzata da manutenzione strutturale, trasformazione e rigenerazione delle città, serve una politica coraggiosa”. Prima sfida che il Paese deve vincere, anche a carattere simbolico contro il movimento del “no”, è quella della TAV, dove in questi giorni sono attesi sul cantiere rappresentati del governo italiano e francese.

Dal macro-sistema del Nord Ovest un messaggio per il Paese: non perdere tempo, fare squadra, ascoltare, non interrompere per partito preso un percorso già concertato e avviato. “Per la TAV sono state fatte sette analisi costi-benefici - racconta Mario Virano, direttore generale TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin che da anni segue l’iniziativa - facciamone un’ottava. Ma si ricordi che nel 2005 il progetto ferroviario è stato rivisto e modificato proprio in considerazione della domanda dei territori. Noi saremo pronti, in 72 ore a indire bandi per 3 miliardi di lavori”. 

Avviare o bloccare la rigenerazione del Paese, a partire dalla sue infrastrutture, è una questione di scelte politiche, di consenso, ma anche di responsabilità, di posti di lavoro e soprattutto di interventi che guardano al futuro, mettendoci in rete e al passo con le città internazionali, e si proiettano in una visione che tiene conto delle nuove generazioni. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: industria; trasporti
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