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Edificio Leed Platinum di 18mila mq progettato per superare la filosofia dello smart working

Con Nexxt, Fastweb si è fatta casa a Milano

di Francesco Fantera | pubblicato: 17/12/2019
«Con Nexxt la città guarda avanti e continua la sua trasformazione nel segno dell’innovazione urbana»
Giuseppe Sala
Con Nexxt, Fastweb si è fatta casa a Milano
«Con Nexxt la città guarda avanti e continua la sua trasformazione nel segno dell’innovazione urbana»
Giuseppe Sala

«Abbiamo creato uno spazio in grado di abitare modelli di lavoro sempre più smart». Così Alberto Calcagno, AD di Fastweb, riassume il progetto che ha dato forma a Nexxt, il nuovo headquarter Leed Platinum della società di telecomunicazioni situato nel quadrante sud di Milano a due passi dalla Fondazione Prada. L’edificio si inserisce in un percorso volto a rendere più moderni e confortevoli gli ambienti di lavoro grazie a soluzioni tecnologiche innovative. Inoltre, costituisce il primo intervento del più ampio masterplan per l’area Symbiosis (125mila mq) ideato dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel per il gruppo Covivio e al centro del quale si colloca proprio il nuovo volume direzionale presentato lo scorso venerdì alla presenza del sindaco Giuseppe Sala.

«Con Nexxt la città guarda avanti e continua la sua trasformazione nel segno dell’innovazione urbana» ha sottolineato Sala durante la conferenza stampa, indicando poi un importante elemento di cesura rispetto al passato. «Le nuove architetture, le piazze e le aree verdi, mix di bellezza e sostenibilità, sono state progettate per il lavoro ma anche per la vita di quartiere. È questa la grande rivoluzione rispetto al passato che ci permetterà di avere una Milano moderna e funzionale, in ogni suo aspetto».

Il progetto. Entro il primo semestre del 2020 il nuovo headquarter disegnato dallo studio Citterio Viel ospiterà circa 1,4mila persone. Gli spazi, per una superficie di 18,2mila mq, sono stati pensati per consentire all’azienda di evolvere dallo smart working, abbracciato da tempo dalla società nata a Milano nel 1999, alla filosofia del “working smart”. Come si traduce questo nella pratica architettonica? Innanzitutto assenza di postazioni fisse e aree aperte di condivisione prenotabili tramite app in modo da poter scegliere dove e con chi lavorare. Fattore da non sottovalutare è che questo vale per tutti i dipendenti, direttori compresi. Ad ogni piano si trovano focus room per concentrarsi, phone booth per telefonate, sale riunioni attrezzate per le videochiamate ed aree break. Al fine di incentivare scelte di “work-life balance” da parte dei collaboratori, sono stati inseriti spogliatoi e docce per chi utilizza la bicicletta per recarsi a lavoro, ma non solo. L’idea è che siano a disposizione per tutti i dipendenti che svolgono attività sportive in pausa pranzo, prima o dopo l’orario lavorativo.

Gli impianti. «Grazie alle più moderne tecnologie digitali abbiamo dato vita a uno spazio aperto, dinamico, che favorisce la collaborazione, l’interazione e un lavoro sempre più agile» ha spiegato Calcagno. Una volontà confermata dall’uso di sensori intelligenti in grado di attivare l’illuminazione solo al rilevamento di movimento, o avviare la produzione centralizzata di fluidi caldi e freddi. Anche dal punto di vista dell’efficienza idrica sono stati progettati sistemi per ridurre del 100% i consumi di acqua potabile per l’irrigazione delle aree verdi e del 50% circa per gli usi interni.

L’installazione. Ad arricchire e rendere ancor più innovativo il volume è Fibercloud, una scultura luminosa a led concepita dallo studio Giuseppe Tortato Architetti e realizzata con un tubo di 200 metri. L’opera si sviluppa in altezza andando a connettere tutti i piani dell’edificio, dalla board room alla hall d’ingresso. Gli elementi di curvatura sono stati identificati e disegnati grazie ad un software parametrico, mentre la composizione è stata fatta a mano, scelta che ha permesso di adattare agli spazi interni l’installazione luminosa.

Sostenibilità. A certificare l’impegno dei progettisti per dar vita ad un edificio nel segno del minor impatto ambientale possibile, Nexxt ha ottenuto l’attestazione Leed Platinum. Il direzionale, infatti, rispetta elevati standard tecnici che garantiscono risultati importanti, ad esempio, nel contenimento dei consumi energetici (43% in meno di un immobile tradizionale, classe energetica A3). Per far raggiungere l’ambizioso obiettivo sono stati utilizzati pannelli fotovoltaici in copertura, ampie vetrate per massimizzare l’illuminazione naturale, prodotti a basso contenuto di composti organici volatili (COV). Previsti anche una ventina di posti auto riservati ai veicoli elettrici e a bassa emissione. Attenzione particolare verso la sostenibilità anche in fase di costruzione. Grazie all’analisi del ciclo dei materiali, infatti, è stato riciclato il 99% dei rifiuti prodotti in cantiere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; spazi pubblici
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