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SudArch in campo con il M3TE per un’iniziativa che sensibilizza sulla prevenzione antisismica

Museo, multimediale e memoria: 3 M per ricordare il terremoto a San Giuliano di Puglia

di Milena Rettondini | pubblicato: 05/09/2016
"Il nostro Paese non può più respingere i problemi connessi con la struttura del nostro territorio"
Santo Marra
Museo, multimediale e memoria: 3 M per ricordare il terremoto a San Giuliano di Puglia
"Il nostro Paese non può più respingere i problemi connessi con la struttura del nostro territorio"
Santo Marra

Dal Cile all’Italia, sono molte le esperienze di ricostruzione post-sismica che integrano creatività e low budget. Dal progetto Villa Verde Housing in Cile dello studio di Alejandro Aravena - case a basso costo, costruite parzialmente e il cui completamento è rimasto a carico e a discrezione degli abitanti - a San Giuliano di Puglia, dove 5+1AA ha realizzato il complesso residenziale Cavallerizzo e lo studio SudArch ha vinto anche il concorso per realizzare un parco-memoriale nell’area della scuola crollata.
Nella stessa San Giuliano di Puglia, l'architetto Santo Marra di SudArch ha realizzato il progetto museale M3TE (Museo Multimediale Memoria del Terremoto) che nasce con il duplice intento di portare una testimonianza del sisma che aveva colpito il Molise nell’ottobre del 2002 e contemporaneamente di sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica della prevenzione antisismica. 

Architetto Marra, come avete sviluppato e raccontato il tema del sisma, in un museo dedicato? 
Il M3TE è una struttura comunale, che ha l’ambizione di essere il primo centro culturale italiano sorto nella logica del “ricordare”, “prevenire” e “intervenire”. Abbiamo creato una sezione didattica e informativa dedicata non soltanto alla memoria del sisma del 31 ottobre 2002, ma anche all’esperienza della ricostruzione. Il fulcro del museo è invece il progetto multimediale realizzato da Studio Azzurro, “Il diario del territorio”: un’opera narrativa in cui il personaggio guida è Maestro Terremoto, una figura pensata per ricordarci di non demonizzare un evento naturale, ma di lavorare sulla prevenzione.
Il M3TE è nato per essere memoria attiva, per contribuire quanto più possibile ad accrescere, attraverso un percorso museale ad hoc, la cultura della prevenzione, con lo scopo di mantenere la memoria del terremoto non in senso distruttivo ma istruttivo. 

Qual è il target dell’iniziativa?
Il museo si rivolge principalmente alle scolaresche, promuovendo sistematicamente una vera cultura della sicurezza antisismica, del rispetto e della salvaguardia, stimolando ai giovani la riflessione su concetti e comportamenti utili per i futuri dirigenti, professionisti, cittadini attivi.
Per il prossimo anno scolastico, ad esempio, con i nostri partner - ordini geologi, ingegneri, architetti, INGV, USR, etc. - abbiamo strutturato un programma composto da seminari interattivi di divulgazione scientifica, a cui saranno affiancati seminari tecnici di approfondimento, anche a cura degli ordini professionali. L'amministrazione comunale ha inoltre attivato con il nostro aiuto, un processo partecipativo, supportato da un periodo di animazione territoriale, per il coinvolgimento attivo nella gestione della struttura di cittadini, associazioni ed istituzioni del territorio. 
 
PPAN sta raccogliendo alcuni commenti e riflessioni sul tema, #ideepostsisma, da professionista, come suggerisce di agire per far fronte all’emergenza di un problema che negli ultimi anni ha colpito duramente il nostro Paese?
Non possiamo dire quando, ma oggi sappiamo graduare la sismicità delle diverse province italiane.  È chiaro che questo Paese non può più respingere i problemi connessi con la struttura del nostro territorio e dunque la questione fondamentale va fatta sulla sua vulnerabilità. Il Governo e le istituzioni devono avere la fermezza di pianificare, seppure per gradi e secondo priorità, la messa in sicurezza del territorio e quindi del patrimonio edilizio storico, nonché artistico.
Il problema della vulnerabilità edilizia in tutto il Paese è di dimensioni tali da non potere essere affrontato solo con fondi pubblici. Inoltre rigetto che l’operazione di riqualificazione sismica, anche intraprendendola immediatamente e perseguendola con determinazione, necessiti di almeno cinquanta anni. Ecco perché bisogna partire subito e seriamente.

Il progetto edilizio è dell’ingegner Antonio Paolini, quello degli arredi funzionali dell’architetto Vanessa Zertanna mentre è di Studio Azzurro l'opera multimediale di fruizione dei contenuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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