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I bandi partiranno da aprile 2021 con l’obiettivo di annunciare i vincitori entro la fine del prossimo anno

Europan cerca siti da coinvolgere nel concorso. Il tema? Le città da vivere

di Francesco Fantera | pubblicato: 03/07/2020
La "call for sites" si concluderà il 30 gennaio 2021
Europan cerca siti da coinvolgere nel concorso. Il tema? Le città da vivere
La "call for sites" si concluderà il 30 gennaio 2021

Dar vita a processi innovativi finalizzati alla rigenerazione dell’ambiente urbano attraverso l’attivazione di nuovi tipi di sinergie tra la dimensione ambientale, biologica, sociale, economica, culturale e politica. Con queste premesse si apre la sedicesima edizione di Europan, concorso di idee a cadenza biennale, sostenuto da CNAPPC e Ordine Architetti di Roma, finalizzato a produrre progetti realizzabili di riqualificazione del costruito. Obiettivo non secondario del contest è dare visibilità ad architetti ed urbanisti under 40 coinvolgendoli nello sviluppo dei centri oggetto dei bandi. Nel 2019, ad esempio, in Italia erano state le città di Verbania e Laterza a partecipare.

Le fasi. Il primo step, la "call for sites" che si concluderà il 30 gennaio 2021, consisterà nella ricerca dei siti che necessitano di un’operazione di rigenerazione. Questi potranno essere proposti da parte di enti pubblici o privati e saranno successivamente oggetto di un sopralluogo teso a verificare la presenza delle caratteristiche richieste dal contest. A quel punto da gennaio ad aprile ci sarà una fase intermedia durante la quale verranno prodotti i bandi. Solo in quel momento verranno lanciati i concorsi che, se la tabella di marcia verrà rispettata, si concluderanno a fine 2021 con la proclamazione dei vincitori.

I siti, per essere inseriti nei bandi, dovranno definire chiaramente diverse aree in relazione alla loro scala: quella strategica e quella di progetto. Ma nonostante siano complementari e abbiano effetti reciproci l’una sull’altra, le due presentano peculiarità differenti. Quella strategica, infatti, include il contesto più ampio come elementi naturali, mobilità, infrastrutture e quadro programmatico. L’ambito del progetto, invece, è dove si chiederà ai concorrenti di intervenire in maniera più dettagliata. Importante anche definire la dimensione dell’operazione. In fase di candidatura di un sito sarà richiesto espressamente di indicare se questo occupi una superficie piccola, media o grande.

Tema di questa edizione è quello delle “città da vivere”, declinato secondo una serie di parole chiave che vanno da “interazione” a “coesistenza”, per arrivare fino ai “metabolismi resilienti e inclusivi”. Due le dimensioni che i progetti proposti dai concorrenti dovranno necessariamente avere: metabolica e inclusiva. La prima supera il binomio cultura-natura e considera i lotti come ecosistemi complessi dove gli interventi dovranno minimizzare l’impronta ambientale e il consumo delle risorse non rinnovabili. Riciclo, affinità con il tema della lotta ai cambiamenti climatici e valorizzazione della materia organica ed energetica, sono elementi che dovranno essere compresi nella strutturazione delle azioni volte al recupero degli ambiti del concorso. Stessa cosa per quanto riguarda la necessità di combattere con nuove politiche e pratiche inclusive le disfunzioni sociali proprie delle aree abitate. Ricerca quindi di azioni in grado di trasformare spazi segregati in luoghi di scambio e co-apprendimento, considerando la possibilità di attivare processi di democrazia partecipativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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