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Nell’ambito dell’operazione Disordine promossa dagli Architetti di Bologna l’annuncio di gare (di qualità) in arrivo

Cnappc, Fondazione Inarcassa e Regione Emilia Romagna, iniziative pro-concorso

di Paola Pierotti | pubblicato: 15/04/2018
"Siamo al lavoro oggi con la Regione Basilicata e anche con la società municipalizzata altoatesina Alperia (provider di servizi energetici) che a breve lancerà un concorso molto interessante, insieme a noi"
Egidio Comodo
Cnappc, Fondazione Inarcassa e Regione Emilia Romagna, iniziative pro-concorso
"Siamo al lavoro oggi con la Regione Basilicata e anche con la società municipalizzata altoatesina Alperia (provider di servizi energetici) che a breve lancerà un concorso molto interessante, insieme a noi"
Egidio Comodo

Concorsi, concorsi, concorsi. E’ questa la parola che più risuona nel mondo della progettazione. Tra chi da anni e ancora oggi invoca una “Legge per l’architettura” e chi lavora ogni giorno più in generale per affermare la centralità del progetto. Tra chi si lamenta di iniziative ambiziose come era stata quella di Qualità Italia che ha portato al traguardo, dopo troppi anni, pochi risultati, e com’è ora quella del concorso Miur per una cinquantina di nuove scuole (ancora senza compensi ai vincitori e in attesa di un futuro per chi auspicava che i progetti vincitori sarebbero diventati cantieri). Per quest’ultima si lamenta pubblicamente anche il presidente degli Architetti italiani, Giuseppe Cappochin.

“Nel 2017 si è registrato un incremento di concorsi del 20% rispetto al 2016”. Giorgio Giannelli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Bologna, nell’ambito dell’iniziativa Disordine cita Il Sole 24 Ore e sottolinea però che “nella Regione Emilia Romagna ci sono stati solo due concorsi”.

Giannelli accende un faro su questo tema a valle di un lungo percorso, dopo aver fatto il regolamento per la gestione del concorso ed essendosi impegnandosi attivamente, come Ordine, anche con una piattaforma che ha aperto poi la strada a ‘Concorrimi’ gestita dagli Architetti di Milano, e più in generale alla campagna del nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti che punta a unificare tutto in un solo progetto.

Concorsi, ma perché? “Con questo strumento si comprano dei progetti, scegliendoli sulla base della qualità. Se non si fanno concorsi non si promuovono i giovani talenti. Ancora, questa via è l’unica che garantisce trasparenza, riconoscimento del merito e promuove giovani talenti”. Giannelli torna all’essenza, ma aggiunge “per avere successo, perché la committenza sia soddisfatta serve un coordinatore, un programmatore che aiuti l’amministrazione e che sia da interfaccia tra l’ente appaltante e il mondo della progettazione”. Giannelli l’ha fatto a Riccione per la scuola panoramica, con risultati interessanti in termini di tempi e qualità.

Il Cnappc guidato da Giuseppe Cappochin sta lavorando su questo fronte e ne farà un mantra anche in occasione del prossimo Congresso Nazionale in programma nella capitale dal 5 al 7 luglio prossimo. “Stiamo contattando tutti gli Ordini provinciali – ha annunciato il presidente - per chiedere di sottoporci esperienze concorsuali di successo, da portare in mostra a Roma”. Non è solo però un tema di comunicazione e promozione, il Cnappc fa alleanze con committenze pubbliche e private per promuovere dei bandi-tipo. Come annunciato da Rino La Mendola “dopo il concorso privato promosso a Sesto San Giovanni nell’area ex Falk, stiamo lavorando con il Coni e la Croce Rossa per avviare una stagione di concorsi anche con loro”. Il Consiglio è in campo anche con il bando per la ricostruzione della Basilica di Norcia, “anche a Roma – ha aggiunto il presidente Cappochin – stiamo dialogando con l’assessore Luca Montuori per rilanciare il tema con iniziative interessanti. Vorremo arrivare al punto che tutte le opere pubbliche vengano fatte con concorsi di progettazione, fatti bene”.

Le istituzioni competenti hanno un occhio vigile sullo strumento del concorso, quasi tutti optano per la soluzione in due fasi, con una seconda ristretta, con un premio commisurato al lavoro fatto e con l’assegnazione dell’incarico al vincitore. Ma le vere sentinelle restano gli architetti che riconoscono, con l’esperienza, la qualità del processo, attraverso i documenti di gara. La qualità del brief resta determinante e i professionisti sono sempre più attenti nel valutare se mettersi in gioco o meno, investire tempo e risorse, con l’obiettivo che sia si un’occasione di sperimentazione e allenamento, ma soprattutto un’opportunità per accedere al mercato.

Nell’ambito della discussione promossa dall’Ordine degli Architetti di Bologna hanno partecipato tra gli altri Diego Farina e Roberta Fusari di Ferrara presentando il caso del concorso dell’ex Mof, Daniele Durante e Roberto Cesarini illustrando il caso della scuola di Riccione visto dal punto di vista del progettista e del committente (il Comune), Cristina Catino e Alessandro Tassi Carboni raccontando l’iter e il risultato del concorso Workout Pasubio a Parma. Tre best pratices in un territorio in fermento, dove i concorsi si fanno anche per masterplan e piani urbanistici, ma anche per riabilitare con usi temporanei spazi abbandonati, “verificando in maniera preventiva l’utilizzo possibile” ha precisato Tassi Carboni.

Nella nuova legge urbanistica della Regione Emilia Romagna c’è un articolo specifico sul tema dei concorsi, prevedendo un incentivo per le Pa che sceglieranno questa via. “Abbiamo preso spunto dall’esperienza di molti e dall’esperienza professionale dei vari Ordini – ha dichiarato Raffaele Donini, assessore al governo del territorio della Regione – abbiamo messo a punto una legge obiettivo e per raggiungerlo cercheremo di creare un osservatorio. Chiudiamo un’epoca e apriamo un mercato – ha precisato Donini – concentrandoci sul non consumo di suolo, abbiamo stanziato 30 milioni di euro (per i prossimi due anni) per co-finanziare i Comuni che vorranno fare operazioni di rigenerazione urbana, e saranno premiate le amministrazioni che sceglieranno i progetti attraverso i concorsi”. La qualità è il valore della rigenerazione urbana e per l’assessore non si può che raggiungere attraverso la progettazione partecipata e appunto lo strumento del concorso.

Negli ultimi anni Fondazione Inarcassa si è particolarmente spesa sul fronte dei concorsi. Anche a Riccione. E prima di tutto in Campania per la ricostruzione della Città della Scienza (distrutta a Bagnoli da un incendio). “La fondazione è nata solo da sei anni – ha dichiarato il presidente Egidio Comodo – ma ha investito sempre sul concorso come strumento realmente utile per perseguire la qualità della progettazione. Siamo al lavoro oggi con la Regione Basilicata e anche con la società municipalizzata altoatesina Alperia (provider di servizi energetici) che a breve lancerà un concorso molto interessante, insieme a noi”.

Gli Ordini professionali degli architetti e Fondazione Inarcassa ribadiscono il proprio impegno, anche congiunto, sperando di poter agganciare partner importanti, “come Cdp con cui stiamo già lavorando – commenta Comodo – anche per poter capitalizzare il fondo di rotazione per servizi di architettura e ingegneria”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: cultura
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