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Dagli spazi agli arredi, ogni dettaglio è studiato per favorire un apprendimento intuitivo

Per la scuola WeGrow di New York scende in campo lo studio BIG

di Francesco Fantera | pubblicato: 13/11/2018
«Il design è poco prescrittivo e molto intuitivo, e vuole stimolare i bambini a scoprire da soli l’uso degli arredi, senza indicare loro la “giusta” interpretazione»
Bjarke Ingels
Per la scuola WeGrow di New York scende in campo lo studio BIG
«Il design è poco prescrittivo e molto intuitivo, e vuole stimolare i bambini a scoprire da soli l’uso degli arredi, senza indicare loro la “giusta” interpretazione»
Bjarke Ingels

Si estende su una superficie di 930 mq la nuova micro-scuola disegnata da Bjarke Ingels Group (BIG) a New York. Il progetto nasce da una collaborazione con WeGrow, costola di WeWork, azienda statunitense legata alla realizzazione di spazi di lavoro che, ad otto anni dalla fondazione, vale oltre 20 miliardi di dollari e gestisce circa 900mila mq di spazi in tutto il mondo, con una prossima apertura prevista a Milano. E proprio l’idea di creazione di una comunità, tipico degli ambienti firmati WeWork, si trova negli spazi del nuovo istituto che condivide il nome per bambini dai tre ai nove anni, situato a Manhattan.

Gli interni, in particolare, sono frutto di un’attenta progettazione pensata per aumentare le capacità di apprendimento attraverso un nuovo modo di insegnare. L’intervento si inserisce nel filone delle strutture educative realizzare dallo studio di architettura danese. Fra le più recenti il Glasir College nelle isole Fær Øer, nato dall’accorpamento di tre istituti differenti, e l’ampliamento della Scuola di Management dell’Università del Massachusetts che sarà completato nella primavera del 2019.

«Attraverso un'architettura "site specific", abbiamo cercato di raggiungere l’obiettivo di WeGrow – sottolinea Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo di BIG – ovvero quello di educare le nuove generazioni attraverso un approccio figlio dei cambiamenti della società. Il design, ad esempio, è poco prescrittivo e molto intuitivo, e vuole stimolare i bambini a scoprire da soli l’uso degli arredi, senza indicare loro la “giusta” interpretazione. Questo li aiuta anche a dar voce ai propri bisogni». Un concetto, questo, ribadito anche da Rebekah Neumann, fondatrice e Ceo di WeGrow. «Attraverso un curriculum che si focalizza allo stesso modo su mente, corpo e anima, aiutiamo gli studenti a scoprire i propri talenti e a capire come usarli per aiutare gli altri».

Gli interni della scuola sono pensati per l’apprendimento attraverso un’esperienza olistica dei giovani studenti. Diversi oggetti dalla forma ellittica con funzioni diverse fra loro, permettono ai bambini di muoversi liberamente e di imparare dal confronto, oltre che dall’ambiente che li circonda. Questo “paesaggio”, infatti, è costruito per incoraggiare la collaborazione grazie alla presenza di diverse aree comuni che occupano circa metà di tutta la superficie della scuola. Il resto è diviso in quattro aule, spazi flessibili per attività creative, una zona dedicata all’arte ed una alla musica.

Le partizioni sono composte da scaffali a misura di bambino, che permettono alla luce naturale di filtrare liberamente nel volume e, allo stesso tempo, agli insegnanti di avere sempre la situazione sotto controllo. In alto, delle nuvole acustiche di feltro illuminano l’ambiente grazie a delle lampadine che cambiano di colore e intensità a seconda dell’ora del giorno. Ogni luogo dedicato all’apprendimento include arredi progettati dallo stesso studio BIG per ottimizzare le capacità educative dell’ambiente, come il design modulare delle classi che incoraggia il movimento e la collaborazione fra gli studenti. Nella grande area comune si trova anche una parete-giardino ricca di piante officinali come lavanda, violette e menta, disposte a seconda dell’esposizione alla luce del sole. Le zone destinate allo studio contengono elementi che prendono in prestito dalla natura la propria forma e sono pensati per garantire concentrazione e calma agli alunni: dagli “alveari” lignei dedicati alla lettura, al “prato” con ciottoli-cuscini, fino agli scaffali a forma di fungo.

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Tag: città; formazione
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