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Il progetto si lega allo sviluppo di iniziative connesse a turismo, ambiente e mobilità dolce

Valorizzare il patrimonio culturale per rispondere alla crisi: nasce Valore Paese Italia

di Chiara Castellani | pubblicato: 08/10/2020
«Sostenibilità e innovazione sono le lenti per guardare con ottimismo al futuro»
Giorgio Palmucci
Valorizzare il patrimonio culturale per rispondere alla crisi: nasce Valore Paese Italia
«Sostenibilità e innovazione sono le lenti per guardare con ottimismo al futuro»
Giorgio Palmucci

Al via il nuovo progetto Mibact realizzato in collaborazione con Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), Agenzia del Demanio e Difesa Servizi Spa, dal titolo Valore Paese Italia. L’iniziativa – che segue quella già promossa dall'Agenzia del Demanio dal nome Valore Paese – nasce per promuovere il turismo sostenibile sul territorio italiano attraverso la valorizzazione del patrimonio pubblico di immobili di interesse storico-artistico e paesaggistico. Recuperare e valorizzare sono le parole chiave da cui prende le mosse il progetto che punta su cultura, ambiente e mobilità dolce. L’obiettivo è quello di ridefinire il turismo nazionale, l’ospitalità e istituzionalizzare le diverse forme di accoglienza. Con la rivalutazione del patrimonio pubblico, infatti, sarà possibile portare i viaggiatori anche nelle zone del Paese meno sconosciute e oggi difficilmente accessibili. Perno attorno cui ruota l’iniziativa è il partenariato pubblico-privato, una leva importante anche per stimolare l’interesse verso nuove modalità di fruizione dell’esperienza di viaggio.

Non è un caso che Valore Paese Italia veda la luce nel 2020, anno molto complicato per il turismo in tutto il mondo. Discorso diverso però per quello di prossimità che ha mostrato tassi di crescita esponenziali durante l’estate appena trascorsa. «Quest’anno – spiega la sottosegretaria Mibact Lorenza Buonaccorsi – ha portato ad una riflessione più visionaria rispetto a quale deve essere il modello economico di turismo nel nostro paese». E proprio su questo cambio di paradigma si concentra la riflessione del direttore dell’Agenzia del Demanio Antonio Agostini. «Chiave del progetto è la trasformazione del modo di fruire l’ambiente e il territorio, andando ad ampliare la gamma del sistema dell’industria turistica. Ciò costituisce una delle nostre priorità e mira, nella fase attuale, a preservare e recuperare beni di primaria importanza e bellezza nella logica di rivalorizzazione in chiave ambientale, culturale, paesaggistica. Siamo nel pieno di una crisi economica e il turismo sostenibile può essere creatore di ricchezza».

Su Valore Paese Italia convergeranno una serie di iniziative legate alla mobilità lenta e sostenibile, al turismo ferroviario, alla rete delle case cantoniere, a quella dei borghi e agli osservatori astronomici e metereologici, ma non solo. Importanti anche le riserve e i siti naturali, oltre ai territori dei siti Unesco.

Alcuni dei progetti coinvolti sono già avviati da tempo. Uno di questi è “Fari, torri ed edifici costieri” promosso da Demanio e Difesa Servizi e citato dall’amministratore delegato di quest’ultima, Fausto Recchia. «Negli ultimi anni abbiamo lanciato una serie di bandi per valorizzare 19 fari di proprietà della marina militare, per un valore medio per ciascun faro di circa un milione. Vogliamo in questo modo definire un circuito e creare un sistema per iniziative di carattere turistico, culturale, sociale e sportivo».

Ma è anche alle nuove generazioni che si rivolge Valore Paese Italia. «Dai giovani ci aspettiamo molto dal punto di vista dell’innovazione – sottolinea il presidente dell’Enit Giorgio Palmucci – per un progetto che punta a valorizzare i beni pubblici di vario tipo. È importante mettere a rete le risorse, legandole a circuiti da identificare o già identificati. Sostenibilità e innovazione sono le lenti per guardare con ottimismo al futuro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura
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