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La prima vera smart city italiana riapre le porte per il Fast Expo. Aspettando il campus e l’insediamento di partner privati

Un anno dopo Expo. Arexpo e Metropolitana Milanese tracciano il bilancio e le sfide

di Paola Pierotti | pubblicato: 01/05/2016
"Contiamo di fondare un altro ufficio di Piano, traguardando lo sviluppo urbanistico e patrimoniale e proiettandoci in un’ottica di ‘legacy’. Dobbiamo riconvertire, recuperare con un orizzonte ventennale"
Lorenzo Pallotta
Un anno dopo Expo. Arexpo e Metropolitana Milanese tracciano il bilancio e le sfide
"Contiamo di fondare un altro ufficio di Piano, traguardando lo sviluppo urbanistico e patrimoniale e proiettandoci in un’ottica di ‘legacy’. Dobbiamo riconvertire, recuperare con un orizzonte ventennale"
Lorenzo Pallotta

Il 1 maggio 2015 ha aperto le porte Expo Milano. Un anno dopo, 1 maggio 2016, l’area riapre le porte con uno spettacolo su invito. “Expo è stato un evento di sei mesi ma la vera sfida sta nel futuro. Da tempo si sta lavorando ad un programma di eventi per non annullare l’enorme investimento pubblico che è stato fatto nell’area dell’Esposizione Universale”. Lorenzo Pallotta, architetto che ha affiancato Expo spa ed ora sta seguendo i lavori come Arexpo spiega a che punto siamo, partecipando all'evento In-chiostro creativo al fuori salone di Milano. “Cinque anni fa, la prima Arexpo aveva iniziato un progetto con un mandato, oggi la nuova governance, che vede un forte coinvolgimento anche del Governo, ha un’altra missione. Contiamo di fondare un altro, nuovo, ufficio di Piano – spiega l’architetto Pallotta – traguardando lo sviluppo urbanistico e patrimoniale e proiettandoci in un’ottica di ‘legacy’. Dobbiamo riconvertire, recuperare con un orizzonte ventennale. Contemporaneamente serve un’immediata messa a valore di quello che c’è nel sito”.

Il riferimento diretto è alla piastra infrastrutturale “progettata e realizzata con caratteristiche di permanenza. Inizialmente l’area doveva essere completamente permeabile – ricorda Pallotta – poi si è optato per un assetto meno temporaneo. D’altra parte, per realizzare ad esempio servizi igienici per un flusso di 250mila visitatori, non si poteva prescindere dalla costruzione di un’adeguata infrastruttura”.

Nel sito di Expo si è costruito un pezzo di città, “la prima vera smart city italiana” la definisce Massimo Recalcati, responsabile dell’ingegneria di MM. Nell’investimento da 1,9 miliardi MM è stata uno dei protagonisti al fianco di Expo spa. “Siamo partiti dal foglio bianco, con una grande accelerazione negli ultimi anni. Tenendo conto del potenziale flusso di visitatori – spiega Recalcati – abbiamo sovradimensionato la piattaforma per la telefonia ad esempio, per l’acquedotto e le fognature. Ogni cosa è stata progettata pensando ai due possibili orizzonti temporali”.

Finiti gli eventi di riapertura, da maggio 2016 Expo tornerà ad aprire i cancelli in attesa che inizino i lavori per trasformare l’area nella nuova sede della Statale e in un mega parco verde. Dal 27 maggio al 30 settembre, dove una volta c’erano i padiglioni dei Paesi ci saranno alcune mostre della XXI Triennale di Milano.

“L’idea di costruire un campus – continuano Recalcati e Pallotta intervenuti all’evento In-chiostro creativo in una sessione dedicata a Expo/Dopo Expo – si integra con la necessità di voler coinvolgere imprese private, laboratori, start up. Il sito continuerà a vivere, mettendo a valore il grande investimento pubblico”. “Si prevede anche l’inserimento di funzioni che non danno reddito ma capaci di creare valore collettivo” aggiunge Pallotta.

Qui le video interviste a Lorenzo Pallotta e a Massimo Recalcati
Tutti gli approfondimenti di PPAN su Expo Milano 2015

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Tag: città
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