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Intervista a Pasquarelli, ad Euromilano. Da marzo le torri saranno gestite da Expo, nel 2016 il quartiere residenziale passerà al test del mercato

Il dna del progetto Cascina Merlata: "infrastrutture, ClasseA e mix di idee con i concorsi"

di Paola Pierotti | pubblicato: 14/01/2015
"Abbiamo cercato soluzioni per il tema della sostenibilità senza fermarci agli slogan dell’innovazione o all’uso di materiali eco-compatibili: abbiamo lavorato sul tema della manutenzione valutando le spese che gli abitanti dovranno sostenere per i consumi. Qualità per noi è anche intervenire sugli spazi comuni. Se si infrastruttura un quartiere prima di farlo abitare si migliora l’habitat umano e l’edilizia cresce su una rete già funzionante. Ancora, i concorsi ci hanno permesso di lavorare sulle idee e di coinvolgere persone che non avremmo conosciuto diversamente"
Alessandro Pasquarelli
Il dna del progetto Cascina Merlata:
"Abbiamo cercato soluzioni per il tema della sostenibilità senza fermarci agli slogan dell’innovazione o all’uso di materiali eco-compatibili: abbiamo lavorato sul tema della manutenzione valutando le spese che gli abitanti dovranno sostenere per i consumi. Qualità per noi è anche intervenire sugli spazi comuni. Se si infrastruttura un quartiere prima di farlo abitare si migliora l’habitat umano e l’edilizia cresce su una rete già funzionante. Ancora, i concorsi ci hanno permesso di lavorare sulle idee e di coinvolgere persone che non avremmo conosciuto diversamente"
Alessandro Pasquarelli

Le torri di Cascina Merlata saranno la porta di Expo2015. Il nuovo quartiere green che si estende da via Gallarate al polo fieristico di Rho Pero, nato da un masterplan unitario e progettato da un pool di architetti italiani scelti attraverso concorsi, è pronto per il taglio del nastro. Da marzo il quartiere di 520mila mq sviluppato da Euromilano sarà consegnato a Expo e diventerà il Villaggio per 1334 delegati internazionali che parteciperanno al grande evento.

Il 31 marzo 2008 il BIE aveva assegnato al capoluogo lombardo l’incarico per organizzare la manifestazione del 2015, e a gennaio dello stesso anno Alessandro Pasquarelli, ad di Euromilano, aveva indetto un concorso di idee per realizzare un nuovo insediamento a carattere prevalentemente residenziale nell’area di Cascina Merlata, limitrofe a quella che successivamente sarebbe stata individuata per realizzare l’Esposizione. Euromilano quindi, in tempo in cui la crisi del mercato immobiliare non era ancora esplosa, aveva deciso di investire in questa operazione puntando a costruire quello che dopo Expo 2015 diventerà il più grande quartiere di Social Housing d’Italia.

Pasquarelli, tutto pronto per consegnare Cascina Merlata ad Expo spa?
Stiamo terminando le urbanizzazioni come previsto, per fine marzo saranno consegnati il parco e le strade. Tutti gli edifici sono in classe A e l’intero quartiere zero gas sarà servito solo da fonti di energia rinnovabile: il teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore di Figino, il raffrescamento dalla geotermia attraverso attraverso le pompe di calore e l'energia necessaria dal solare. Tutti gli alloggi sono cablati in fibra 100, dotati di tv o smart tv, e wi-fi gratuito in tutti gli appartamenti, connessione disponibile anche negli spazi comuni e all’aperto. Sono pronte le 7 torri residenziali (su 11 totali previste dal masterplan) progettate dagli architetti MCA di Mario Cucinella Architects, Teknoarch, B22 e Pura: 397 alloggi, arredati e completi di tutti gli accessori per la casa. Al piano terra degli edifici sono stati progettati spazi multifunzionali dedicati agli ospiti del Villaggio, come portineria, assistenza medica, locali lavanderia, palestra, spazio interreligioso, sala riunioni attrezzata, sala living ed emeroteca.

Da Ad di Euromilano, qual è il suo bilancio termine di questo percorso iniziato nel 2008?
Siamo partiti con un concorso per il masterplan, abbiamo investito molto nei concorsi anche negli anni successivi, siamo riusciti a coinvolgere complessivamente 300-400 professionisti. Abbiamo realizzato un quartiere ad alta densità, seguendo le linee guida del masterplan. Il bilancio personale è positivo dal punto di vista strategico, dovremo capire se saremo premiati dal mercato vista l’attuale situazione. Abbiamo investito molto, siamo stati ricapitalizzati perché abbiamo dovuto fare importanti anticipi per infrastrutturare anticipatamente l’area, con opere dell’ordine di 60-70 milioni di euro di lavori. In Italia normalmente si procede per fasi, a Cascina Merlata abbiamo voluto far trovare tutto subito a chi vorrà venire a vivere in questo quartiere.

Tra gli ultimi concorsi che avete bandito c’è anche quello per una scuola per 700 ragazzi, state andando avanti?
Si, si sta sviluppando il progetto preliminare (vedi i dettagli del concorso vinto da Onsitestudio). Il cantiere partirà nel 2016, abbiamo dovuto dilatare i tempi per realizzare un parcheggio temporaneo che ci ha chiesto Expo.

A Cascina Merlata è previsto anche un centro commerciale, avete venduto l’area?
Non ancora. Stiamo facendo una variante per convertire il terziario-ricettivo in tempo libero e commerciale, in modo tale da realizzare un mall di 65mila mq (invece di 45mila) e uno spazio di 10mila mq per il tempo libero. In quest’area contiamo possano lavorare 1500 persone. Antonio Citterio e Patricia Viel (già coautori del masterplan, ndr) hanno firmato il progetto per il centro commerciale da 45mila mq, non sappiamo ancora se venderemo l’area con o senza il progetto.

Rispettando il cronoprogramma avete realizzato 7 delle 11 torri previste, quali mancano?
Quelle progettate da Cino Zucchi e dallo studio C+S Associati. Complessivamente avremo 690 alloggi e relative pertinenze per un totale di 52.500 mq.

Euromilano ha puntato molto sui giovani, a partire dai concorsi e dal coinvolgimento con l’iniziativa AAA architetticercasi, è stato un buon investimento?
Assolutamente. Gli edifici progettati dai tre studi più giovani, Teknoarch, B22 e Pura, sono molto belli. I professionisti hanno lavorato bene in tutte le fasi. Sono architetti italiani che hanno avuto esperienza internazionale e si apprezza.

Euromilano è stata general contractor dell’operazione. Ha funzionato?
Abbiamo potuto lavorare al meglio nella gestione dei tempi e tendendo alla qualità del prodotto. Dalla fibra a 100 al teleriscaldamento, dalla realizzazione di spazi comuni come la palestra al layout interno degli alloggi: scelte a vari livelli che ci hanno permesso di ottenere un risultato importante per una famiglia che vorrà acquistare o affittare un alloggio a prezzi di mercato.

Dopo Expo, come ripristinerete gli appartamenti?
Li consegneremo agli inquilini come nuovi, non usati. Saranno tinteggiate le parti comuni e quelle private, cambiati i sanitari e gli infissi e nel 2016 si realizzerà il maxi piano di housing.

Cos’è la rigenerazione urbana per un’operatore come Euromilano?
Oggi qualsiasi iniziativa deve essere impostata sul principio della qualità che si deve riferire ad una fascia sociale intermedia, altrimenti non se ne viene a capo. Noi siamo partiti da qui e ci siamo confrontanti con diverse opzioni mettendo in campo i progettisti. Ci siamo interrogati sul tema della sostenibilità senza fermarci allo slogan dell’innovazione o all’uso di materiali eco-compatibili: abbiamo lavorato sul tema della manutenzione e della continuità dell’edificio valutando le spese dei consumi da parte degli abitanti. Qualità per noi è anche intervenire sugli spazi comuni: se si infrastruttura un quartiere prima di farlo abitare si migliora l’habitat umano e l’edilizia cresce su una rete già funzionante. Ancora, i concorsi ci hanno permesso di lavorare sulle idee e di coinvolgere persone che non avremmo conosciuto diversamente.

Pasquarelli, una sua idea per il dopo-Expo?
Mi piacerebbe che l’area del grande evento fosse destinata a luogo per il tempo libero e per la ricerca, valorizzata ad esempio con l’innovazione del settore farmaceutico o medicale: ci sono tante aziende italiane d’eccellenza che hanno capitali da investire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: masterplanning
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