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Insieme ai locali di MMA / Bart Macken Eef Boeckx un edificio ispirato dal contesto storico e naturale

Torre uffici low-tech, firmata C+S Architects, vince un concorso in Belgio

di Francesco Fantera | pubblicato: 19/03/2021
«Grazie ai suoi “muri abitati” sogniamo un edificio abitato da persone e alberi, metafora di un nuovo modo possibile di abitare il pianeta in equilibrio con l’ambiente»
C+S Architects
Torre uffici low-tech, firmata C+S Architects, vince un concorso in Belgio
«Grazie ai suoi “muri abitati” sogniamo un edificio abitato da persone e alberi, metafora di un nuovo modo possibile di abitare il pianeta in equilibrio con l’ambiente»
C+S Architects

Un piccolo “castello inglese” in mattoni sta per ergersi in Belgio, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Un incipit simile potrebbe suggerire l’inizio di una storia ambientata all’epoca della Guerra dei cent’anni, periodo che ha segnato profondamente quest’area del continente europeo. Ma in questo caso, tornando ai giorni nostri, stiamo parlando di un progetto realizzato da un team di architetti italiani in partnership con uno studio locale, che, per disegnare un nuovo edificio destinato ad uffici, nella località di Kortrijk, si sono ispirati alle forme tipiche delle fortezze britanniche caratterizzate da uno spazio vuoto centrale, circondato da ambienti di servizio.

Il progetto è figlio della partecipazione congiunta di C + S Architects con MMA / Bart Macken Eef Boeckx ad un concorso internazionale bandito dal Vlaams Bouwmeester (istituzione indipendente nata nel 1998 per garantire la qualità del costruito nelle Fiandre) e Leiedal (associazione per lo sviluppo delle Fiandre sudoccidentali). Oggetto della competizione? I nuovi uffici della stessa Leiedal. Fra gli elementi che hanno permesso al gruppo italo-belga di ottenere la vittoria: il mantenimento del verde e di un piccolo corso d’acqua presente nell’ambito di gara, oltre all’utilizzo della tecnologia tradizionale del mattone. Importanti anche le soluzioni individuate per il rispetto dei criteri per edifici Nzeb, la riduzione al minimo delle dotazioni impiantistiche e il masterplan generale che si struttura a partire da una nuova pista ciclabile affiancata all’area di progetto.

A spiegare il concept della proposta prima classificata sono gli stessi architetti italiani. «Con questo progetto abbiamo declinato il nostro approccio verso un design olistico e low tech – spiegano da C+S Architects – lavorando sull’essenza della costruzione e ottenendo così il massimo comfort abitativo». Ma come si spiega la differenza netta, tanto nella forma quanto nella sostanza, rispetto agli volumi per uffici contemporanei? «La nostra proposta critica quel design sostenibile che mira ad aggiungere all’edificio facciate di vetro super-performante, green washing o pannelli fotovoltaici in copertura che nascondono spesso la mancanza di qualità del design stesso. Grazie ai suoi “muri abitati” – sottolineano gli architetti – sogniamo un edificio abitato da persone e alberi, che diventi la metafora di un nuovo modo possibile di abitare il pianeta in equilibrio con l’ambiente». Importante per la progettazione è stato anche lo studio della storia e dell’identità del luogo. Ecco che l’uso del mattone trova la sua ratio nel fatto che la regione ha vissuto in passato un’evoluzione sotto il profilo economico per via dello sviluppo dell’industria del mattone. Tutto ciò «in contrasto con la tendenza contemporanea di caratterizzare gli edifici per uffici con facciate vetrate» ribadiscono dallo studio veneto.

Design e tecnologie costruttive. Partendo dal concetto del castello inglese, l’impianto è caratterizzato da uno spazio vuoto centrale circondato da una facciata dello spessore di 70 centimetri che lavora come massa termica di mattoni a vista. I solai, invece, sono costruiti con voltine tradizionali, sempre di mattoni, che scaricano su una colonna centrale. Una soluzione decisa per assicurare la massima flessibilità, altro fattore che ha influenzato l’organizzazione e la tipologia degli ambienti interni ma anche dello spazio aperto centrale di 15x15 metri, che risulta adattabile a seconda delle esigenze. Il perimetro della struttura, definito dagli architetti come una “soglia intelligente” fra l’intorno naturale e l’interno artificiale, ospita piccole cucine, scale, ascensori, servizi igienici e terrazze alberate scavate nell’edificio stesso. In questo modo il verde che circonda il manufatto filtra la luce naturale garantendo il benessere degli ospiti. L’ingresso è contraddistinto da una sorta di schermo trasparente fra lo spazio esterno e interno, grazie alla presenza di una muratura traforata pensata per accentuare la presenza dell’accesso alla pista ciclabile. Il piano terra viene raccontato come “interno urbano” in diretto contatto con la pista ciclabile e i percorsi pedonali reso peculiare dalla presenza di due installazioni che ne permettono l’uso simultaneo come caffetteria e sala riunioni schermata da pareti acustiche da 50 posti.

In copertina il render di progetto © C+S Architects | MMA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; concorsi; uffici
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