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Forte attenzione all’impatto ambientale e alla flessibilità degli spazi. Operazione da 4,7 milioni di euro

Bologna, tiarstudio e abp architetti disegnano la nuova scuola Carracci

di Francesco Fantera | pubblicato: 20/05/2019
Le soluzioni adottate hanno permesso di ottenere la massima classe energetica prevista in Italia, la A4
Bologna, tiarstudio e abp architetti disegnano la nuova scuola Carracci
Le soluzioni adottate hanno permesso di ottenere la massima classe energetica prevista in Italia, la A4

Un complesso immerso nel verde, polivalente e aperto alla comunità locale. Queste le caratteristiche principali del progetto con cui il gruppo formato da tiarstudio e abp architetti ha vinto il concorso per il nuovo polo scolastico Carracci di Bologna che andrà a sostituire quello preesistente e dichiarato inagibile nel 2010. La gara, promossa dal Comune con il supporto di Inarcassa, dell’omonima Fondazione e degli Ordini degli architetti e degli ingegneri locali, ha preso il via lo scorso novembre con 136 proposte inviate per partecipare al primo grado. Il costo dei lavori stimato è di 4,7 milioni di euro per una superficie lorda totale di circa 3800 mq. Forte attenzione all’impatto ambientale con il raggiungimento del livello NZEB.

Il concept. Fin dai primi disegni la composizione architettonica del complesso si è sviluppata attorno ai concetti chiave di accessibilità, studio dei percorsi e integrazione di servizi aperti alla città. «Se le scuole, per loro natura, tendono a chiudersi in sé stesse – scrivono nella relazione i progettisti – la nuova scuola e i servizi ad essa annessi formano un polo funzionale che aspira ad aprirsi, coinvolgendo le comunità locali e rivelando nuovi scenari possibili nel tessuto urbano di inserimento». Anche per questo motivo gli accessi sono stati immaginati per essere fruiti in momenti diversi della giornata o in contemporanea con le attività educative, senza però sovrapporsi. La morfologia del lotto, infine, ha ispirato la scelta di dar vita ad un volume inserito nel paesaggio circostante e nel rispetto del contesto naturale.

Il progetto. Il plesso, situato nel quartiere Saragozza, si caratterizzerà per un volume semplice e funzionale e, nelle intenzioni di tiarstudio e abp architetti, "dovrà durare almeno 100 anni". Il corpo dell’edificio sarà composto da un unico elemento a ferro di cavallo. Il nuovo istituto si articolerà su tre piani: il piano terra ospiterà la palestra e i servizi annessi con l’affaccio sui campi sportivi; il primo livello sarà destinato alla scuola elementare, l’agorà, la biblioteca, la mensa, gli uffici amministrativi e gli spazi per la docenza; il piano superiore accoglierà tutti gli ambienti della scuola secondaria.

Le ali parallele dell’edificio verranno connesse tramite uno spazio a doppia altezza caratterizzato da gradonate che collegheranno il primo e il secondo livello, prestandosi ad essere utilizzato come auditorium. Un percorso circolare sarà funzionale a legare le diverse anime del progetto: questo sentiero costituirà tra l'altro una sorta di “passeggiata continua” che si inserirà anche all’interno della scuola e che servirà a separare lo spazio verde naturale da quello attrezzato. Quest’ultimo sarà contraddistinto da vere e proprie aule all’aperto, dall’agorà esterna, da orti didattici e da un frutteto.

Gli interni. Al fine di dar vita a spazi innovativi dal punto di vista della qualità e della fluidità, tutte le zone sono state interpretate per essere vissuti come luoghi dedicati all’apprendimento. Gli ambienti funzionali alla didattica saranno semplici e razionali, ma soprattutto flessibili per garantire la possibilità di modificare la disposizione degli arredi e delle pareti mobili, a seconda delle necessità. Le aule sono state disegnate per ospitare attività frontali e di gruppo, mentre i locali destinati ad attività specializzate, come la sala della musica, della scienza e dell’arte, verranno allestiti con banchi di lavoro, lavandini e armadiature ad hoc. Nelle aree comuni gli studenti potranno svolgere attività ricreative nei momenti di pausa.

Sostenibilità. Uno degli obiettivi principali previsti anche dal concorso, è stato quello del raggiungimento del livello NZEB (Nearly Zero Energy Building). Le soluzioni adottate hanno permesso di ottenere la massima classe energetica prevista in Italia, la A4. Per far questo il team di progettazione ha valutato l’impatto di tutti gli elementi costruttivi sotto il profilo del risparmio energetico e idrico, dell’illuminazione, dell’areazione e del comfort acustico.

Studiate tutte le fasi di vita dell’edificio, compresa la demolizione. Le soluzioni di chiusura orizzontale e verticale assemblate a secco, quindi riutilizzabili, sono state previste proprio per questo motivo. Dopo una serie di considerazioni strutturali e di durabilità, la scelta dei materiali è ricaduta sul calcestruzzo armato con telai leggeri di legno per i primi due livelli. Il piano secondo si distinguerà invece per l’utilizzo di pannelli di legno Xlam.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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