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Visitatori record per l’installazione d’arte pubblica aperta per 16 giorni. Successo di pubblico e sui social network 

The Floating Piers, 10 numeri che raccontano l’opera di Christo sul Lago d’Iseo

di Milena Rettondini | pubblicato: 05/07/2016
The Floating Piers, 10 numeri che raccontano l’opera di Christo sul Lago d’Iseo

Si è chiusa domenica scorsa l’esposizione dell’opera d’arte pubblica realizzata dall’artista bulgaro Christo e dalla moglie Jeane-Claude. La passerella del mastro della Land Art ha riscontrato un successo che alcuni l’hanno paragonato a quello di Expo Milano 2015, anche se l’iniziativa è durata solo 16 giorni (18 giugno – 3 luglio) contro i 6 mesi dell’esposizione universale.
Oltre 1 milione e 200mila i visitatori, una media di 72mila persone al giorno, bambini, anziani, addetti ai lavori e non hanno passeggiato sui 5,5 km di passerella, di cui 3km galleggianti sul lago di Iseo.

Hanno risposto con efficienza i comuni della sponda bresciana e bergamasca del lago, che si sono attivati per accogliere un fiume di turisti e nei giorni di apertura sono stati predisposti appositamente per il raggiungimento del site 1.200 treni, che hanno trasportato più di 460mila passeggeri.
L’opera è costata complessivamente 18 milioni di euro, costi ricoperti interamente dall’artista e che hanno compreso assemblaggio, installazione, manutenzione, sorveglianza e rimozione del materiale.
Per il riuso del materiale, il sito web dedicato all’operazione conferma che è previsto il riciclo, ma per ora non ci sono dettagli sul reimpiego del materiale. Il progetto strutturale all’inizio era stato studiato in partnership con Arup Italia che aveva suggerito di demolire tutti i cubetti di polietilene in piccoli granuli da poter essere riutilizzati.

Per realizzare la passerella galleggiante sono stati utilizzati 220mila cubi e perni in polietilene ad alta densità, prodotti da quattro diverse aziende del Nord Italia. Materiale ricoperto successivamente da 100mila mq di tessuto in nylon e 80 mila mq di feltro, provenienti da tre aziende tedesche. 
Per ancorare l’opera sono stati utilizzati 200 “corpi morti” in cemento di 5,5 tonnellate ciascuno, concepiti e prodotti esclusivamente per il progetto.
Ancora, per la creazione dell’opera sono state assunte 1000 persone, la maggior parte delle quali cittadini italiani residenti in Lombardia.
Presenze numerose, cifre di investimento non indifferente. Non meno d’impatto anche le ricadute sui social: l’hashtag #TheFloatingPiers è stato utilizzato più di 130 mila volte su Twitter, Facebook e Instagram. Raggiungendo un totale di più di 3 milioni di like. 

L'immagine di copertina è di Wolfgang Volz.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: arte; città; cultura; spazi pubblici
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