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Al convegno del Cnappc l’intervento del sottosegretario Riccardo Fraccaro

Grazie al Superbonus 110% il progetto torna al centro. Attenzione all’indipendenza dei professionisti

di Chiara Brivio | pubblicato: 18/09/2020
«Il Governo ha voluto creare uno strumento innovativo in grado di dare uno shock positivo a tutti gli operatori della lunga filiera delle costruzioni che notoriamente produce un effetto moltiplicatore ineguagliabile»
Stefano Patuanelli
Grazie al Superbonus 110% il progetto torna al centro. Attenzione all’indipendenza dei professionisti
«Il Governo ha voluto creare uno strumento innovativo in grado di dare uno shock positivo a tutti gli operatori della lunga filiera delle costruzioni che notoriamente produce un effetto moltiplicatore ineguagliabile»
Stefano Patuanelli

«Il Governo ha voluto creare uno strumento innovativo in grado di dare uno shock positivo a tutti gli operatori della lunga filiera delle costruzioni che notoriamente produce un effetto moltiplicatore ineguagliabile: in Europa si stima che per ogni euro speso si generano da 1,9 a 2,9 euro dell'attività economica totale» questo in sintesi l’intervento contenuto nel messaggio del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli inviato al recente convegno “Superbonus 110%: una nuova opportunità per professionisti e imprese” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Il Ministro ha tuttavia evidenziato quanto sia un settore sul quale il Covid ha avuto un impatto molto alto, arrivando a far registrare perdite pari al 22 per cento.

In un serrato ma cordiale dibattito con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro – “padre” del superbonus 110% – Giuseppe Capocchin, presidente del Cnappc, ha definito la misura del superbonus «un’intuizione interessante, uno strumento in grado di avviare interventi di efficientamento energetico nel settore delle costruzioni, incidendo anche positivamente sul mercato del lavoro dei professionisti». Un provvedimento, fanno notare anche i professionisti, grazie al quale la qualità del progetto ritorna al centro.

Nonostante le lodi, Capocchin ha ribadito l’importanza della terzietà dei progettisti rispetto ad aziende e finanziarie e «la corrispondenza tra il compenso ai professionisti e le prestazioni effettivamente eseguite, a tutela della qualità degli interventi che si vanno a realizzare». Altro punto sottolineato con incisività dal presidente è la scadenza del provvedimento, fissata a dicembre 2021, ma che se fosse resa strutturale «sarebbe la cosa migliore e potrebbe cambiare il volto dell’Italia».

Incisive le risposte del sottosegretario, il quale ha ribadito come il superbonus sia una misura in cui «il Governo crede molto, perché serve per far ripartire l’economia attraverso il rilancio di un settore strategico, come l’edilizia, che in questi anni ha sofferto molto e che è trainante per lo sviluppo» e che l’intenzione sia quella di utilizzare «le risorse del recovery fund per prorogare ulteriormente la misura e dare così modo a cittadini e imprese di usufruirne maggiormente». Ma Fraccaro ha anche evidenziato quanto sia necessario partire subito con i lavori, piuttosto che focalizzarsi sul miglioramento della complessità della norma in questione. E ha continuato «il punto è che con questo superbonus abbiamo modificato il meccanismo della competizione classica economica. Non c’è più la competizione legata al prezzo, così è sulla qualità. L’obiettivo per il cittadino sarà quello di consumare il meno possibile, e quindi vincerà la proposta che farà consumare meno energia». 

Soddisfatto anche il consigliere del Cnappc Marco Aimetti, che ha affidato le sue riflessioni a un post sui social: «oggi ho ascoltato il sottosegretario Fraccaro ad un convegno sul superbonus 110%. Al di là di tutte le problematiche e le complicazioni e criticità pratiche devo riconoscere che era da tempo che non sentivo parole tanto visionarie e innovative sulla mia professione. Fraccaro ha parlato di filiera, di collaborazione stretta e integrata tra i soggetti (la versione più corretta del giustamente vituperato appalto integrato così come ora lo intendiamo), di un nuovo modello di mercato che si fonda sulle competenze e sulla conoscenza, di Studi complessi e interdisciplinari. Molte altre volte (anche oggi) ho sentito invece ribadire e riaffermare tout court “l’indipendenza del professionista” senza nessun approfondimento reale su una affermazione tanto scontata e inutile quanto fuori dal tempo senza una necessaria contestualizzazione». 
 

Immagine di copertina tratta da www.architettiperilfuturo.it

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