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Post Covid. Uno strumento sviluppato da Fondazione Agnelli, insieme a BIMGroup del Politecnico di Milano e all’Università̀ di Torino

Spazio alla scuola. Dall’analisi su modelli Bim, soluzioni customizzate per il rientro in classe

di Paola Pierotti | pubblicato: 19/07/2020
Spazio alla scuola. Dall’analisi su modelli Bim, soluzioni customizzate per il rientro in classe

Spazio alla scuola: “una risorsa in più per rientrare a scuola a settembre in sicurezza”. Così è stato raccontato il nuovo strumento informatico, gratuito, pensato e sviluppato dalla Fondazione Agnelli, insieme a BIMGroup del Politecnico di Milano e all’Università di Torino, “un concreto supporto ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori per aiutarli a preparare la ripresa delle attività didattiche in presenza all’inizio del nuovo anno scolastico, offrendo loro strumenti pratici per verificare la capienza delle aule e degli altri spazi scolastici e per programmare i flussi e lo scaglionamento delle classi all’ingresso e all’uscita, nel rispetto delle misure di distanziamento”.

«Uno strumento semplice nell’uso, che parte però da un lavoro di analisi computazionale su modelli BIM delle scuole con cui il team dei promotori si è confrontato in questi anni, come quelle di Melzo o Liscate per fare un paio di esempi». Giuseppe Martino Di Giuda, ideatore dell’iniziativa, vicerettore dell’Università di Torino e responsabile scientifico del BIMGroup del Politecnico di Milano, spiega la genesi del progetto che fa tesoro di competenze specialistiche e delle più innovative ricerche in termini di digitalizzazione del patrimonio costruito. «Siamo partiti applicando alla modellazione Bim delle scuole, alcune analisi di flusso - racconta Di Giuda - la prima è stata quella della crowd-simulation: abbiamo provato a vedere - anche con delle interviste ai dirigenti scolastici di alcuni istituti a campione - in che modo venivano gestiti l’ingresso, l’uscita e l’arrivo in aula degli studenti. Successivamente, si è provato a modificarla con delle regole, sostituendo l’atteggiamento “anarchico” tipico dei bambini, con uno più disciplinato, informando gli agenti della crowd-simulation con le regole imposte dal post-emergenza Covid.

Si è poi fatta un’analisi fluidodinamica, analoga, per i ricambi d’aria, sapendo però che il 90-95% delle scuole italiane non è dotato di un sistema meccanizzato di trattamento dell’aria e quindi provando a capire come assicurare i ricambi d’aria in condizioni normali (aprendo le finestre)». Questo lavoro è partito ai primi di aprile. Entro fine mese, è seguito un tweet e un primo contatto con la viceministra Anna Ascani, poi un documento propedeutico sull’analisi dei rischi per la gestione-Covid delle scuole sottoposto all’attenzione della commissione Bianchi del ministero.

Ancora, considerando che il rischio più impellente sia quello “organizzativo”, il team di lavoro della piattaforma “Spazio alla scuola” ha preso in considerazione i tabelloni di un orario normale, li ha graficizzati per capire quanti passaggi con quel tipo di orario ci sarebbero, sia negli spazi comuni che nelle aule. Tutto questo pensando anche a come dare un input ragionato, su come gestire il tema della pulizia e dell’igienizzazione.

Dopo la lunga sospensione a causa dell’emergenza Covid-19, Spazio alla Scuola affronta di fatto due questioni organizzative oggi al centro dell’attenzione e preoccupazioni dei dirigenti scolastici e del personale della scuola, ma anche delle famiglie e dei ragazzi. In primis, conta di aiutare a configurare le aule e gli spazi didattici dentro ogni edificio scolastico sulla base delle dimensioni del locale e degli arredi (cattedre e banchi), alla luce dei parametri di distanziamento interpersonale, indicati dalle Linee Guida del Ministero e dal Comitato Tecnico Scientifico. “Compilando in modo semplice una serie di campi con i dati richiesti – si legge operativamente in una nota - si otterranno la capienza massima dello spazio didattico e una sua configurazione adeguata”. In seconda battuta, “attraverso lo stesso meccanismo di imputazione dei dati, si aiuta a definire e simulare i flussi degli studenti per entrare e uscire da scuola, calcolando i tempi, in base al numero degli accessi, delle scale, dei piani dell’edificio”.

In Italia esistono circa 40mila edifici scolastici di epoche diverse, stili diversi, dimensioni diverse. Ogni scuola ha la sua unicità e i suoi problemi, che soltanto chi vi lavora può conoscere a fondo. Anche per questo, toccherà in ultima analisi ai dirigenti scolastici con i loro collaboratori trovare le soluzioni giuste per il proprio istituto e, in modo specifico, per ogni edificio del proprio istituto.

La piattaforma permette di simulare, testare e confrontare fra loro anche soluzioni nuove e meno ovvie. Rispondendo, ad esempio, a quesiti come “Che cosa guadagno in termini di capienza, se impiego come spazi didattici altri locali o aree della scuola, oltre alle aule ordinarie?” oppure “Quale vantaggio ho in termini di tempo e fluidità dei flussi di entrata a scuola, se utilizzo un nuovo ingresso, che magari la scuola ha già, ma non viene normalmente usato?”

«Sarebbe un’imprudenza – ha detto Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – affermare che il rischio di contagio è scomparso. Sappiamo che per il momento non sono ancora esclusi i rischi che la scuola sia un focolaio di diffusione del virus, ma siamo altrettanto consapevoli che per la scuola italiana un nuovo lockdown totale sarebbe catastrofico, causando ai ragazzi ulteriori e ancora più gravi perdite di apprendimenti. Anche per queste ragioni, con Spazio alla Scuola abbiamo voluto costruire uno strumento flessibile, che possa aiutare a gestire diversi scenari possibili e nel caso anche ad affrontare, sempre in sicurezza, evoluzioni della situazione epidemica che richiedano un distanziamento maggiore sia negli spazi didattici sia nei flussi di movimento degli studenti».

Ecco il link Spazio alla scuola. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: spazi pubblici
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