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Investimento di 300 milioni da parte dell’Inail per costruire nuove strutture in tutto il territorio nazionale. Bando entro l’anno

#scuoleinnovative Il Miur lancia un concorso internazionale per 54 nuove scuole

di Paola Pierotti | pubblicato: 20/10/2015
"Questo concorso sarà un grande laboratorio di idee e di sperimentazione con l’obiettivo di realizzare modelli di edilizia scolastica innovativa che dovranno essere presi ad esempio per la stesura della nuova Normativa tecnica che in Italia è ferma al 1975"
Laura Galimberti
#scuoleinnovative Il Miur lancia un concorso internazionale per 54 nuove scuole
"Questo concorso sarà un grande laboratorio di idee e di sperimentazione con l’obiettivo di realizzare modelli di edilizia scolastica innovativa che dovranno essere presi ad esempio per la stesura della nuova Normativa tecnica che in Italia è ferma al 1975"
Laura Galimberti

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca chiama a raccolta i progettisti e promuove un concorso internazionale per 54 nuove scuole. Il bando sarà pubblicato entro l’anno e per ogni scuola sono previsti tre premi di 25.000, 15.000 e 5.000 euro. L’Inail investirà 300 milioni per la costruzione delle strutture e gli enti locali dovranno co-partecipare per arrivare ad un risultato integrato, collaborando con gli arredi e tutto l'occorrente per la didattica.

Dopo il progetto #scuolenuove e #scuolesicure decolla il progetto #scuoleinnovative. I 54 edifici da costruire sull’intero territorio nazionale saranno realizzati seguendo progetti attenti alla qualità dell'architettura, all’impiantistica, alla tecnologia, all’efficienza energetica, alla sicurezza antisismica e strutturale. “Lanciamo un concorso per nuove scuole che dovranno integrare qualità e innovazione – spiega Laura Galimberti, architetto coordinatrice della Struttura di missione per l'Edilizia Scolastica di Palazzo Chigi –. Chiediamo la collaborazione dei professionisti per costruire ambienti di apprendimento aperti al territorio. Questo concorso sarà un grande laboratorio di idee e di sperimentazione con l’obiettivo di realizzare modelli di edilizia scolastica innovativa che dovranno essere presi ad esempio per la stesura della nuova Normativa tecnica che in Italia è ferma al 1975”.

Le scuole oggetto di questo concorso saranno costruite grazie all’investimento dell’Inail, mentre gli enti locali dovranno sostenere le spese per le indagini preliminari, la progettazione, gli arredi e l’attrezzatura per la didattica, eventuale demolizione di fabbricati, bonifica dell’area e spese pe la collocazione temporanea degli alunni durante i lavori.

Le aree dove costruire le nuove scuole sono già state individuate. La selezione è stata fatta a partire da una richiesta del Miur alle Regioni che hanno risposto indicando proposte in base a puntuali requisiti come la disponibilità dell’area da parte dell’ente, l’ampiezza del bacino territoriale di riferimento, il livello di innovazione didattica e la disponibilità di servizi di trasporto pubblico.

“I tempi per il concorso sono brevi – dicono dal Miur – il bando svilupperà le linee guida per i progettisti e una commissione di esperti si riunirà nei primi mesi del 2016 per individuare tre progetti pe ogni area di intervento”.

“Per la prima volta in una legge italiana si dice che per realizzare un nuovo edificio bisogna promuovere un concorso di architettura. Il concorso è l'unica via democratica che gli Architetti sostengono e spingono da tempo. In un percorso partecipato non ci sono altri strumenti - ha commentato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti -. Anche la scelta delle linee guida - che i tecnici chiamano soft low - è sicuramente virtuosa e risponde ad un’esigenza di un mondo che cambia: servono norme dinamiche che dovranno essere prestazionali e non prescrittive. Terzo elemento meritorio di questa operazione è la riattivazione del fondo rotativo per la progettazione: un Paese che non progetta non ha visione né speranza per il futuro”. Freyrie guarda al futuro e auspica nella garanzia di continuità al cambio di amministrazioni e invita a fare un ulteriore passo avanti per coinvolgere i privati in questa sfida.

"L'opportunità del programma di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico deve diventare il motore per la riqualificazione e il riuso della città. Un progetto generale condiviso di rinnovamento coordinando progetti ed interventi che riguardano lo spazio pubblico, la riqualificazione energetica di comparti ed isolati, la riconversione di ambiti degradati e la ricucitura di frange di città. Insomma un progetto che vede la scuola al centro della città e della vita dei cittadini. Questa politica – ha dichiarato Patrizia Colletta, responsabile del Dipartimento Progetto sostenibile ed efficienza energetica dell'ordine degli architetti di Roma e Provincia - dovrà diventare una politica di interventi ordinari non più determinati dall'emergenza e che potrà sicuramente generare grandi opportunità per il mondo professionale degli architetti green".

Nei mesi scorsi il Miur ha lanciato una politica di trasparenza promuovendo l’anagrafe dell’edilizia scolastica. I primi dati? Oggi in Italia ci sono 42.292 edifici scolastici di cui 41.286 sono sedi scolastici, di questi quasi il 60% sono state realizzate dopo il 1960. “Nella provincia autonoma di Bolzano e in Emilia Romagna – ha precisato Laura Galimberti – ci sono già esperienze interessanti, faremo tesoro di queste anche per lavorare sul testo normativo di riferimento. In tanti casi le scuole sono già motore della rigenerazione urbana e su questa linea il governo integra l'attenzione alle periferie spinto da Renzo Piano con la realizzazione di centri scolastici che siano poli attrattori per la comunità. Il concorso di idee riguarderà 6 capoluoghi di Provincia, circa 10 scuole saranno secondarie di II grado e altri 10 saranno istituti comprensivi: non solo suole d'infanzia quindi, cerchiamo soluzioni per coprire il più ampio ventaglio possibile di casi”.

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