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Venticinquesima edizione del Forum. Spazio anche ad architetti, urbanisti, sociologi, scrittori

Scenari Immobiliari 2017: Cos’è e come si fa la città degli uomini?

di Paola Pierotti | pubblicato: 16/09/2017
"Bisogna costruire culturalmente un paradigma dell'appartenenza che si gioca sulla condivisione dello stare insieme"
Valentino Castellani
Scenari Immobiliari 2017: Cos’è e come si fa la città degli uomini?
"Bisogna costruire culturalmente un paradigma dell'appartenenza che si gioca sulla condivisione dello stare insieme"
Valentino Castellani

La città degli uomini. Venticinque anni dopo la sua prima edizione, Scenari Immobiliari chiama a raccolta a Santa Margherita Ligure il mondo del real estate per approfondire con ospiti italiani ed internazionali quali siano i problemi di chi vive nelle città, come si abita nelle realtà urbane, quali sono le relazioni tra infrastrutture digitali e patrimonio immobiliare, quanto si investe nell’edilizia sostenibile, quanto le connessioni sono prioritarie nei piani di rigenerazione e sviluppo. Carlo Ratti, Cino Zucchi, Silvia Viviani, Carlo Puri Negri e Valentino Castellani sono solo alcuni degli ospiti invitati dal presidente Mario Breglia a riflettere sulla città, con un punto di osservazione tecnico e specialistico. Hanno offerto una lettura trasversale la sociologa urbana Roberta Brandes Gratz e lo scrittore indiano Suketu Mehta. Il panel è stato arricchito anche da due video-interviste al regista Ermanno Olmi e allo scrittore Corrado Augias.

Ma cos’è oggi la città? Ermanno Olmi ha provato a spiegarlo raccontando che “la città non è il luogo vincolato all’atto di nascita, è dove l’umanità vive, il luogo dell’anima dove si abita davvero, dove non si sta con i tempi dell’orologio o del calendario – spiega il regista – ma dove i confini sono quelli dell’amore, dove ci si mette in relazione con gli altri”. Olmi parla al pubblico dei developer, degli operatori del mondo delle costruzioni e delle istituzioni che operano in stretta sinergia con i privati, provando ad esplicitare che i sindaci dovrebbero sempre pensare alla qualità della vita dei singoli cittadini. “Le sagre ad esempio – esemplifica Olmi – dovrebbero esserci sempre nelle città, difendono dall’arroganza della tv, dove i programmi creano villaggi che sono non luoghi, che creano solitudine”.

Di solitudine parla Silvia Viviani accennando al tema delle città medie, come riferimento per puntare a migliorare la qualità della vita urbana. “La filiera pubblica deve essere coesa: troppi soggetti diversi spesso conflittuali complicano il raggiungimento di un traguardo condiviso, che si esplica in una realtà cambiata. In generale, la città media in Italia – ha spiegato la presidente di Inu - ci sembra funzionare di più perché si vivono spazi collettivi, c’è una struttura, è facile muoversi, si accede meglio ai servizi urbani, ci si scambia quello che è appunto chiamato capitale umano. Se lavoriamo in questi termini e lasciamo da parte ciò che è componente tecnica – commenta la presidente – anche i progettisti, compresi gli urbanisti possono tornare a farsi capire”.

Brandes Gratz ha esemplificato in tre temi le criticità per il futuro delle città: la gentrification, “non sempre sotto controllo”, il turismo “considerando ad esempio che negli ultimi 15 anni quello da crociera si è quintuplicato” e ancora i grattacieli, “non di rado vuoti e costruiti come speculazione finanziaria”. Tre questioni che mettono al centro gli uomini, in contrapposizione ad altre logiche del mercato e delle scelte politiche e strategiche. 

L’immobiliare rinnovato deve fare i con l’innovazione tecnologica e digitale ma Cino Zucchi che cerca un dialogo con la filiera del real estate, citando il suo ultimo progetto, l’headquarter Lavazza, dichiara che “le soluzioni non sono contenute nei dati, la forma non arriva alla fine. Bisogna disarticolare il rapporto tra spazio e società – spiega l’architetto milanese – interrogandosi come ottimizzare il prodotto, rendendolo allo stesso tempo sempre più flessibile”.

Dati, tecnologia, innovazione ma soprattutto cultura e partecipazione. Valentino Castellani, ex sindaco di Torino, auspica si riesca “a costruire culturalmente un paradigma dell'appartenenza che si gioca sulla  condivisione dello stare insieme. La speranza – ha concluso l’ex amministratore citando un detto cinese - è come una strada nei campi, non c’è mai stata, ma quando tante persone vi camminano, la strada prende forma”. Il messaggio di Scaneri Immobiliari, in occasione del forum 2017, invita a “Rischiare il futuro per le città. Bisogna innovare, magari anche con una partecipazione 4.0” ha detto Castellani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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