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Iniziativa della Casa Circondariale con Triennale. Spazio agli under40 e ai professionisti milanesi

San Vittore, spazio alla bellezza. Al via il concorso per un progetto condiviso e partecipato

di Paola Pierotti | pubblicato: 09/12/2020
«La casa circondariale può e vuole diventare un riferimento di eccellenza in grado di trasformare la reclusione in un’opportunità di crescita grazie all’apertura verso l’esterno»
Giacinto Siciliano
San Vittore, spazio alla bellezza. Al via il concorso per un progetto condiviso e partecipato
«La casa circondariale può e vuole diventare un riferimento di eccellenza in grado di trasformare la reclusione in un’opportunità di crescita grazie all’apertura verso l’esterno»
Giacinto Siciliano

Come anticipato nel primo lockdown, in un dialogo aperto tra Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano e Giacinto Siciliano, Direttore della Casa Circondariale Francesco di Cataldo, è stato lanciato il concorso di idee “San Vittore, spazio alla bellezza”, con l’obiettivo di promuovere una nuova concezione di casa circondariale attraverso la riprogettazione di alcuni spazi del carcere per cambiarne la percezione e migliorarne la funzionalità.

La competizione è rivolta ad architetti, designer, urbanisti e ingegneri. Sono ammessi al concorso lavori individuali o di gruppo, purché il singolo partecipante o almeno il 50% dei componenti del raggruppamento tra cui il capogruppo sia under 40. Altra condizione richiesta dal bando è che il 50% dei componenti del gruppo, tra cui il capogruppo, sia iscritto all’Albo professionale di riferimento (architetti o ingegneri) di Milano e provincia. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per lunedì 18 gennaio 2021. Il bando e i suoi allegati sono disponibili sul sito di Triennale Milano.

Il concorso si inserisce nel rapporto di collaborazione tra Triennale Milano e la Casa Circondariale Francesco di Cataldo – San Vittore, avviato nel 2018 con il progetto ti Porto in prigione, promosso dall’Associazione Amici della Nave, che comprendeva una mostra fotografica e una serie di incontri e dibattiti. Lo scambio tra le due istituzioni è poi proseguito nel 2019 con PosSession, esperienza che metteva in dialogo fotografia e teatro, riflettendo sulla detenzione femminile e sulla pratica quotidiana dell’arte come strumento di recupero.

«Questa nuova concezione di casa circondariale – racconta Giacinto Siciliano, direttore della Casa Circondariale Francesco di Cataldo – San Vittore – ha l’obiettivo di cambiare la percezione di questo luogo e innescare un nuovo circolo virtuoso in grado di far ripartire un pensiero positivo iniziando dalla bellezza degli spazi che lo ospitano. La casa circondariale può e vuole diventare un riferimento di eccellenza in grado di trasformare la reclusione in un’opportunità di crescita grazie all’apertura verso l’esterno e a un cambiamento guidato da un pensiero complessivo sulla consapevolezza che la bellezza possa suscitare spontanee sensazioni piacevoli, provocare suggestioni ed emozioni positive e generare un senso di riflessione costruttiva». 

L’iniziativa “San Vittore, spazio alla bellezza”, coordinata da Lorenza Baroncelli, direttore artistico e curatore per architettura, rigenerazione urbana e città di Triennale Milano, «si propone di generare dei processi virtuosi di coinvolgimento e collaborazione reciproca tra carcere e città. Sono previste diverse fasi progettuali, a partire dalla costruzione e pubblicazione di questo concorso di idee aperto ai giovani professionisti della città. Parallelamente – spiegano dalla Triennale – la ricerca sviluppata da Fondazione Maimeri, Shifton e Associazione Amici della Nave permetterà, attraverso interviste qualitative e osservazioni sul campo, di individuare i bisogni della Casa Circondariale e servirà anche a esplorare possibili nuove esigenze e immaginare le funzionalità da destinare agli spazi da riprogettare».

Una volta ricevute le candidature attraverso la selezione di una relazione o di un manifesto, e individuati massimo sei progettisti o gruppi di progetto, verranno assegnati i casi studio e si avvierà la fase di sviluppo dei progetti, con l’affiancamento del team di ricerca, l’organizzazione di sopralluoghi e rilievi presso la Casa Circondariale. L’obiettivo di questa fase è, da un lato, creare delle ispirazioni per i progettisti in modo da lavorare sui diversi spazi con riferimenti internazionali di successo e, dall’altro, condividere con gli attori che vivono quotidianamente la Casa Circondariale i temi e la direzione immaginata per il progetto.

«I progettisti – spiegano i promotori – sono chiamati a risolvere il caso progettuale seguendo le linee guida indicate, costruendo un progetto che sia un modello concreto ma flessibile e replicabile in altri contesti. Oltre a risolvere nello specifico lo spazio e l’ambito di opportunità di riferimento, ogni gruppo parteciperà a un processo di progettazione comune, che coinvolgerà tutti gli altri progettisti per la realizzazione di una strategia unitaria e l’elaborazione di studi di fattibilità tecnico-economica condivisi. I progetti verranno infine presentati pubblicamente presso gli spazi di Triennale e della Casa Circondariale di San Vittore». La consegna dei progetti è prevista a giugno 2021.

In copertina: cortile passeggio. Foto di Triennale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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