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Si chiude il concorso lanciato ad agosto 2020, il complesso si apre al quartiere e restituisce ai cittadini uno spazio pubblico di qualità

Roma, lo studio ABC disegna il nuovo mercato di San Giovanni di Dio

di Francesco Fantera | pubblicato: 15/01/2021
«Per noi il mercato è una piattaforma di attività caratterizzata dalla partecipazione collettiva»
Damiano Capuzzo
Roma, lo studio ABC disegna il nuovo mercato di San Giovanni di Dio
«Per noi il mercato è una piattaforma di attività caratterizzata dalla partecipazione collettiva»
Damiano Capuzzo

Un mercato rionale fisso di una grande città che rinasce secondo le caratteristiche delle fiere temporanee dei piccoli centri. Da luogo senz’anima, ad eccezione dell’orario di apertura dei banchi nella prima parte della giornata, a piazza mixed use, un contenitore di nuove funzioni in grado di restituire alla comunità uno spazio pubblico e d’incontro reso più attrattivo dal verde. Stiamo parlando di quello che sarà, dopo i lavori di rigenerazione, il nuovo mercato di Piazza san Giovanni di Dio a Monteverde, area di circa 7mila mq a sud ovest di Roma. Importo dei lavori: 4,2 milioni di euro.

A firmare il progetto, designato come il migliore dalla commissione del concorso lanciato dal Comune di Roma, il giovane studio veronese ABC Braggio Capuzzo (è veneto quindi lo studio primo classificato, come accaduto per il concorso del Polo Civico Flaminio). A coadiuvare i due fondatori Nicola Braggio e Damiano Capuzzo, i co-firmatari del progetto Giorgio Scarchilli, Alessandro Parena e Nicola Vesentini, assieme ai due collaboratori Chiara Lanzani e Filippo Andreoli. La proposta ha superato quelle dei gruppi formati da Valentino Anselmi, Andrea Bartocci, Luigi Zonetti, Matteo Murzi e Marco Grippo (secondi classificati), Andrea Ravagnani (terzo), Mynd Ingegneria (quarto) ed Elita D’Onghia, Gloria Anna Valente e Lorenzo Netti (quinti). Si chiude così il percorso competitivo pubblicato a fine agosto 2020. Ma non finisce la stagione dei concorsi nella Capitale. Di questi giorni, infatti, è l’annuncio del Comune riguardante una procedura in due gradi per il nuovo centro culturale di Tor Marancia. Anche in questo caso per partecipare si dovrà accedere alla piattaforma digitale del Cnappc.

Vision. La prerogativa di tutto l’impianto progettuale è riassumibile in una parola: accessibilità. «Il mercato che abbiamo pensato è totalmente aperto al suo intorno» conferma l’architetto Damiano Capuzzo. «Abbiamo trovato una soluzione per chiudere gli spazi di notte per sicurezza, ma non esiste un ingresso principale o unico. Da qualsiasi via si raggiungerà il lotto, sarà possibile entrare. Si tratta di un elemento fondamentale perché per noi il mercato è una piattaforma di attività caratterizzata dalla partecipazione collettiva». Così si spiega la porosità dell’ambito di progetto evidenziata non solo dai render, ma anche dai disegni che mostrano come è nata la proposta. «Il modello a cui ci siamo rifatti – spiega Capuzzo – è quello dei mercati temporanei dove, una volta terminata l’attività commerciale, i banchi vengono smontati e la cittadinanza si riappropria della piazza o delle strade che fino a poco prima erano animate dalla compravendita di prodotti alimentari e non solo». Punto di forza del progetto, quindi, il mantenimento delle funzioni esistenti e in parallelo la restituzione ai cittadini una piazza sottoutilizzata, considerando anche la sua posizione strategica rispetto al quartiere di circa 90mila abitanti in cui si inserisce.

Progetto. Ad un primo sguardo, confortato da una più attenta analisi del progetto, l’intervento appare come una sequenza ripetuta di quattro moduli, suddivisi a loro volta in tre stalli ciascuno, che vanno a creare delle piccole piazze. Il tutto all’interno di un perimetro caratterizzato da numerosi accessi. Non manca anche uno spazio centrale più ampio, cuore del nuovo mercato, che sarà attraversato in quota da una passerella volta a esplicitare la funzione di giardino rialzato della copertura. Questa, inoltre, garantirà protezione al complesso e consentirà l’inserimento di piccole oasi verdi pensate per il benessere dei futuri ospiti. «Le richieste nel bando erano molto specifiche – sottolinea Capuzzo – in quanto era necessario inserire un numero di stalli dalle dimensioni specifiche. Noi abbiamo scelto di andare oltre, aggiungendo anche due piccoli bar, attività propedeutica alla nostra idea di una piazza aperta anche fuori dal classico orario del mercato». Importante l’organizzazione del piano seminterrato che «ospiterà le zone deposito di ciascuno stallo e tre montacarichi, oltre ai parcheggi riservati al carico-scarico merci, ai lavoratori e in piccola parte anche agli utenti».

Sfide. I tempi di costruzione? «Al momento difficile dirlo – risponde Capuzzo – ma vista la necessità di ridurre al minimo la durata del cantiere per evitare chiusure prolungate degli stalli, la soluzione di puntare sull’offsite e sulla modularità degli elementi architettonici ci è sembrata la migliore». Fra gli elementi di complessità, la leggera pendenza della piazza sul lato opposto alla Circonvallazione Gianicolense. «Gli stalli e la copertura – racconta l’architetto – sono svincolati fra loro. Unico legame è rappresentato dalla parte di struttura verticale che nasconde i sostegni in Xlam della copertura stessa. Fra la copertura di ogni banco e la sommità abbiamo previsto uno spazio libero la cui altezza varierà di circa 50 cm. In questo modo chi vivrà gli spazi non si accorgerà nemmeno di questa soluzione che, al contrario, garantisce una quota uniforme all’involucro».

Sostenibilità. Cifra del progetto è anche la ricerca di soluzioni volte a ridurre l’impatto ambientale delle nuove strutture. A rendere il nuovo mercato un luogo virtuoso ed attrattivo, infatti, contribuiscono alcune precise scelte progettuali che non si fermano alla presenza del giardino con cellule fotovoltaiche al primo livello. «Il mercato non ha vetrate – rivela Capuzzo – e la copertura è porosa e aperta all’esterno. Da questo ne consegue che non si tratterà di un ambiente climatizzato. Per garantire il benessere di lavoratori e utenti, quindi, abbiamo optato per il riutilizzo del surplus di calore derivante dalle celle frigorifere che si trovano al piano interrato. L’acqua, riscaldata in questo modo, verrà immessa in un circuito radiante nella pavimentazione degli stralli di vendita. D’estate, invece, a garantire un buon livello di comfort sarà l’ombreggiamento garantito dalla presenza del tetto, con le aperture che favoriranno la cross ventilation degli spazi». Trattandosi di un luogo molto frequentato in un quartiere popoloso, non manca l’attenzione alla cosiddetta mobilità dolce. «Siamo partiti dalla considerazione che, per riuscire a coprire l’affluenza al mercato con un numero di posti auto sufficiente, sarebbe probabilmente stato necessario un ulteriore livello interrato. Abbiamo quindi inserito nel progetto numerosi parcheggi per le biciclette, in particolare sul fronte che guarda alla Circonvallazione Gianicolense, alcuni dei quali dedicati ai rider che lavoreranno per consegnare i prodotti alimentari in vendita».

In copertina il fronte del nuovo mercato affacciato sulla Circonvallazione Gianicolense ©Alessandro Parena Pictures

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; concorsi
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