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Piano per 75mila mq con un investimento di 126 milioni di euro

Roma, housing sociale e welfare di comunità a Santa Palomba con Cdp

di Francesco Fantera | pubblicato: 15/05/2018
"Il quartiere ospiterà quattromila persone, sarà dotato di navette e di un allaccio ferroviario che la collegherà in circa 30 minuti a Roma Termini. Le parole chiave attorno a cui si svilupperà l’area sono smarthousing e smartliving"
Marco Sangiorgio
Roma, housing sociale e welfare di comunità a Santa Palomba con Cdp
"Il quartiere ospiterà quattromila persone, sarà dotato di navette e di un allaccio ferroviario che la collegherà in circa 30 minuti a Roma Termini. Le parole chiave attorno a cui si svilupperà l’area sono smarthousing e smartliving"
Marco Sangiorgio

Un’area di 75mila mq per un totale di 950 alloggi orientati al social housing e aree pensate per attività di condivisione che sorgeranno grazie ad un investimento di 126 milioni di euro, 20 dei quali saranno destinati ad opere di urbanizzazione. Un progetto, quello di “Santa Palomba Città Dinamica”, definito dal direttore generale del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti Marco Sangiorgio “pari a quello prodotto a Milano nell’area di Cascina Merlata”. L’annuncio in occasione dell’inaugurazione della mostra “New Urban Body” (NUB), rassegna sulle esperienze di generazione urbana che stanno nascendo nelle nostre città. Oltre a Sangiorgio presenti il sindaco di Roma Virginia Raggi, l’assessore capitolino all’urbanistica Luca Montuori e Giordana Ferri, direttrice della Fondazione HousingSociale.

Cosa c’entra la notizia di un piano di rigenerazione urbana con l’inaugurazione di una mostra? Per capirlo basta un rapido sguardo ai contenuti dell’esposizione. Qui infatti, attraverso un’attenta selezione, una serie di interventi internazionali e nostrani raccontano l’evoluzione dei modi di abitare, lavorare e incontrarsi. Tutti elementi presi in considerazione nella redazione del progetto di Santa Palomba che ruota intorno al cosiddetto “welfare di comunità”, ovvero un sistema di servizi all’abitare, spazi comuni e relazioni umane in grado di generare, appunto, una vera e propria comunità locale.

“I nuovi organismi urbani (da qui New Urban Body) sono come corpi in grado di rigenerare gli spazi dove si collocano. Si tratta - ha sottolineato Giordana Ferri - di luoghi abitati da persone molto diverse fra loro e che portano di conseguenza risorse differenti. Aree accessibili e da vivere attraverso modalità nuove e incentrate su concetti come la condivisione e il mixed-use, elementi attorno ai quali ruoterà sempre di più la società del futuro”. Concepita come mostra itinerante, New Urban Body rimarrà al Palazzo degli Esami di Roma fino al 10 giugno prossimo, dopo di che sarà ospitata a Palermo e Torino.

Il progetto per Santa Palomba, rimodulato su una proposta risalente al 2014, porterà alla nascita di un nuovo quartiere. “Si tratta di un’iniziativa – ha raccontato Sangiorgio – che porterà ad istituire una serie di servizi in grado, nonostante la sua posizione fuori dal Grande Raccordo Anulare, di trasferire Santa Palomba al centro della città. Il quartiere ospiterà quattromila persone, sarà dotato di navette e di un allaccio ferroviario che la collegherà in circa 30 minuti a Roma Termini. Le parole chiave attorno a cui si svilupperà l’area sono smarthousing e smartliving”.

Concordi sull’impatto positivo dell’operazione anche gli esponenti della Giunta capitolina. “Siamo convinti della bontà del piano - ha evidenziato Virginia Raggi -, prova ne è che con CDP stiamo lavorando anche ad altri progetti: la riqualificazione di un complesso in piazza Verdi, un intervento a San Lorenzo pensato per gli studenti e la rigenerazione dell’area di via Guido Reni che deve essere restituita alla città. I modelli cambiano e in questo senso il social housing ha un’estrema importanza in quanto capace di captare i nuovi orientamenti”. “Sono fermamente convinto – ha affermato Luca Montuori – che lo sviluppo della città debba nascere dall’incontro fra gli interessi pubblici e gli interventi privati. Nel caso di Santa Palomba ad esempio, l’amministrazione avrà in gestione spazi per circa 30mila mq mentre il resto verrà affidato ad attori del terziario. Fondamentale sarà l’integrazione fra i servizi e l’abitare, diversamente da quanto fatto per le case popolari che hanno dato vita a veri e propri quartieri dormitorio. Obiettivo principale di questo intervento infatti, è quello di realizzare un luogo che possa essere vissuto temporaneamente e che sia in grado di rispondere alle relative esigenze dei futuri utenti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; housing sociale; residenziale; spazi pubblici; tecnologia; trasporti
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