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L’accordo con Enea, GSE, Ispra e Ministero della Difesa. Interventi mirati su edilizia, mobilità, infrastrutture e impianti

Roma gioca la carta green: firmato il PAESC per ridurre le emissioni

di Francesco Fantera | pubblicato: 29/03/2018
"Di fronte a cambiamenti che stanno portando a modificare le nostre abitudini sono necessarie anche misure forti"
Virginia Raggi
Roma gioca la carta green: firmato il PAESC per ridurre le emissioni
"Di fronte a cambiamenti che stanno portando a modificare le nostre abitudini sono necessarie anche misure forti"
Virginia Raggi

Firmati tre accordi fra il Comune di Roma e diversi soggetti istituzionali, con l’obiettivo di supportare la città nel suo percorso di finalizzazione, entro novembre 2019, del ‘Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima’, il cosiddetto PAESC. A rappresentare il Campidoglio presenti la Sindaca Virginia Raggi assieme all’assessore alla sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari, i Presidenti di Enea, Federico Testa, dell’ISPRA, Stefano Laporta e del GSE, Francesco Sperandini, con il direttore della SPE del Ministero della Difesa, Francesco Noto. I soggetti coinvolti dialogheranno con l’amministrazione per individuare le azioni da compiere in modo da raggiungere gli impegni stabiliti, aggiornare i dati disponibili e aumentare l’efficienza nella gestione dei rifiuti.

Le collaborazioni, di carattere tecnico-scientifico ed operativo, sono propedeutiche all’analisi del potenziale delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, per individuare azioni concrete da mettere in campo sul territorio di Roma. I tre accordi, firmati dal Comune rispettivamente con Enea e GSE, con l’ISPRA e con la Struttura di Progetto Energia della Difesa, sono il primo passo che segue alla firma del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia. I firmatari di questa iniziativa europea nata nel 2008, hanno assunto una serie di impegni ambiziosi come quello di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020 e del 40% entro il 2030.

“I settori chiave su cui dovremo intervenire - ha sottolineato la Raggi - sono la mobilità, le infrastrutture, l’edilizia e l’impiantistica, oltre a una nuova gestione dei rifiuti che prevede una continua riduzione verso l’obiettivo finale: rifiuti zero. Di fronte a cambiamenti che stanno portando a modificare le nostre abitudini sono necessarie anche misure forti. Una di queste è il blocco alle auto diesel nel centro storico della capitale a partire dal 2024, come annunciato al C40 di Città del Messico lo scorso febbraio. Le risorse del nostro Pianeta non sono infinite, per questo l’uomo, il principale attore dei cambiamenti climatici, deve ridurre il proprio impatto”. Posizione condivisa dall’assessore alla sostenibilità Pinuccia Montanari: “la sostituzione dei combustibili fossili con fonti di energie rinnovabile e un uso razionale dell’energia improntato all’efficienza, sono elementi cardine del nostro PAESC. Anche per questo stiamo organizzando una serie di incontri e tavoli tecnici per impostare un confronto con esperti, imprese e stakeholder. Questo processo sarà di fondamentale aiuto per definire azioni fattibili da inserire, in modo partecipato, nel PAESC”.

Ma cosa prevedono gli accordi firmati a Roma? Il Comune con Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) e GSE (Gestore Servizi Energetici), si sono impegnati a disporre una serie di tavoli tecnici per raggiungere tre obiettivi principali:
- valutare se alcune delle azioni previste nel PAES, protocollo approvato nel 2011, possano essere recuperate o debbano essere aggiornate;
- stabilire la potenzialità del territorio cittadino in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili e di risparmio energetico;
- individuare le nuove azioni da compiere per raggiungere gli impegni assunti.

“La riqualificazione sostenibile degli immobili è un’opportunità straordinaria, un grande giacimento di risparmio tenuto conto che i consumi delle strutture della PA sono più elevati rispetto alla media nazionale” ha evidenziato Federico Testa, Presidente di Enea. “Sono i comportamenti virtuosi che ne attivano altri, non le chiacchiere - ha ribadito il Presidente di GSE Francesco Sperandini -. Il settore pubblico deve avere un ruolo esemplare nella riduzione delle emissioni e nell’efficientamento del proprio patrimonio. La firma dell’accordo costituisce uno strumento per la valorizzazione del ruolo degli Enti di prossimità quali soggetti strategici per lo sviluppo sostenibile del Paese”.

Il sostegno dell’ISPRA sarà di tipo tecnico. “Supporteremo la città e le altre istituzioni coinvolte nell’accordo, nell’aggiornamento dell’inventario delle emissioni di gas serra e nella valutazione delle potenziali riduzioni da qui al 2030. Ciò consentirà anche agli abitanti - ha affermato Stefano Laporta, Presidente dell’ISPRA - di acquisire uno strumento in più per partecipare alla lotta ai cambiamenti climatici. Credo che, oltre al discorso astratto della collaborazione globale sul tema, sia fondamentale il contributo concreto di ogni cittadino”.

Al centro degli accordi con il Ministero della Difesa c’è la gestione ottimale del ciclo di rifiuti, attraverso la condivisione delle fasi di programmazione e il monitoraggio di idee progettuali di comune interesse. “L’evento odierno - ha affermato il Generale Francesco Noto della SPE (Struttura di Progetto Energia), Ministero della Difesa - conferma la sensibilità del Dicastero verso un progresso economico sostenibile del Paese. La presenza, a Roma, degli apparati centrali della Difesa, rappresenta un’occasione per promuovere modalità di sviluppo alternative attraverso il rapporto con le aree urbane che ospitano assetti militari di vertice”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; energia; salute; spazi pubblici; tecnologia
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