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Edifici green studiati per integrarsi con il paesaggio. Consegna lavori entro il 2023

Roma, 13 anni dopo il concorso parte il cantiere “Meno è Più 4” con Alvisi Kirimoto

di Federica Maria | pubblicato: 03/08/2020
«Con l’inizio dei lavori di Grottaperfetta si completa un percorso lungo e faticoso, ma che testimonia la straordinaria stagione di fermento creativo legato alla trasformazione della città di Roma dal 2000 al 2008»
Massimo Alvisi
Roma, 13 anni dopo il concorso parte il cantiere “Meno è Più 4” con Alvisi Kirimoto
«Con l’inizio dei lavori di Grottaperfetta si completa un percorso lungo e faticoso, ma che testimonia la straordinaria stagione di fermento creativo legato alla trasformazione della città di Roma dal 2000 al 2008»
Massimo Alvisi

Sono passati 13 anni dall’aggiudicazione del concorso internazionale di progettazione in due fasi "Meno è Più 4" indetto dal Comune di Roma, vinto dallo studio Alvisi Kirimoto e il 29 luglio sono partititi i lavori per il progetto del centro civico polivalente, integrato con una biblioteca, un asilo nido per 60 bambini e il parco di Grottaperfetta. Serviranno quindi sedici anni – secondo le previsioni che si possono fare ad oggi  per realizzare un’opera pubblica dell’importo di 8 milioni di euro, che vedrà la luce entro il 2023. Il cantiere è affidato ad una cordata di imprese guidate dalla romana Edil Moter. 

I nuovi edifici pubblici, integrati con un parco, sono previsti a completamento di una zona a destinazione prevalentemente residenziale e si inseriscono nella cornice di via di Grottaperfetta (a nord), via Giuseppe Berto (est), del parco pubblico di Forte Ardeatino sul lato opposto e nei pressi del centro commerciale i Granai (sud).

«Con l’inizio dei lavori di Grottaperfetta si completa un percorso lungo e faticoso, ma che testimonia la straordinaria stagione di fermento creativo legato alla trasformazione della città di Roma dal 2000 al 2008, che poneva la capitale a modello europeo». È l’architetto Massimo Alvisi a commentare l’iter di questa iniziativa e a fare un punto sul fatto che «i concorsi sono l’opportunità più grande che tutti gli architetti e soprattutto i giovani hanno, di esplorare nuove idee e confrontarsi apertamente anche in campo internazionale. Sono fermamente convinto – ha aggiunto – che Roma tornerà al centro delle scelte europee di trasformazione del territorio quale modello consapevole di rigenerazione delle periferie, riattivazione dei centri storici non solo in chiave commerciale, e nuove architetture strategiche».

Il concept del nuovo polo scolastico e ricreativo prevede di assecondare la morfologia del luogo, in parte adagiandosi sul terreno e in parte sollevandolo: il progetto mira infatti a tradurre i limiti naturali in una struttura “a guscio”, unitaria e continua, che circonda armonicamente l’intera area di intervento.
Il terreno, partendo da una zona centrale in quota, si eleva e diventa copertura di due edifici posti all’estremità. In corrispondenza dell’asilo nido, a sud-est, la superficie si piega ulteriormente raccordandosi al terreno, creando da un lato una maggiore protezione verso la strada carrabile, dall’altro un’apertura totale verso il verde. Nel centro civico, invece, situato a nord, la copertura si alza, mettendo direttamente in comunicazione il parco con il piano stradale.
Le due funzioni, distinte e autonome, si ricongiungono poi concettualmente e fisicamente nella copertura-percorso che avvolge il parco.

Il Centro Civico comprenderà un infopoint, una biblioteca, una sala conferenze, una sala espositiva e delle sale polivalenti a servizio del quartiere, mentre l’Asilo Nido, progettato per accogliere 60 bambini, ospiterà tre sezioni con i relativi spazi di servizio, gli uffici amministrativi e i locali cucina. Al centro si estende il parco, collegato alle aree limitrofe attraverso percorsi pedonali e ciclabili.
 
Entrambi gli edifici sfrutteranno l’energia rinnovabile: il progetto prevede a tal proposito l’installazione di un impianto di pannelli fotovoltaici e l’utilizzo di pompe di calore; nell’asilo saranno invece installati recuperatori a flussi incrociati, un impianto geotermico e un buffer, che capta la radiazione solare e contribuisce al comfort termico degli ambienti interni, schermabili con tende.

In copertina: rendering di progetto © courtesy of Alvisi Kirimoto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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