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Via libera al processo di valorizzazione dell’area di 7,6 ettari a ridosso della Cristoforo Colombo. Ci sarà un concorso internazionale

Rigenerazione urbana a Roma: visioni (Roma20-25) e iniziative concrete (ex Fiera)

di Paola Pierotti | pubblicato: 15/07/2015
Abbiamo bisogno di fare squadra con l’imprenditoria desiderosa di obiettivi concreti. Alla politica spetta il compito di disegnare un percorso, ai privati il compito di dare concretezza
Ignazio Marino
Rigenerazione urbana a Roma: visioni (Roma20-25) e iniziative concrete (ex Fiera)
Abbiamo bisogno di fare squadra con l’imprenditoria desiderosa di obiettivi concreti. Alla politica spetta il compito di disegnare un percorso, ai privati il compito di dare concretezza
Ignazio Marino

Riprende quota il progetto dell’ex Fiera di Roma. Se ne parla da anni: doveva essere la Città dei Bambini con il sindaco Veltroni e nell’estate del 2013 si è lavorato per applicare il piano-casa all’area di 7,6 ettari di territorio abbandonato lungo via Cristoforo Colombo, degradato da oltre dieci anni. Ieri l’Assemblea capitolina ha approvato la delibera per procedere con una variante urbanistica che avvierà un importante progetto di rigenerazione urbana.

“Prende ancora più consistenza il disegno di una città che cambia dal di dentro, dalle sue parti già costruite, dalle sue aree dismesse così come è giusto che avvenga e così come aveva detto il Sindaco in campagna elettorale” dice Giovanni Caudo, assessore alla Trasformazione Urbana. Come è stato fatto per Progetto Flaminio anche per l’ex Fiera Caudo richiede si proceda con un concorso internazionale di progettazione.

Ma se per Progetto Flaminio la gara promossa da Cdp Investimenti e conclusa nelle scorse settimane ha portato ad un masterplan necessario per approvare (entro due anni, come previsto dalla norma) il piano di recupero, nel caso dell’ex Fiera la partita sulla riconversione dell’area si è già vinta con la scelta di optare per una variante urbanistica al Prg vigente, con l’eccezionalità dell’obbligo del concorso.

Dei 7,6 ettari del vecchio comprensorio della Fiera, circa 3 saranno destinati a servizi pubblici di quartiere. La variante urbanistica cambierà destinazione d’uso dal terziario-congressuale al mix di funzioni con case e servizi. “La quantità di edificato, che è molto al di sotto di tutte le proposte di delibere precedenti, 67.500 mq contro i 91.300 di Alemanno e gli 86mila di Veltroni – come si legge in una nota del Comune di Roma - dovrà essere accompagnato dalla realizzazione di un adeguato sistema di accessibilità pubblica su ferro e sarà subordinato a un documento di indirizzi per il concorso di progettazione urbana che sarà predisposto coinvolgendo i cittadini”.

Seguendo l’iter previsto dalla norma, una volta individuato il progetto, si dovrà procedere con tutte le osservazioni al Prg e dovrà essere approvata la variante per poi procedere allo strumento attuativo. Sarà Investimenti spa ad occuparsi dell’organizzazione della competizione, con una supervisione del Comune di Roma.

Roma20-25. Il via libera per l’area dell’ex Fiera è arrivato nel giorno in cui il laboratorio Roma20-25 ha organizzato il suo seminario conclusivo. Venticinque università, 12 italiane e 13 internazionali, si sono date appuntamento al Museo Maxxi di Roma per chiudere il lavoro di ricerca che da alcuni mesi si sta concentrando sullo sviluppo della capitale nei prossimi dieci anni. Dalle potenzialità del litorale di Roma all’accessibilità su ferro, dall’ecologia e l’agricoltura urbana al rapporto tra centro e periferie. Su questi temi si sono impegnati gli studenti di tutto il mondo, dall’America alla Cina. E il 14 luglio i lavori sono stati illustrati anche al sindaco di Roma, Ignazio Marino.

“Ognuno di noi avrebbe bisogno di sdoppiarsi. Come amministratori – dice Ignazio Marino - dovremo avere una figura che si occupa dei temi quotidiani per i quali i cittadini richiedono risposte immediate, e un’altra che lavora con una prospettiva dei prossimi 10-15-20 anni”. Ogni sindaco deve riuscire a rispondere ai temi ordinari e a governare con una visione.

“La città è un organismo complesso dentro il quale – aggiunge il sindaco – come si fa in un ospedale ci sono aree dove si può programmare e altre dove l’emergenza va comunque affrontata. Il lavoro di Roma20-25 si inserisce in questo contesto: le università hanno lavorato immaginando un futuro per aree di 1kmq affrontando temi come quelli dell’agricoltura che deve tornare ad essere centrale nel comune agricolo più grande dell’Unione europea com’è Roma. Abbiamo cancellato 161 permessi per realizzare edifici nel verde agricolo e abbiamo spinto iniziative più attente all’edificazione nell’esistente”.

Il sindaco ha richiamato l’attenzione sul tema della mobilità su ferro, sul ruolo degli spazi liberi da abitare, sul ciclo dei rifiuti. E guardando al futuro le priorità sono il Giubileo della Misericordia, le Olimpiadi del 2024 e il tema più generale dei cambiamenti climatici con inevitabili impatti sulla trasformazione del suolo e della città.

Al dibattito promosso per Roma2025 hanno partecipato Cesare Ferrero, country manager Bnp Paribas Real Estate e Giovanni Caudo, assessore alla Trasformazione Urbana di Roma.

“La qualità della città si determina nelle sue strutture, trovando una sintesi tra l’esistente e i suoi contenuti. La città – ha commentato Ferrero – è un grande contenitore che va definito con i confini, fisici o meno, naturali o artificiali, ma soprattutto con i suoi contenuti”. Sulla città di Roma Bnp Paribas Real Estate lavora da anni: nell’area della stazione Av Roma Tiburtina sta realizzando la nuova sede del gruppo e in questi giorni il cantiere ha raggiunto la massima altezza di 11 livelli, in altre aree della città si sta procedendo alla valorizzazione di edifici che, in un più ampio piano di riorganizzazione, cambieranno destinazione e diventeranno nuovi tasselli del progetto di rigenerazione urbana auspicato anche dalla giunta Marino.

Roma sta lavorando sui temi della resilienza con due progetti come Roma2025 e Romaprossima e parallelamente ha avviato azioni puntuali di rigenerazione urbana nelle aree di Progetto Flaminio, dell’ex Fiera. “Il nostro impegno per le Olimpiadi – ha aggiunto Marino – si inserisce in un progetto dove lo sport diventa occasione per rivitalizzare un’area urbana; la sfida per noi sarà anche quella di pensare all’eredità del dopo-evento. Stiamo discutendo diverse opzioni per i piani urbanistici, proprio come Roma2025 ha fatto per i diversi quadranti in cui è stata suddivisa la città metropolitana”.

Giovanni Caudo, promotore del workshop e delle iniziative puntuali preferisce sostituire il temine “urbanistica” con quello di “rigenerazione urbana” e lo fa dicendo che “l’urbanistica non è il futuro della città, non risolverà la crisi che è in atto da anni. Dobbiamo innovare dicendo la verità e affrontando i problemi con uno spirito di innovazione – ha ribadito Caudo – Ecco perché daremo anche seguito alla richiesta del sindaco Marino di portare il progetto Roma2025 nelle scuole superiori chiedendo agli adolescenti di oggi, che saranno uomini tra 10 anni cosa si aspettano dalle città del futuro”.

“Abbiamo bisogno di fare squadra con l’imprenditoria desiderosa di obiettivi concreti – ha aggiunto Marino – alla politica spetta il compito di disegnare un percorso, ai privati il compito di dare concretezza. Nessuno si deve scandalizzare se in questi processi entra in gioco il profitto perché è garanzia di sostenibilità delle operazioni. Se troviamo i giusti equilibri ci saranno vantaggi determinanti per il pubblico”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; masterplanning
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