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La rigenerazione parte dal basso. Rush finale per l’iniziativa di Bottom up! a Torino

Rigenerazione e arte, pubblico-privato e crowdfunding. Lanciata la campagna per i 13 progetti finalisti

di Chiara Brivio | pubblicato: 11/09/2020
«Sono convinto che i prossimi due mesi saranno un’occasione importante per portare una intensa discussione pubblica sul futuro delle trasformazioni urbane attraverso un percorso dal basso» 
Maurizio Cilli
Rigenerazione e arte, pubblico-privato e crowdfunding. Lanciata la campagna per i 13 progetti finalisti
«Sono convinto che i prossimi due mesi saranno un’occasione importante per portare una intensa discussione pubblica sul futuro delle trasformazioni urbane attraverso un percorso dal basso» 
Maurizio Cilli

È stata lanciata ieri, nell’auditorium semi-vuoto a causa della misure restrittive dovute al Covid della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la campagna di crowdfunding per finanziare i 13 progetti finalisti di Bottom up!, il festival dell’architettura promosso dall’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione per l’architettura di Torino

Nutrito il parterre di relatori che, oltre ai presidenti e direttore di Ordine e Fondazione, Alessandra SivieroMassimo Giuntoli ed Eleonora Gerbotto, ha visto anche gli interventi del vice-presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, del presidente del Consiglio nazionale degli architetti Giuseppe Capocchin, del fondatore di Eataly Oscar Farinetti e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidentessa dell’omonima Fondazione.

Giunto alla sua fase conclusiva, il festival, che mira a sostenere interventi di rigenerazione della città “dal basso” tramite il coinvolgimento attivo di cittadinanza e progettisti selezionati attraverso una call aperta il 19 novembre scorso, nonostante gli stop&go dovuti al Covid, «non si è fermato», come ha sottolineato alla conferenza stampa Alessandra Siviero, presidentessa di Fondazione. E l’iniziativa, per la prima volta per un evento di questo tipo legato all’architettura, ha sperimentato lo strumento del crowdfunding, che servirà a finanziare i primi step delle proposte giunte in finale. 

«Con il festival mettiamo sul piatto un paradigma molto importante nuovo, il partenariato pubblico-privato, e il crowdfunding» ha dichiarato Massimo Giuntoli, presidente dell’Ordine torinese, che ha continuato «in Europa la parola periferia non si usa più, si parla di multi centralità; Bottom Up! ha pensato a idee e innovazione per diversi luoghi e comunità della città». Multi-centralità, collaborazione tra pubblico e privato, la novità del finanziamento “dal basso”, questi i tre punti focali del festival, la cui concretezza è stata elogiata anche dal presidente del Consiglio nazionale Capocchin, «qui c’è una concretezza per arrivare alle idee – ha detto –.  Questi sono stimoli importanti e possono essere un modello per il resto d’Italia». E il vice-presidente della Regione Carosso, oltre a sottolineare come «non si può sempre cementificare tutto» privilegiando invece il riuso, il riciclo e la rigenerazione – pilastri su cui si basano tutti i progetti selezionati – ha ammesso che saranno proprio i principi dell’economia circolare alla base della riforma della legge sull’urbanistica alla quale la giunta guidata da Alberto Cirio vuole mettere mano. 

«Sono convinto che i prossimi due mesi saranno un’occasione importante per portare una intensa discussione pubblica sul futuro delle trasformazioni urbane attraverso un percorso dal basso» ha chiosato un visibilmente commosso Maurizio Cilli, uno dei due curatori della manifestazione. Non solo rigenerazione, ma la conferenza stampa di Bottom up!, tenutasi in uno dei più importanti poli dell’arte torinesi, è stata anche lo spunto per riflettere sul rapporto tra arte e architettura, come ha spiegato Patrizia Sandretto, mecenate e collezionista d’arte, nonché anima della Fondazione. «Larte è lo strumento fondamentale per leggere il momento che viviamo, e soprattutto l’arte contemporanea si confronta necessariamente con l’architettura. Un legame forte, quello tra le due discipline, che può anche servire ad ascoltare la gente, elemento davvero fondamentale per rendere le nostra città più vivibili».

Posticipata anche la cerimonia di premiazione del vincitore, che dal 10 maggio è stata spostata al 3 novembre e, novità di ieri, si terrà a Green Pea, il nuovo polo interamente dedicato alla sostenibilità di Eataly che sta sorgendo a fianco agli spazi del Lingotto su progetto di Cristiana Catino. Un’altra inaugurazione che ha risentito dell’impatto della crisi sanitaria: dal 20 agosto infatti si andrà all’8 dicembre, come ha spiegato Oscar Farinetti presente ieri all’evento.

I 13 progetti finalisti di Bottom up! sono stati selezionati da una giuria composta dai curatori del festival, Stefano Mirti e Maurizio Cilli, da rappresentanti dell’Ordine e della Fondazione, Alessandra Siviero e Cristina Coscia, dal segretario generale della Città di Torino Mauro Spoto, dal segretario generale Camera di Commercio Torino Guido Bolatto e da due esperti esterni, lo scrittore John Thackara e Andrea Bartoli del Favara Cultural Park. Tutte iniziative in ambito sociale, le proposte spaziano dagli orti urbani, alle scuole, fino al recupero del cibo e dei cortili torinesi.

Tutte le informazioni sul festival, sui partecipanti e sulla campagna di crowdfunding sono reperibili sul sito di Bottom up!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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