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A Rebuild 2018 il Presidente dell’azienda bresciana ha presentato il nuovo sistema Rhinoceros Wall

Dagli hotel alle case, da WoodBeton le soluzioni per l’edilizia customizzata

di Milena Rettondini | pubblicato: 15/06/2018
"In Italia circa l’80% dell’edilizia residenziale appartiene alla categoria degli edifici non vincolati. Gran parte di queste abitazioni necessitano di interventi di adeguamento urgenti"
Giovanni Spatti
Dagli hotel alle case, da WoodBeton le soluzioni per l’edilizia customizzata
"In Italia circa l’80% dell’edilizia residenziale appartiene alla categoria degli edifici non vincolati. Gran parte di queste abitazioni necessitano di interventi di adeguamento urgenti"
Giovanni Spatti

Ingegneria italiana e capitali stranieri. “Tanti, per fortuna”, dice Giovanni Spatti, presidente dell’azienda bresciana WoodBeton, leader nel settore delle costruzioni in legno e calcestruzzo, ospite a Rebuild 2018. Dopo aver presentato nel 2017 alla kermesse di Riva del Garda il progetto per il Moxy Hotel di Malpensa, quest’anno Spatti rilancia con il Moxy di Linate inaugurato lo scorso 24 maggio. Una struttura edificata grazie ai nuovi sistemi di prefabbricazione evoluta, che hanno consentito di costruire in 8 mesi un hotel “chiavi in mano” con 200 camere. “È il quindicesimo edificio che realizziamo con questo sistema - ha specificato Spatti -, in Europa abbiamo altri 6 hotel e a luglio partirà un altro cantiere anche a Verona, nei pressi della stazione ferroviaria. Da quest’anno inoltre sbarcheremo anche in Francia”.

I nuovi hotel sono realizzati con una struttura portante in X-LAM (legno lamellare incrociato), che poggia su fondazioni in cemento armato. I moduli di legno sono stati costruiti in stabilimento e poi assemblati in cantiere. “La scelta dell’X-LAM - ha dichiarato Spatti - permette di proseguire il nostro cammino verso la sostenibilità ambientale, riducendo al minimo gli scarti e i rifiuti di cantiere e minimizzando l’impatto ambientale delle nostre realizzazioni nel pieno rispetto della natura”.

Dalla costruzione ex novo, alla riqualificazione dell’esistente. La grande novità presentata a Rebuild 2018 è però un’altra e si chiama Rhinoceros Wall: un sistema strutturale in calcestruzzo, acciaio e lana di roccia, che risponde alle necessità di adeguamento energetico, impiantistico, ma soprattutto sismico degli edifici. In concreto Rhinoceros Wall è una parete che si applica a ridosso del muro esistente di un edificio costruito, ancorata a fondazioni perimetrali, in grado di assorbire le vibrazioni di un eventuale sisma e di isolare termicamente l’involucro. Riduzione dei costi, tempi brevi di esecuzione, ridotti disagi per gli utenti, condizioni ideali di sicurezza per gli operatori, sono i vantaggi che porteranno secondo Spatti, a una moltiplicazione potenziale degli interventi sul territorio nazionale. 

Si consideri infatti che “oggi in Italia circa l’80% dell’edilizia residenziale appartiene alla categoria degli edifici non vincolati e si suddivide in edifici mono/plurifamiliari (realizzati negli anni ‘60/’70) e in strutture destinate al settore terziario (hotel) o palazzine residenziali di massimo 7/8 piani. Gran parte di queste abitazioni necessitano di interventi di adeguamento urgenti”. 

Nonostante l’adeguamento sismico sia recuperabile fiscalmente per l’85% grazie al Sismabonus in 5 anni, si rileva che in Italia sia il meno diffuso. Il motivo? È l’unico che non permette l’uso dell’abitazione durante i lavori, ecco allora che con la strada suggerita da Rhinoceros Wall, si punta a velocizzare notevolmente i tempi di cantiere.

Adeguamento e non miglioramento. “Migliorare significa aumentare le performance della costruzione nei confronti del sisma - ha spiegato Spatti - raggiungendo circa il 60-65% dello standard richiesto dalla normativa in materia. Con l’adeguamento invece, una volta terminati i lavori, la struttura presenta una resistenza uguale a quella di un edificio realizzato ex novo”. 

Le nuove tecnologie proposte, dai droni ai laser scanner per i rilievi digitali, fino ai software e ai modelli per il disegno tridimensionale come il BIM permettono, come è stato più volte sottolineato dai relatori della kermesse, la nascita di una vera e propria industrializzazione del settore, che oggi si trova in una fase di transizione verso un nuovo modello produttivo sostenibile. In questo processo REbuild, dopo un fitto dialogo con le istituzioni, si propone di prefigurare politiche e interventi che guidino il cambiamento verso modelli di progettazione e sviluppo delle città innovativi, nella convinzione che il mercato necessiti del sostegno di scelte pubbliche. "È importante - ha concluso Spatti - che si crei una task force tra progettisti, aziende produttrici, centri ricerche, enti pubblici e istututi di credito per standardizzare i processi di progettazione e produzione, elevando i livelli di qualità e sicurezza". 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; spazi pubblici; tecnologia
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