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Dal 5 al 15 novembre la kermesse GATE. Dopo gli anni delle archistar (che ancora non hanno ultimato i loro cantieri), fari sulla rigenerazione urbana

Quindici anni di architettura a Salerno, il bilancio dell’assessore all’Urbanistica De Maio

di Paola Pierotti | pubblicato: 05/11/2014
"Sicuramente la nuova stazione di Zaha Hadid quando sarà pronta (15 anni dopo il concorso) sarà sottodimensionata. Salerno ha avuto uno sviluppo croceristico che non era stato preventivato. Dovremo pensare ad un’ulteriore struttura"
Domenico De Maio
Quindici anni di architettura a Salerno, il bilancio dell’assessore all’Urbanistica De Maio
"Sicuramente la nuova stazione di Zaha Hadid quando sarà pronta (15 anni dopo il concorso) sarà sottodimensionata. Salerno ha avuto uno sviluppo croceristico che non era stato preventivato. Dovremo pensare ad un’ulteriore struttura"
Domenico De Maio

Dal 5 al 15 novembre Salerno accende un faro sull’architettura e dà il via all’evento Gate Salerno. Gate in questo caso sta per Genius Loci, Architettura, Territorio e Economia ed è una kermesse organizzata dai comuni di Salerno e Ravello con le associazioni Effetti Collaterali e NewItalianBlood che prevede eventi con mostre, incontri e presentazioni di concorsi. Il festival si concluderà il 6 e 7 dicembre a Ravello, nel’auditorium di Nemeyer dove il sindaco di Ravello con gli architetti presidenti delle Associazioni culturali organizzatrici, Luigi Centola e Gianluca Voci, invitano tutti i sindaci dei Comuni tra Salerno e la Costiera Amalfitana a confrontarsi con progettisti, imprenditori e comunicatori sul tema del recupero del patrimonio abbandonato o sottoutilizzato e la possibilità di realizzare progetti di agopuntura urbana, restauro del paesaggio, sviluppo e mobilità sostenibile, nonché attività di comunicazione e promozione in rete tra Salerno e i Comuni della Divina Costiera.

Nella città guidata da Vincenzo De Luca, dove da oltre vent’anni si investe sull’architettura (anche firmata) si parlerà di futuro delle città, di trasformazione urbana, di "rammendo" delle periferie. Ma a che punto è la trasformazione reale di questa città? “Nessuna delle opere programmate è ferma, tranne il palazzetto dello sport di Tobia Scarpa - dichiara Domenico De Maio, assessore all’urbanistica della città campana -. Abbiamo dovuto fare i conti con dei tempi lunghi per passare dalla carta al cantiere: abbiamo incrociato un tempo di crisi che ha colpito il sistema Paese e le imprese”.

Assessore, avendo seguito da vicino e accompagnato molti progetti e cantieri in questi anni, ci descrive in cosa consiste l’eccellenza di Salerno?
Salerno ha vissuto un periodo dinamico per quanto riguarda la trasformazione urbana, alla luce del Puc redatto da Bohigas che aveva un forte taglio innovativo ed è riuscito ad incentivare un serie di interventi significativi prima ancora che il Piano entrasse in vigore. A Salerno c’è stata una grande stagione legata ai concorsi internazionali di idee che hanno portato in città grandi firme dell’architettura da Chipperfield a Hadid.

Dopo tanti anni dall'annuncio e dai concorsi però nessuna di queste opere è arrivata al taglio del nastro. Perché?
Buona parte di queste opere sono prossime al completamento. Per la Cittadella giudiziaria di David Chipperfield tre plessi sono stati assegnati al Tribunale di Salerno e la settimana scorsa è stata conclusa la gara per concludere gli altri tre: con il finanziamento appena ricevuto abbiamo l’obbligo di terminare l’opera entro 18 mesi. La Stazione Marittima di Zaha Hadid ha fatto i conti con il fallimento di un’impresa, il contratto è stato rescisso e il riappalto la verifica dei lavori ha allungato i tempi. Oggi siamo arrivati all’85% dei lavori, nella prossima primavera il cantiere sarà consegnato e nei mesi successivi entrerà in esercizio.

Il terminal Hadid sarà pronto 15 anni dopo il concept, risponde ancora alle necessità iniziali o è già vecchio?
Sicuramente la nuova stazione sarà sottodimensionata per lo sviluppo croceristico che nel frattempo fortunatamente a Salerno è cresciuto. Dovremo pensare ad un’ulteriore struttura.

Il laboratorio-architettura a Salerno riguarda anche l’intervento dei privati. L’operazione Amato con Nouvel è fallita, anche per la rigenerazione delle cave dopo gli annunci non ci sono stati sviluppi concreti, e la Marina di Arechi?
E’ ormai in esercizio lo specchio d’acqua da oltre un anno e mezzo, e a breve si provvederà anche ad ultimare i lavori per la parte a terra con un mix di funzioni a servizio dell’area. Purtroppo il progetto Nouvel resta in stand by finché il curatore fallimentare non troverà un soggetto interessato a riavviare l’intervento. Abbiamo però concluso due altri interventi in project financing: lo stadio Vestuti e il nuovo cimitero sulla zona collinari.

E il famoso Crescent?
L’altro giorno finalmente è arrivato il parere della Soprintendenza dopo continui stop and go dovuti al Tar e al Consiglio di Stato che hanno comportato anche il sequestro del cantiere. A breve si potranno riprendere i lavori, seguiremo le indicazioni della Soprintendenza per poter procedere con un’opera strategica già realizzata al 70%.

Il Crescent è un progetto di Ricardo Bofill che per Salerno aveva fatto un’ipotesi progettuale anche per Piazza della Concordia, lì cosa farete?
L’ipotesi di una torre è stata abbandonata, lì sta lavorando oggi un gruppo di imprenditori locali con un progetto di Dante Oscar Benini, il tema è all’attenzione dell’amministrazione, una volta verificato il progetto anche in questo caso procederemo con la finanza di progetto.

E sul tema infrastrutture cosa è stato fatto?
Entro un anno e mezzo sarà consegnato il Trincerone realizzato grazie ad un progetto Arup: un’importante infrastruttura di collegamento per la città che passerà sotto la linea ferroviaria. Stiamo lavorando a Porta Ovest con un sistema di gallerie che collegheranno la parte alta e bassa della città ed è entrata in esercizio la metropolitana.

Il suo bilancio? Positivo?
Dopo quindici anni abbiamo realizzato un sistema di infrastrutture che stanno cambiando la qualità della vita, a partire dalla Lungo Irno. Il progetto Bohigas ci ha permesso di avviare numerose trasformazioni e stiamo riuscendo a collegare la città al mare. Salerno si sta affermando come modello anche a scala internazionale.

APPROFONDIMENTI. Eta Beta Radio1 4 novembre 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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