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Quale centralità per la Milano post-Covid? Si punta tutto sulla carta “green”

di Chiara Brivio | pubblicato: 20/07/2020
«C’è ancora tanta strada da fare, c’è l’opportunità di unire le forze, di dare una view, per consentire a questa città di seguire percorso virtuoso» 
Alexei Del Pasto
Quale centralità per la Milano post-Covid? Si punta tutto sulla carta “green”
«C’è ancora tanta strada da fare, c’è l’opportunità di unire le forze, di dare una view, per consentire a questa città di seguire percorso virtuoso» 
Alexei Del Pasto

«Scontro», o meglio, diversità di vedute, tra architetti e developer sul ruolo e la centralità del capoluogo lombardo e dei centri urbani in generale, in occasione del forum organizzato da Pambianco lo scorso 14 luglio. Se per Covivio, Milano è il fulcro degli investimenti e della strategia lato uffici – The Sign a Romolo e Simbiosi in Piazzale Lodi sono solo due esempi della “firma” del gruppo in città –, per gli architetti Stefano Boeri e Aldo Cibic più attenzione dovrebbe essere data invece alle «periferie» italiane, a quei 6000 piccoli borghi (dei quali 2500 abbandonati, dice Boeri), alle province che, per effetto dell’estensione dello smart working, potranno essere una valida alternativa alla vita di città. Ma il vero tema forse non è solo quello dei centri urbani, ma anche del tipo di investimenti che vi si innestano. 

Stefano Boeri ha calcato la mano sull’edilizia residenziale, che potrebbe aiutare a rigenerare il centro di Milano che piano piano si va svuotando: «è una situazione drammatica, dovremmo fare un progetto serio di rigenerazione e di residenza. Senza la residenza, il capoluogo lombardo è destinato ad avere calo di flusso anche economiche» ha detto, commentando anche le politiche messe in campo da «good secondaries» come Barcellona e Berlino sull’offerta residenziale per i giovani. Una riflessione che ha richiamato i temi già portati all’attenzione del governo anche in occasione degli Stati Generali dell’economia.

Per Alexei Dal Pastro di Covivio, invece, gli uffici rappresentano sicuramente il core business del gruppo, con un 15-20% degli immobili di loro gestione di classe A o nuova costruzione. «C’è ancora tanta strada da fare – ha puntualizzato –, c’è l’opportunità di unire le forze, di dare una view, per consentire a questa città di seguire percorso virtuoso. Poi si potrà arrivare anche ai borghi». Lanciando anche una piccola stoccata a Roma, «Milano è l’unica città europea che abbiamo in Italia, Roma ha perso la pedalata». Riflessione che contrasta con la visione dello stesso Boeri che più di una volta in questi mesi ha parlato di “Roma come città del futuro”.

Ma è proprio il capoluogo lombardo ad essere oggi al centro di un ambizioso programma “green”: da una parte l’iniziativa Forestami, il progetto di forestazione urbana che intende portare 3 milioni di nuovi alberi e arbusti nell’area metropolitana entro il 2030, e dall’altra l’elezione di Milano e del suo sindaco Giuseppe Sala alla guida della task force del network C40 Cities, che ha presentato proprio in questi giorni un piano per la ripresa equa e sostenibile post-Covid 19. Tra le richieste della “C40 Mayors Agenda for a Green and Just Recovery” figurano la fine delle sovvenzioni ai combustibili fossili, la creazione di posti di lavoro sostenibili, programmi di riqualificazione edilizia e investimenti per il trasporto pubblico. Il tutto nell’ottica di una ripresa economica e sociale post-pandemia sempre più all’insegna della sostenibilità e dell’equità sociale.

E il Salone del Mobile? Un peccato che non sia stato fatto, ma sicuramente la sua assenza ha aperto la strada a innovazione tecnologica e digitalizzazione, avendo forzato le aziende a presentare prodotti e collezioni nello spazio virtuale. Intanto, l’appuntamento è con Milano Design City, iniziativa dell’amministrazione menegnina in calendario dal 28 settembre al 10 ottobre prossimi.  

Immagine di copertina: ©Benjamin Voros

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; residenziale
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