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Il Manifesto presentato al Governo nei giorni degli Stati Generali e le proposte delle ‘star’

Professioni in campo per la Rinascita dell’Italia, ma gli architetti al tavolo con gli artisti

di Paola Pierotti | pubblicato: 23/06/2020
Tra le modifiche richieste al Codice dei contratti pubblici, anche quella per rendere prioritario l’affidamento diretto dei SIA (Servizi di Ingegneria e Architettura) per importi inferiori ad euro 40mila.
Professioni in campo per la Rinascita dell’Italia, ma gli architetti al tavolo con gli artisti
Tra le modifiche richieste al Codice dei contratti pubblici, anche quella per rendere prioritario l’affidamento diretto dei SIA (Servizi di Ingegneria e Architettura) per importi inferiori ad euro 40mila.

«Gli ordini professionali, attraverso i 2,3 milioni di iscritti, rappresentano una vera e propria banca del sapere in grado di intervenire su ogni settore economico per contribuire al rilancio del Paese». Questo il messaggio espresso da Marina Calderone, presidente del Comitato Unitario delle Professioni, e Armando Zambrano, coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche, in rappresentanza degli Ordini e dei Collegi professionali agli Stati Generali dell’Economia per presentare al Governo il loro “Manifesto”.

Professionisti e mercato, economia e lavoro intellettuale. Ma qual è il percepito da parte delle istituzioni, se l’invito ai rappresentanti del mondo dell’architettura viene fatto nel giorno dedicato agli artisti?

I contenuti del Manifesto Cup e Rpt. Dalle infrastrutture alla pubblica amministrazione. Dalla giustizia alla salute. L’azione sussidiaria delle categorie può contribuire a dare una mano al Paese, duramente colpito dalla recente emergenza sanitaria. Una sola richiesta: «non essere trattati come soggetti privilegiati ai quali non servono tutele. I 500mila professionisti che hanno richiesto il bonus da 600 euro quale reddito di ultima istanza sono la dimostrazione di quanto il comparto del lavoro intellettuale sia stato – al pari di altri – colpito dal lockdown. L’esclusione dai contributi a fondo perduto – spiegano i professionisti - in questo senso, oltre a rappresentare una discriminazione rispetto ad altri comparti economici rischia di far chiudere moltissimi studi professionali in difficoltà». «Contribuiamo – si legge nella nota del Cup e della Rpt - alla creazione del 14 per cento del Prodotto interno lordo e lavoriamo perché il Paese possa rialzarsi prima possibile. La crisi sanitaria è diventata in breve tempo anche economica, ma non deve diventare sistemica».

Cup e Rpt mettono a disposizione del Governo un pacchetto di proposte che può essere riassunto per macro-aree: semplificazione normativa, con particolare riguardo per le norme sugli appalti pubblici; applicazione del principio di sussidiarietà come strumento di semplificazione ed efficientamento delle attività della Pubblica Amministrazione; rilancio degli investimenti in opere infrastrutturali e per la messa in sicurezza del territorio; mitigazione del peso fiscale su professionisti e imprese; potenziamento del sistema di aggiornamento delle competenze professionali in ambito ordinistico; completamento del processo di riforma del sistema ordinistico e migliore applicazione delle norme a tutela della dignità professionale.

Nel documento portato all’attenzione del Governo si cita tre volte la parola “architettura”. In prima battuta, con riferimento al tema dei concorsi di progettazione, si dice che «È necessario favorire i concorsi di progettazione architettonica interdisciplinare quale strumento chiave per la promozione della qualità, con i seguenti capisaldi: procedura articolata in due gradi che richieda i requisiti speciali al vincitore solo a valle della procedura concorsuale; giurie composte da autorevoli esperti delle materie dei concorsi; affidamento al vincitore dei livelli successivi della progettazione e la direzione dei lavori». Attenzione ai concorsi ma anche con un riferimento diretto alle modalità di ricerca e sviluppo, con un riferimento diretto alla formazione. «I progetti di architettura e di ingegneria, sempre più complessi, integrano competenze multidisciplinari per le quali servono grandi capacità organizzative e di coordinamento, sostenute da adeguata preparazione culturale, tecnologica e digitale. Si rende quindi necessario promuovere corsi di alta formazione sui temi della crescita sostenibile, che integrino, tra l’altro, la transizione verde e la transizione digitale, la programmazione economica e nuovi strumenti amministrativi di gestione della rigenerazione urbana e territoriale».

In un secondo punto del documento l’architettura ritorna con specifico riferimento al tema della formazione. «Per molte professioni, in particolare per quelle dell’area tecnica e scientifica, si pone la necessità di riformare i cicli di studio scolastici e universitari, con particolare attenzione per i settori dell’Ingegneria e dell’Architettura».

Tra le modifiche richieste al Codice dei contratti pubblici, anche quella «per rendere prioritario l’affidamento diretto dei SIA (Servizi di Ingegneria e Architettura) per importi inferiori ad euro 40mila».

L’architettura è arrivata quindi sui tavolo degli Stati generali del Governo, ma quando è stato il momento dell’invito si è scelto di coinvolgere due grandi nomi dell’architettura italiana, Stefano Boeri e Massimiliano Fuksas, nel giorno dedicato agli “artisti”. Sono stati loro i due invitati, insieme allo scrittore Alessandro Baricco e al somelier Franco Maria Ricci, al regista Giuseppe Tornatore, alla cantautrice Elisa e all’attrice Monica Guerritore.

Stefano Boeri ha sintetizzato in 5 punti la sua proposta. Si parte dalla forestazione di 60 milioni alberi nelle città e un progetto nazionale per la cura dei boschi e i corridoi ecologici. Attenzione alle scuole pubbliche (aperte tutto il giorno, per tutto l’anno) come hub di comunità di una città/arcipelago sempre più basata su quartieri autosufficienti nei servizi al cittadino. Focus sui contratti di reciprocità tra città e borghi storici nelle aree interne, come base per un loro ripopolamento che oggi può godere di nuove condizioni (alfabetizzazione digitale, disaccoppiamento binomio casa/lavoro).
Suggerimento mirato perchè il Governo promuova incentivi per la sostituzione di 4 milioni di edifici energivori desueti degradati, costruiti nel dopoguerra, senza ulteriori oneri di urbanizzazione, anche come base di una legge nazionale sull’architettura. Infine, facilitare e sburocratizzare lo spettacolo dal vivo (in interni e esterni) sul modello del live music act inglese.

L’architetto romano Massimiliano Fuksas ha rilanciato con «un piano del secolo per la casa» ricordando come ha fatto Boeri il patrimonio immobiliare vetusto e soffermandosi «sulla flessibilità dello spazio sociale all’interno dell’abitazione, sul rapporto con il territorio» riprendendo di fatto i temi già anticipati in una lettera inviata al Presidente Sergio Mattarella nei giorni del lockdown e co-firmata da altri protagonisti del mondo dell’architettura, come Archea Associati e Ramon Prat, e alcuni luminari dell’ambito sanitario-ospedaliero. 

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