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#ItaliaSicura: i numeri del Governo per la gestione del rischio sismico e del dissesto idrogeologico

Casa Italia: risorse, bonus e incentivi ci sono, mancano i progetti

di Milena Rettondini | pubblicato: 24/11/2016
"Deve esserci la consapevolezza che il paese è fragile, è importante convincere le persone ad investire nella sicurezza della propria abitazione”
Giovanni Azzone
Casa Italia: risorse, bonus e incentivi ci sono, mancano i progetti
"Deve esserci la consapevolezza che il paese è fragile, è importante convincere le persone ad investire nella sicurezza della propria abitazione”
Giovanni Azzone

Dalle emergenze dovute alle alluvioni e ai terremoti, al piano di prevenzione ventennale Casa Italia. Una nuova alluvione in queste ore ha colpito il Nord Italia, eventi naturali che scuotono il Paese a pochi mesi dalle recenti scosse di terremoto che ha duramente colpito il centro Italia: una questione emergenziale e d’urgenza sotto la stretta osservazione del Governo, che il 24 novembre nella sede centrale del Cnr a Roma, ha promosso il convegno di presentazione dei nuovi strumenti per contrastare il rischio sismico ed idrogeologico. 

Nell’ambito dell’iniziativa #ItaliaSicura promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è emerso che risorse, bonus e incentivi non sono un problema, mancano piuttosto gli strumenti progettuali. “Non ci sono più alibi: abbiamo i finanziamenti, ora mancano solo i progetti” ha affermato il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha ribadito come il nodo da sciogliere sia nella governance dei fondi e non più nel loro reperimento. “Non partiamo da zero, nel nostro Paese sono già stati fatti dei progressi sul fronte della prevenzione degli eventi calamitosi. Ciò che abbiamo fatto in questi due anni di governo darà frutti nel lungo periodo”. Sul tema della prevenzione civile, tra i procedimenti già attuati ci sono anche le bonifiche delle aree contaminate dei Siti di Interesse Nazionale (SIN). “Attualmente in Italia ne abbiamo una quarantina - ha continuato Galletti -. Nel 2014 abbiamo restituito alla comunità 4.289 ettari di territori bonificati. Oggi sono più di novemila e continueremo di questo passo. Prima di parlare della legge sul consumo di suolo è necessario rendere nuovamente utilizzabili quei terreni che sono già stati cementificati”.

Mancano i progetti ma si attende un supporto concreto anche dal gruppo coordinato da Renzo Piano che, dopo l’esperienza sul rammendo delle periferie, sta collaborando con il team di Giovanni Azzone, per proporre approcci mirati alla ricostruzione post terremoto. Ieri il premier Renzi ha incontrato il Senatore Piano e il responsabile di Casa Italia ipotizzando un’azione mirata su dieci interventi-tipo sfruttando gli eco-bonus e proponendo soluzioni che riescano a far rimanere gli inquilini negli edifici oggetto di azioni di retrofitting. 

Sul miglioramento dell’informazione sul rischio è stato centrato l’intervento di Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano e responsabile di Casa Italia. “Deve esserci la consapevolezza, ora presente solo tra i tecnici, che il paese è fragile. Molte delle informazioni scientifiche prodotte sono ancora poco accessibili o comprensibili al grande pubblico - ha affermato Azzone -. È importante convincere le persone ad investire nella sicurezza della propria abitazione”.

“Dalle scuole alle periferie, alle strade statali, stiamo recuperando anni di mancati interventi di manutenzione, per garantire sicurezza, rispetto dell’Ambiente e qualità di vita - si legge nel messaggio inviato al convegno da Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti -. Sostenere con incentivi rafforzati in Stabilità la rigenerazione energetica e antisismica dei condomini e delle abitazioni degli italiani va nella direzione del prendersi cura delle nostre comunità, nei centri e nelle periferie, scegliendo la strada del riuso, di una sicurezza durevole e di interventi innovativi e intelligenti” - ha concluso Delrio. 
 
Sono 47,5 i miliardi stanziati dal Governo e spalmati nel periodo 2017-2032 per investimenti destinati all’antisismica, al dissesto idrogeologico, a nuove infrastrutture e all’edilizia scolastica. “Possiamo dire con certezza che i danni annui causati dal dissesto idrogeologico ammontano ad una cifra di oltre sei miliardi di euro - ha dichiarato Mauro Grassi direttore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche -. Per la prima volta però abbiamo dei finanziamenti che guardano al lungo periodo e non solo al triennio”. Oltre ai 47,5 miliardi previsti per i prossimi 15 anni, nei prossimi tre anni il governo punta a investire in prevenzione anche 1,9 miliardi nel 2017, 3,1 nel 2018, e 3,5 nel 2019. Saranno invece 9,8 i miliardi destinati nei prossimi due anni a contrastare il dissesto idrogeologico (alluvioni, frane ed erosione costiera) oltre ai due miliardi di fondi recuperati da stanziamenti messi a bilancio nel periodo 2000-2014 e non spesi. E ancora, per le zone colpite dal sisma sono previsti 7,1 miliardi per la ricostruzione, a partire dal 2017 e destinati alle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, in aggiunta ai 6,8 miliardi finalizzati all'edilizia scolastica nel periodo 2014-2017.

Della stretta relazione fra emergenza e prevenzione ha parlato Fabrizio Gruccio, capo dipartimento della Protezione Civile Nazionale. “La gestione dell'emergenza non può vivere senza il sistema della prevenzione. In Italia si è fatto molto, ma spesso in maniera non molto omogenea. Chi si occupa dell’emergenza deve avere a monte gli strumenti per monitorare la situazione territoriale, anche in sinergia con gli organi di ricerca del nostro Paese”. 

Tra gli strumenti che possono facilitare l’attività di monitoraggio, troviamo anche il nuovo webgis di #Italiasicura Scuole, attivo da giugno 2016, che risponde al principio di trasparenza e informazione per cittadini e enti locali. L’obiettivo? Avere una mappatura chiara e partecipata degli interventi di edilizia scolastica sul territorio nazionale, per fotografare il progressivo evolversi di ogni edificio.

"Il dramma del terremoto in centro Italia ci ha riportato a considerazioni più ampie, ora siamo capaci di intervenire a mezz'ora dalla scossa, ma dobbiamo essere capaci di prevenire, guardare lungo - ha dichiarato Claudio De Vincenti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio -. Da qui è nata l'idea di ''Casa Italia''. La rimessa in moto del nostro Paese è cominciata, non deve mai più succedere quanto accaduto 36 anni fa in Irpinia". 

Non solo, una ricostruzione dell’Italia che deve essere accompagnata e agevolata da una semplificazione del processo burocratico, secondo Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Gli architetti italiani hanno già espresso il loro apprezzamento sulle finalità del Piano Casa Italia - ha affermato il numero uno degli Architetti italiani -. Ora ci aspettiamo che nelle fasi di realizzazione queste finalità non siano disperse a causa dell'infernale macchina burocratica che spesso paralizza il nostro Paese, soffocando iniziative in grado, come in questo caso, di proporre una visione di un futuro contesto urbano all'altezza delle sfide poste dalla globalizzazione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; energia; spazi pubblici; tecnologia
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