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Roma si ispira a Reinventer Paris per trasformare la città

ReinvenTIAMO Roma: 14 siti da rigenerare con i privati

di Federica Ruggeri | pubblicato: 07/02/2019
Contiamo sulla collaborazione dei privati e dei cittadini per riuscire a garantire servizi agli abitanti, recuperare ed eliminare situazioni di degrado e trasformare la nostra città
Virginia Raggi
ReinvenTIAMO Roma: 14 siti da rigenerare con i privati
Contiamo sulla collaborazione dei privati e dei cittadini per riuscire a garantire servizi agli abitanti, recuperare ed eliminare situazioni di degrado e trasformare la nostra città
Virginia Raggi

“Abbiamo individuato 14 siti pilota per recuperare immobili e luoghi abbandonati, dove, con la collaborazione di privati e cittadini l’amministrazione intende intervenire per riuscire a garantire servizi agli abitanti, recuperare ed eliminare situazioni di degrado e trasformare la nostra città. Ci siamo ispirati a quanto sta avvenendo in altre metropoli, in particolare a Parigi con l’iniziativa Reinventer Paris avviata dalla capitale francese nel 2014”. Con queste parole la sindaca Virginia Raggi ha annunciato il programma “ReinvenTIAMO Roma. Un piano per la rigenerazione della città”.

“Una visione non può concentrarsi su progetti isolati, bisogna lavorare in termini di sistema - ha proseguito la sindaca - partendo dall’esistente, dai non luoghi abbandonati di Roma in cui il degrado è diventato quasi un’abitudine, anche visiva. Riteniamo che una trasformazione urbana debba partire dalla rigenerazione dell’esistente e siamo contrari alla cementificazione, vogliamo rivitalizzare con iniezioni puntuali questi non luoghi che devono essere riconsiderati in un’ottica globale. Si tratta di un nuovo approccio alla città basato sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato”. 

Lo sviluppo del programma prevede una call per progetti innovativi mediante manifestazioni di interesse e procedure concorrenziali rivolte a investitori, operatori, progettisti in dialogo con l’amministrazione pubblica e le comunità, con l’obiettivo di individuare le funzioni più adatte per la trasformazione dei luoghi, condivise e sostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Sarà istituito un ufficio di scopo dedicato per gestire al meglio tutte le fasi del processo. “Ci apriamo al territorio, ma escludiamo la funzione meramente residenziale - ha aggiunto Virginia Raggi - perché abbiamo bisogno di luoghi che possano essere vissuti dai cittadini e non solo abitati.”

“Abbiamo individuato queste 14 aree perché sono centrali e strategiche per lo sviluppo socio-economico del nostro territorio - ha detto Rosalba Castiglione, assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative - Parliamo di un numero definito per dare la sensazione del cambiamento che vogliamo operare. Siamo a Roma, che ha un brand fortissimo, e parliamo di immobili dentro al territorio della città. Il patrimonio della capitale è una risorsa preziosa che deve tornare a vivere a beneficio della comunità”.

Luca Montuori, assessore all’Urbanistica, ha parlato di un programma che fonde una visione e una sfida. “Lavoriamo - ha affermato - perché si possano sviluppare iniziative innovative di rigenerazione degli spazi abbandonati. Nel mondo esistono modalità diverse, si possono immaginare forme alternative per inserirsi in una rete globale e aprirsi a un mercato differente, confrontandosi su cosa significa rigenerare. L’idea fondamentale è di legare, attraverso progetti di qualità, investimenti del settore privato, forme nuove nella gestione dei luoghi e degli spazi, attività di stakeholder e coordinamenti territoriali. Un laboratorio da cui far nascere un confronto e un dibattito, con apertura alla competizione e quindi alla qualità”.

Per Donatella Iorio, presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale “Oggi per la prima volta siamo qui a proporre la nostra visione, con una risposta tangibile ai cittadini. Vogliamo diffondere sul territorio un’idea diversa di città: sostenibilità ambientale, recupero di immobili e spazi, vicinanza alle linee di trasporto su ferro, nuove sfide sociali, ambientali e culturali, con un processo partecipativo che veda il coinvolgimento dei cittadini”.

Gli immobili comunali costituiscono la prima fondamentale risorsa da cui far ripartire lo sviluppo - ha dichiarato Valentina Vivarelli, presidente della Commissione Patrimonio e Politiche abitative - con servizi e progetti per il benessere della comunità. Bisogna investire nella conoscenza del patrimonio di Roma Capitale e costruire la funzione insieme ai cittadini, insieme a chi vive ogni giorno la città”.

Roma guarda al futuro individuando edifici abbandonati e aree che presto avranno una nuova vita grazie a progetti di alta qualità architettonica, di elevata efficienza energetica di inclusione sociale e di promozione del patrimonio.

Tra le invarianti, ovvero i criteri generali a cui le proposte progettuali dovranno attenersi, rientrano la disponibilità immediata del bene, l’accessibilità alle linee di trasporto pubblico su ferro, l’attualità immediata.

Con queste caratteristiche sono state individuate alcune aree pubbliche e immobili dismessi. Ambiti urbani: Bastogi (Municipio XIII), Ex Miralanza (Municipio XI), Viale Castrense, ex Filanda (Municipio VII), Ama via Crispi (Municipio I). Immobili pubblici: gli ex edifici scolastici I.T. Hertz (Municipio VII), I.C. La Giustiniana (Municipio XV), Leonori (Municipio X), Vertunni (Municipio V), Villari (Municipio IV), L.A. Ripetta (Municipio III), la scuola Parini (Municipio III), l’edificio dismesso Verne (Municipio VI), l’edificio demolito via Montebruno (Municipio XIV), l’ex impianto Acea Oletta (Municipio X).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; energia; housing sociale; spazi pubblici; trasporti
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