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Il progetto, realizzato sulla base della filosofia ‘Cradle to Cradle’, è partito con un capitale di 12,5 milioni, grazie a una collaborazione pubblico-privato

Amsterdam, architettura e sostenibilità si sposano nell’ecoquartiere Park 20|20

di Francesco Fantera | pubblicato: 03/11/2017
L’architettura va a preservare e valorizzare gli ecosistemi e i cicli biologici, mantenendo caratteristiche di durabilità, resistenza e usabilità
Amsterdam, architettura e sostenibilità si sposano nell’ecoquartiere Park 20|20
L’architettura va a preservare e valorizzare gli ecosistemi e i cicli biologici, mantenendo caratteristiche di durabilità, resistenza e usabilità

Sostenibilità e architettura hanno trovato una loro sintesi perfetta nel progetto Park 20|20, un quartiere su un’area di più di 8mila mq in via di sviluppo nei pressi della capitale olandese, ideato da uno dei guru del green building William McDonough. La sua peculiarità è quella di essere stato pensato in base alla filosofia ‘Cradle to Cradle’ (C2C, letteralmente dalla culla alla culla), messa in pratica per la prima volta proprio nei Paesi Bassi, nella città di Venlo.

Secondo questo approccio, invece di adattare la natura ai propri modelli, avviene il contrario. L’architettura va a preservare e valorizzare gli ecosistemi e i cicli biologici, mantenendo caratteristiche di durabilità, resistenza e usabilità. L’obiettivo è riuscire a dar vita a un sistema efficiente e allo stesso tempo compatibile con l’ambiente nel quale il progetto si va ad inserire. Tre i concetti chiave: rifiuti come risorsa, uso di energie rinnovabili, celebrazione e integrazione delle diversità.

La nascita e la realizzazione del Park 20|20, partito con un capitale di 12,5 milioni di euro, è opera di quattro soggetti che, in un modo o nell’altro, operano nel mondo delle costruzioni e della sostenibilità. Oltre al già citato architetto americano McDonough, fondatore dello studio William McDonough + Partners, il gruppo Reggeborgh e le compagnie olandesi VolkerWessel e Delta Development Group. Il Ceo di quest’ultima, Coert Zachariasse, ha inoltre svolto un ruolo fondamentale anche nel coinvolgimento del settore pubblico, in particolare della municipalità di Amsterdam, relativamente al terreno dove sta sorgendo il quartiere. La sinergia fra questi attori, coniugando quindi progettazione, sviluppo e gestione, ha dato vita ad un’iniziativa nella quale ogni elemento è stato pensato per essere riusato al termine del suo ciclo vitale. Grazie anche a tecnologie innovative per gli edifici, sono stati utilizzati materiali con certificazione MBDC (riciclabili all’infinito) e tutti i progetti sono testati secondo le indicazioni della certificazione BREEAM.

Le strutture sono state disegnate seguendo quattro criteri principali: immobili progettati fin dall’inizio per poter essere smantellati; produttività e benessere, evitando di utilizzare additivi o componenti chimici dannosi e migliorando l’ambiente di lavoro; raccolta e inserimento delle informazioni riguardanti i materiali utilizzati in un modello BIM (Building Information Modelling); innovazione e riuso.

Un esempio in grado di contenere tutti questi elementi, è il Parkcafe Groen. Al centro del Park 20|20 si potrà consumare una bevanda o un pasto in uno spazio-bar rivestito in legno, dove il tetto è stato ricoperto di pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia necessaria e l’illuminazione è ottenuta grazie a dei tunnel solari disposti lungo il soffitto. Una piccola architettura che ha ottenuto la certificazione BREEAM excellent.

L’ultimo progetto in fase di completamento riguarda il primo edificio non appartenente ad unico proprietario, con un mix funzionale, per questo diviso in zone dalle diverse caratteristiche. Situato all’entrata del Park 20|20, al suo interno ci saranno molti spazi dedicati all’incontro e all’interazione con l’obiettivo di migliorare la soddisfazione dei lavoratori, incrementandone così la creatività e la capacità di innovazione.

Altro punto di forza di questo eco-quartiere è la capacità di dar vita ad una comunità, formata dai lavoratori del distretto, grazie alla presenza di spazi ideati per l’incontro e lo scambio di idee come il 20|20 Experience Centre. Inoltre sono stati ideati programmi come il ‘BOOM!’ con lo scopo di offrire diversi corsi e attività sportive, intese a migliorare benessere e team building dei partecipanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; food; masterplanning; uffici
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