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Feneal Uil Lombardia apre un tavolo sull’abitare e cerca alleati per un nuovo progetto di società

Con la pandemia cambia la casa. Tra nuovi spazi e una vera transizione green

di Francesca Fradelloni | pubblicato: 30/10/2020
«L’occasione oggi è sfruttare al massimo gli incentivi e risorse europee per rigenerare il Paese e superare le difficoltà»
Vito Panzarella
Con la pandemia cambia la casa. Tra nuovi spazi e una vera transizione green
«L’occasione oggi è sfruttare al massimo gli incentivi e risorse europee per rigenerare il Paese e superare le difficoltà»
Vito Panzarella

Casa, didattica a distanza e smartworking, infrastrutture e rigenerazione urbana, con al centro il nuovo ossigeno del Recovery Fund. Sono i temi trattati in mattinata al convegno organizzato dalla Feneal e dalla Uil Lombardia “Edilizia e abitare con il Covid-19”. Alla presenza del segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri che è intervenuto alla chiusura dei lavori ricordando il tema del lavoro e della sicurezza, sempre in prima linea per il sindacato, hanno preso parte Davide Albertini Petroni presidente di Urban Land Institute, Regina De Albertis, presidente Ance giovani, l’onorevole Ermete Realacci presidente della commissione Ambiente, Vito Panzarella segretario generale Fenealuil Nazionale, Angela Airoldi dell’Università Bocconi e Marco Morganti responsabile direzione Impact di Intesa San Paolo.

L’abitare, tra nuovi spazi e nuove esigenze - La casa come polo centrale della vita anche in questa seconda fase segnata dal lockdown soft, al centro dei dati emersi dalla ricerca presentata da Mario Abis, docente dello Iulm e presidente di Makno. Un tema caldo e attualissimo, dunque. L’emergenza Covid-19, infatti, sta cambiando anche le regole dell’abitare e la progettazione di quartieri, condomini, edifici, abitazioni e uffici muta in nome di uno spiccato (e mai realizzato fino ad oggi) rispetto per l’ambiente, per la salute e per le dinamiche vissute all’interno delle abitazioni, nonché del modo di lavorare in casa. Senza mai dimenticare non solo la sicurezza in ambiente domestico, ma anche quella di chi opera per la realizzazione o la ristrutturazione delle strutture. Individualismo e isolamento anche nelle scelte dell’abitare che ha portato a una mobilità degli acquisti: 3 milioni in più di persone, su un totale di 8 milioni e mezzo, che vogliono cambiare casa. 

«C’è un cambiamento del mercato? Ma c’è soprattutto la funzione psicosociale della casa e un tema di razionalizzazione degli spazi: non più intersezionalità, ma richiesta di verde in casa, il balcone, gli angoli per il lavoro», afferma Abis. 
Si rinuncia ai locali grandi, a quelli multifunzione, si cerca un prodotto nuovo, nuovi modelli di casa con una grande spaccatura all’interno del target: i giovani desiderano più connessione, gli anziani più servizi. “Ma anche il silenzio e la luce, grande scoperta degli italiani” ha commentato Abis, consapevolezza acquisita che applicata all’abitazione è la vera novità. Senza mai tralasciare la richiesta di legami con il contesto, il quartiere. 
Quelli che si delineano però sono i tanti tipi di casa: casa tenda, casa tana, casa guscio, poi casa vissuta come commodity (funzionalità operative), dimensione estetizzante e ostentativa della casa (ma che conta di meno perché la casa conta di più di quello che ha dentro), infine la casa focolare. «Sempre cercando di progettare l’abitare in un contesto di quartieri sensibili», conclude Mario Abis. 

«Ora – sottolinea il segretario generale di Fenealuil Lombardia Enrico Vizza - è indispensabile impostare una nuova cultura dell’abitare con case che consentano una maggiore vivibilità e la possibilità di disporre di un ambiente, anche piccolo ma isolato, esclusivamente dedicato allo smart working, che possano disporre anche di aree intermedie protette e sicure». Una discussione che è stata anche occasione per rimettere di nuovo in luce la riqualificazione e rigenerazione del patrimonio immobiliare, l’innovazione tecnologica, stimolando la politica nazionale e territoriale alla definizione di un piano di edilizia residenziale e popolare. Lavoro domestico, quindi, ma necessità di nuova sostenibilità come precisa il segretario generale di Uil Milano e Lombardia Danilo Margaritella. «Ambienti e luoghi – ha dichiarato - dovranno favorire il benessere della persona e rendere lo spazio con un termine che definirei lavor-attivo che sia rilassante e confortevole ma anche abitativo. E dovranno essere sostenibili. Il bonus 110% rappresenta davvero la possibilità, di adeguare le nostre abitazioni». 

Infrastrutture, opere pubbliche e messa in sicurezza del territorio – Tra le priorità gli investimenti, che vanno di pari passo con un grande piano di rigenerazione urbana che investa nell’edilizia privata. Una ricetta c’è, per movimentare l’economia (si legga qui il rapporto dell’Ance): il settore, che rappresenta il 75%, attraverso l’utilizzo degli incentivi, potrebbe generare un volume di spesa pari a circa 21 miliardi. 
«La riqualificazione di un patrimonio immobiliare in gran parte obsoleto ed energivoro, è una sfida che il Paese deve necessariamente affrontare e vincere», afferma Vito Panzarella, segretario generale FenealUil. «Non sottovalutando assolutamente l’emergenza sanitaria attuale, a cui va tutta la nostra attenzione – ha proseguito il segretario nel corso della tavola rotonda a cui hanno partecipato vari esponenti del mondo politico, universitario e imprenditoriale - cogliamo l’occasione per discutere dell’urgenza che il Paese ha di un percorso comune che consenta un vero rilancio ambientale, economico e sociale dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, utilizzando con efficacia le risorse che l’Europa mette a disposizione e gli incentivi introdotti dal governo». Il settore edilizio è uno dei maggiori responsabili dell’impatto delle attività umane sul clima e sull’ambiente ed un grande piano di riqualificazione potrebbe essere inserito nella lista dei progetti che serviranno per accedere ai fondi del Recovery Fund. Sono occasioni e strumenti che non vanno assolutamente dispersi, ma piuttosto sfruttati al massimo potendo rappresentare un’occasione unica per migliorare il Paese, generare ricchezza e nuovi posti di lavoro anche per superare le enormi difficoltà economiche e sociali che deriveranno dalla pandemia. Tutto questo non può prescindere da un fondamentale rafforzamento della capacità di programmare della politica e dell’amministrazione puntando sulla riduzione delle stazioni appaltanti e sulla loro qualificazione a partire dall’assunzione di personale tecnico che negli anni si è notevolmente ridotto. Di percorso comune ha parlato Regina De Albertis, presidente Ance giovani. «È necessario riuscire a lavorare tutti insieme per un obiettivo comune, e farlo velocemente, snellendo le pratiche e gli iter» afferma la De Albertis. «Per esempio, per mettere in sicurezza le scuole, esistono ben 22 canali diversi di finanziamento, alla fine il risultato è nulla di fatto. C’è bisogno della capacità di spendere queste risorse, le risorse ci sono ma non siamo in grado di metterle a terra. La città di Milano è un bell’esempio di come le cose funzionino per il meglio. Nel capoluogo lombardo si è creato un rapporto fruttuoso tra pubblico e privato (si legga su thebrief un focus sul social housing), questo ha attirato investitori stranieri. Questo deve essere fatto in tutto il resto del Paese. Serve un piano con una cabina di regia unica», conclude. 
Sul tema risorse, con un accenno alla contingenza è intervenuto anche Ermete Realacci ricordando i dati del nuovo rapporto GreenItaly della fondazione Symbola presentato ieri e discusso con Paolo Gentiloni tra gli altri. Che la sostenibilità sia il linguaggio per affrontare il futuro, lo confermano i numeri. «C’è un Paese pronto alla green economy. Sappiamo che questa è la migliore risposta alla crisi che stiamo vivendo. Secondo l’indagine svolta da Symbola nel mese di ottobre 2020 (mille imprese manifatturiere) chi è green è più resiliente. Tra le imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità il 16 per cento è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9 per cento delle imprese non green». 

Sostenibilità in tutte le declinazioni - Però tra le questioni rimane anche all’attenzione non solo del mondo produttivo, ma anche della politica, come evidenziato anche dal Tavolo “Fare Milano” in queste settimane dall’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune, Gabriele Rabaiotti, la vera sfida di inserire l’affitto a canoni accessibili in un sistema immobiliare ancora troppo polarizzato con affitti pubblici a canoni bassi bloccati e proprietà private con prezzi crescenti e fuorimisura. In linea, quindi sul tema della sostenibilità e della fragilità del lavoro in epoca pandemica, l’operazione raccontata da Marco Morganti. Sarà fondamentale l’apporto del Fondo messo in campo da Impact di Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di rendere bancabili quei soggetti (persone, famiglie e imprese) finora ai margini dell’accesso al credito. Un modo per aprirsi a coloro che si trovano fuori dal cerchio, quei “primi esclusi” ai quali paradossalmente più serve e meno viene dato il credito, racconta il responsabile direzione Impact di Intesa San Paolo. Davide Albertini Petroni, nel suo ruolo di presidente Urban Land Institute ha ricordato i trend internazionali e messo in evidenza come il real estate debba fare la propria parte, scommettendo su economia circolare e contribuendo ad un nuovo modello di società. Come direttore generale di Risanamento ha sottolineato anche come la sostenibilità ambientale sia un elemento generatore del maxi-intervento che prevede un insediamento di 3.000 alloggi, necessariamente con uno nuovo standard qualitativo proiettato verso il futuro.

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