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Competizione di idee per un’opera da 70 milioni che interessa un’area di 140mila mq

Palermo torna a guardare al suo mare: concorso per due terminal, premio da 77mila euro

di Paola Pierotti | pubblicato: 16/01/2018
Palermo torna a guardare al suo mare: concorso per due terminal, premio da 77mila euro

Nuovi terminal a Palermo, l’Autorità portuale sceglie la via del concorso internazionale di idee. Sul waterfront urbano-portuale della città siciliana si è lavorato per anni. C’era stato un fuori-Biennale di Venezia, c’era un pool di giovani professionisti che con Officina del Porto si erano impegnati per ripensare questo spazio di soglia e di confine. Ora, sotto la guida del presidente Pasqualino Monti si ritorna a studiare un rinnovato contatto con il mare, con l’intento di creare una grande infrastruttura che incoraggi la creatività dei residenti, favorisca lo scambio e la collaborazione tra operatori, giovani e anziani, cittadini e visitatori, e perfino artisti, e incontri, secondo nuovi modelli produttivi, anche le imprese e il mercato.

In questo contesto l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale ha bandito (documentazione sul sito www.portpalermo.it) un “Concorso internazionale di idee per la progettazione dei nuovi terminal crociere e terminal passeggeri e ro-ro e delle relative aree di interfaccia città-porto, nell’ambito delle previsioni del Piano Regolatore Portuale del Porto di Palermo” (in corso di approvazione). 

Il costo complessivo delle opere ammonta a circa 70 milioni. Il vincitore del concorso riceverà un premio di 77mila euro, mentre al concorrente risultato secondo sarà riconosciuto un rimborso spese di 21mila euro. L’AdSp si riserva la facoltà di affidare al vincitore le successive fasi di progettazione, per un presunto importo complessivo di 3,2 milioni di euro. L’area interessata dal concorso si estende per circa 140 mila mq, dal Molo Sammuzzo al varco Santa Lucia. Il bando di concorso è stato coadiuvato da uno studio sulla rigenerazione del waterfront urbano-portuale curato dal professor Maurizio Carta dell’Università di Palermo, per il quale “l’elemento più connotante il futuro del porto di Palermo è quello di offrire una nuova relazione tra la città e il suo mare, ribaltando la logica della barriera per proporre gli stessi nuovi terminal come la continuazione contemporanea degli assi urbani che connettono i monti al mare, lunghe dita che si protendono per stringere di nuovo il patto con l’acqua, diventando le nuove componenti del paesaggio della Palermo del futuro”.

Il 20 aprile è il termine ultimo per ricevere gli elaborati.

Il Molo Sammuzzo è destinato a ospitare il nuovo terminal crociere necessario per potenziare la vocazione turistica del porto di Palermo e accogliere navi di grandi dimensioni con l’obiettivo di candidare lo scalo palermitano a diventare un “cruise home port”. Il nuovo terminal sarà uno spazio multiuso, flessibile, integrato nel paesaggio e connesso tramite un varco pedonale all’area accessibile da via Patti, agevolando così l’uscita dei crocieristi verso il centro storico.

Il Molo Piave accoglierà invece il nuovo terminal ro-ro e passeggeri e un’area di interfaccia su via Crispi come filtro del sistema di flussi pedonali e carrabili da e verso il porto e, in parte, strumento di innesto tra porto e città, anche per l’importante presenza della futura stazione della metropolitana. Il terminal ro-ro, da un lato, si rapporta alle nuove esigenze infrastrutturali e rappresentative di un moderno porto in crescita in termini di flussi e di dotazioni e, al contempo, rappresenta l’opportunità di colmare il gap simbolico che ha determinato la netta separazione e assenza di relazioni tra funzioni portuali e urbane. “L’edificio - spiegano dall’Autorità Portuale - sarà anche occasione per ripensare il rapporto visuale con il waterfront assicurando, attraverso una articolata conformazione dei diversi livelli, una ricchezza di prospettive visuali, una promenade panoramica e delle aree belvedere dalle quali osservare (senza intralciare) le attività portuali. Il progetto ambisce, dunque, a generare nuovi spazi pubblici urbani in stretta relazione con il porto, aree pedonali, giardini da connettere con il fronte urbano, nuove piazze e aree commerciali, generando una interfaccia in grado di assicurare l’innesto tra funzioni e spazi urbani e portuali”.

La futura offerta portuale “nasce da quattro precise fasi che riguardano, nell’ordine, la pianificazione, la programmazione, la progettazione e la realizzazione - commenta il presidente Monti -. Dopo il concorso quindi il progetto accederà al reperimento dei fondi europei destinati all’infrastrutturazione dei porti. Sappiamo bene quanto sia necessario un rapporto fra architettura e comunità e siamo certi che lavorando su quest’area possiamo incidere sull’intero assetto urbano, inducendo mutazioni su vasta scala, ben più estese della zona di bordo costruendo una nuova immagine per l’intera Palermo. L’attuale struttura portuale - continua - ha degradato la presenza dell’acqua in città facendola scomparire del tutto: i nuovi interventi tendono a ripristinare paesaggi che includano il mare, restituendolo ai palermitani. La forma e la forza dell’acqua riappaiono allora, magari con nuovi significati, a sottolineare la versatilità del linguaggio espresso da questo elemento naturale in una dimensione strategica di sviluppo urbano”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: trasporti
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