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Sensing the Waves è il titolo del progetto scelto dall’architetto olandese Maurice Nio

Nuovo polo culturale a Prato. Countdown per la navicella spaziale del Centro Pecci

di Tania Servidei | pubblicato: 08/07/2016
Sensing the Waves
museo
Dove si trova:
Prato
viale della Repubblica, 277
Progetto:
MAURICE NIO (NIO ARCHITECHTEN)
Schedamse Vest 95-A Rotterdam
Committenza:
COMUNE DI PRATO, REGIONE TOSCANA
A conclusione dei lavori durati 10 anni per un costo di 14,4 milioni di euro, il complesso si estenderà su una superficie di quasi 10mila mq
Nuovo polo culturale a Prato. Countdown per la navicella spaziale del Centro Pecci
A conclusione dei lavori durati 10 anni per un costo di 14,4 milioni di euro, il complesso si estenderà su una superficie di quasi 10mila mq

È fissato al 16 ottobre il Grand Opening del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, a conclusione dell’avveneristico ampliamento a forma di navicella spaziale firmato dall’architetto Maurice Nio dello studio di olandese NIO architecten e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini. Il Centro Pecci è l’unica istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Italia, e una tra le poche in Europa, a inaugurare un nuovo edificio nel decennio 2010-2020. Realizzato grazie al sostegno del Comune di Prato e della Regione Toscana attraverso i Fondi Europei, l’intervento di ampliamento intende dotare il Centro Pecci di una nuova energia culturale, capace di esprimersi sia attraverso i contenuti espositivi sia attraverso gli spazi costruiti. Nuovi usi nella struttura preesistente, per stabilire relazioni dirette fra il museo e la città, fra l’arte e il territorio. 

Per il progetto di ampliamento Maurice Nio ha scelto un titolo dal sapore evocativo, Sensing the Waves, suggerendo la sua intenzione di creare una struttura architettonica capace di captare e divulgare le vibrazioni del tempo presente. All'originario edificio di Gamberini, integralmente conservato, si accosta una nuova struttura a forma di anello che, riprendendo il disegno dell’originario parco circostante, si orienta verso la dimensione pubblica. Grazie alla nuova entrata, alla libreria e al ristorante situati al piano terra all'interno di un corpo trasparente, il Centro si apre alla città, mediato da un giardino sperimentale e da un’ampia piazza. Il punto più alto del complesso espositivo è raggiunto da un elemento simile a un'antenna che dichiara la volontà di captare le nuove forme di creatività nel territorio e che segnala la presenza di un importante luogo deputato alla loro promozione. Confermando l'attenzione verso la scena internazionale e consolidando il proprio legame con il territorio, il nuovo Centro Pecci si appresta a raccogliere i fermenti di una nuova stagione culturale. 

Fondato nel 1988, il Centro Pecci vanta una collezione di oltre mille opere dei principali artisti internazionali, tra cui Anish Kapoor a Jan Fabre, Jannis Kounellis e Sol LeWitt, così come dei grandi italiani del Novecento, come Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. Per garantire la giusta valorizzazione di questo patrimonio, nel 2006 famiglia Pecci ha deciso di raddoppiare la superficie espositiva e, allo stesso tempo, di ristrutturare l’edificio originario di Italo Gamberini. Iniziati nel 2007, i lavori di ampliamento sono stati incentrati sulla costruzione di una nuova ala dal forte impatto architettonico, collegata alla sede originaria, di cui sono stati riqualificati e potenziati funzioni e servizi. A conclusione dei lavori durati 10 anni per un costo di 14,4 milioni di euro, il complesso si estenderà su una superficie di quasi 10mila mq e, oltre agli spazi espositivi, ospiterà un archivio e una biblioteca specializzata con oltre 50mila volumi, un teatro all’aperto da mille posti, uno spazio performativo da 400 posti, un cinema-auditorium da 140 posti, oltre a servizi di ristorazione, laboratori e sale d’incontro. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: arte; città
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