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Nel veronese, in un’azienda agricola, la progettista si è inventata un futuro scoprendo le potenzialità di una villa veneta di pregio

“Non mi piacciono i pomodori comprati al supermercato”. E l’architetto-paesaggista organizza corsi di giardinaggio e laboratori didattici

di Paola Pierotti | pubblicato: 05/06/2014
Serve creatività anche per reinventare il mestiere: Maria Giulia Da Sacco ha coniugato la passione per la natura con la necessità di riusare spazi abbandonati e pieni di fascino
“Non mi piacciono i pomodori comprati al supermercato”. E l’architetto-paesaggista organizza corsi di giardinaggio e laboratori didattici
Serve creatività anche per reinventare il mestiere: Maria Giulia Da Sacco ha coniugato la passione per la natura con la necessità di riusare spazi abbandonati e pieni di fascino

“Non mi piacciono i pomodori comprati al supermercato. Mi piacerebbe che i bambini – eredi del futuro – tornassero a casa sapendo che le uova non nascono nei cartoni della grande distribuzione ma semplicemente dalle galline”. Maria Giulia da Sacco è architetto paesaggista, per anni ha lavorato progettando giardini, parchi pubblici e spazi verdi, e dopo una parentesi veneziana durata trent’anni è tornata a vivere nella sua città, a Verona. Inizia qui, nella Valpantena, alle porte della città scaligera, il nuovo capitolo di un architetto che reinventa un futuro professionale scoprendo le potenzialità di una bella villa veneta del cinquecento con interessanti annessi rurali. Uno spazio da riempire di attività e cultura.

“Ho cercato di unire le mie passioni di sempre, il giardino, la natura, le cose buone e sane con attività che danno nuova vita a questi spazi antichi sempre pieni di fascino. Tra questi ci sono l’antica cantina e la tinazzara, un tempo utilizzate per produrre vino, e che ora restaurate ospitano le nuove attività” racconta Maria Giulia che negli spazi della Valverde organizza corsi di giardinaggio e di scrittura di viaggio, promuove laboratori didattici e offre spazi per eventi.

Il suo sogno è quello di creare uno spazio rurale dove si possano gustare, capire e  comprare prodotti di qualità del nostro territorio e dove organizzare laboratori che spiegano la qualità. Tra i corsi già promossi uno dedicato all’Orto Naturale e un altro al Giardino da Gustare “per conoscere le tecniche per creare spazi e orti da godere e da gustare” dice l’architetto. I laboratori didattici vengono promossi invece con lo scopo di far conoscere ai bambini in età scolare tutte quello che un albero può produrre, “dalle bacchette magiche ai fogli di giornale, e, nell’orto – spiega– capire quando un frutto è maturo, la differenza tra crudo e cotto, il piacere di un sapore buono”.

Quella di Maria Giulia è la storia di una donna-architetto creativa e imprenditrice di se stessa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: cultura; food
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