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ATLAS, le New Generations di architetti si raccontano nella reading room

di Francesco Fantera | pubblicato: 06/09/2019
«Siamo partiti dall’idea delle pubblicazioni come filo conduttore e da qui abbiamo deciso di dar vita ad una narrazione che seguisse due direttrici: geografica e tematica»
Saverio Massaro
ATLAS, le New Generations di architetti si raccontano nella reading room
«Siamo partiti dall’idea delle pubblicazioni come filo conduttore e da qui abbiamo deciso di dar vita ad una narrazione che seguisse due direttrici: geografica e tematica»
Saverio Massaro

Uno spazio capace di trasportare i visitatori da una parte all’altra del continente europeo attraverso le esperienze, le ricerche e i lavori di alcuni fra i più promettenti studi di architettura del continente. Questa è, in sostanza, l’idea alla base della Reading Room disegnata da deltastudio, team di tre professionisti under 35 con sede a Ronciglione (VT) e la propensione a lavorare guardando anche alle possibilità offerte dal panorama internazionale. Un elemento, questo, rintracciabile nella volontà di raccontare l’attività dei giovani professionisti italiani in una prospettiva di dialogo, invece che di confronto, rispetto a quelli europei.

Il tutto nello spirito del festival di architettura New Generations (Roma, 6 - 8 settembre al MACRO), e di cui la reading room rappresenta l’area espositiva. «In questa manifestazione, giunta ormai alla sua sesta edizione, cerchiamo sempre di unire il lato pratico a quello teorico» racconta Gianpiero Venturini di Itinerant Office, anima della kermesse. «E questo ambiente ne è la dimostrazione perché è possibile trovare testi di ricerca, come monografie e raccolte di progetti. Il tutto grazie all’elemento che sta alla base dello stesso ATLAS: la collaborazione degli studi che hanno scelto di partecipare».

A spiegare il concept dell’allestimento della reading room è Saverio Massaro, uno dei tre soci di deltastudio. «Siamo partiti dall’idea delle pubblicazioni come filo conduttore di questo festival. Da qui abbiamo deciso di dar vita ad una narrazione che seguisse due direttrici: geografica e tematica. Al fine di garantire flessibilità degli spazi, che durante la giornata subiscono dei mutamenti a seconda che si svolga un workshop, un dibattito o uno speech, abbiamo scelto di utilizzare degli scaffali di metallo simili a quelli che si trovano in molti uffici. Per rendere dinamica la superficie – sottolinea Massaro – abbiamo optato per dei pannelli su cui esporre i testi. Altro concetto che volevamo far emergere, infatti, è quello degli scaffali come una sorta di tavolo da lavoro più che di un muro dove mettere in mostra libri o magazine. Un elemento reso evidente dalla sezione più vicina all’ingresso che, durante i brainstorming mattutini, si trasforma in una parete cui affidare le parole chiave e i pensieri emersi dal momento di confronto».

Altra parola concetto chiave del festival New Generations, nonché della stessa reading room, è il fare network. In questo senso va letto l’appello di Roberto Grio, consigliere dell’Ordine degli architetti di Roma, durante la sessione pomeridiana odierna. «Fra un mese prenderà il via il festival di architettura SPAM – DreamCity, primo del suo genere a Roma. Dato che uno degli obiettivi che ci siamo posti è quello di riportare al centro del dibattito architettonico i giovani, abbiamo deciso di lanciare una call dedicata agli under 35. Sostanzialmente ogni giornata avrà un suo tema come il riuso o lo studio del cambiamento del paesaggio costruito. In questo modo gli studi selezionati tramite la call avranno la possibilità di confrontarsi nei momenti di tavola rotonda con architetti di chiara fama su temi a loro vicini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città
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