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Lavori di ammodernamento e riorganizzazione degli spazi con focus sull’esperienza dei visitatori

Il MoMA di New York inaugura l’ala ovest made by Diller Scofidio + Renfro e Gensler

di Francesco Fantera | pubblicato: 16/10/2019
«È stato un lavoro che ha richiesto la curiosità di un archeologo e l’abilità di un chirurgo»
Elizabeth Diller
Il MoMA di New York inaugura l’ala ovest made by Diller Scofidio + Renfro e Gensler
«È stato un lavoro che ha richiesto la curiosità di un archeologo e l’abilità di un chirurgo»
Elizabeth Diller

A 90 anni dalla sua fondazione e dopo cinque anni dall’avvio della fase di progettazione, l’operazione di ampliamento e valorizzazione degli spazi del Museum of Modern Art (MoMA) di New York si è conclusa. A firmare l’intervento lo studio di architettura e design Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler. L’inaugurazione, prevista per il prossimo lunedì 21 ottobre, permetterà ai visitatori di esplorare 4mila mq di gallerie completamente rinnovate o di nuova costruzione. I lavori hanno portato ad un aumento della superficie totale di 9,5mila mq divisi in ambienti adatti alla contaminazione artistica e interdisciplinare tipica dell’arte contemporanea. La prima fase si è conclusa nel 2017 ed ha riguardato l’ala est del campus museale, mentre la seconda ha impegnato quella ovest. I costi? Circa 50 milioni di dollari per l’ammodernamento delle sale e 400 milioni per le nuove aree espositive.

L’obiettivo. Il rinnovamento è stato fortemente voluto dal consiglio d’amministrazione del MoMA che ha affidato l’incarico a Diller Scofidio + Renfro per l’abilità dimostrata dallo studio newyorkese nell’affrontare interventi architettonici legati alla cultura. Ma lo scopo dell’operazione va oltre il semplice ampliamento degli spazi, elemento che permetterà di mostrare al pubblico più collezioni rispetto al passato. Grazie anche alla riorganizzazione dei volumi interni al campus, si è cercato di dar vita a soluzioni in grado di migliorare l’esperienza dei visitatori e connettere il MoMA al contesto urbano di Manhattan. Attenzione anche alla sostenibilità con i progettisti che hanno utilizzato come target il protocollo LEED Platinum.

La sfida. Trattandosi di un complesso che nei suoi 90 anni è stato oggetti di quattro importanti espansioni, ultima delle quali a firma di Yoshio Taniguchi nel 2004, «abbiamo dovuto considerare la sua ricchissima storia architettonica» ha spiegato Elizabeth Diller, fondatrice con Ricardo Scofidio dello studio Diller Scofidio + Renfro. «È stato un lavoro che ha richiesto la curiosità di un archeologo e l’abilità di un chirurgo. I miglioramenti apportati renderanno l’esperienza dei visitatori più intuitiva e distribuiranno meglio i flussi. I nuovi percorsi connetteranno i nuovi ambienti con l’ingresso, i teatri e il giardino, dando vita ad un luogo contagioso e aperto al pubblico che porterà l’arte direttamente nel tessuto urbano». Per questo motivo il prospetto sulla 53ma strada ricopre un ruolo fondamentale. «La facciata, caratterizzata da vetri trasparenti, va ad integrarsi con le preesistenze e avvia un dialogo aperto tra l’interno e l’esterno».

L’ala est. La prima delle due fasi del progetto, avviata nel 2016, si è concentrata sull’ammodernamento e rifunzionalizzazione degli spazi. Al terzo piano sono stati riconfigurati e divisi in due sale al terzo piano circa 1,4mila mq. Oggetto dei lavori anche la storica scalinata Bauhaus che è stata estesa fino al piano terra allo scopo di migliorare l’accessibilità alle gallerie del secondo piano. Fra le novità anche la realizzazione di nuovi servizi dedicati ai visitatori come bagni, guardaroba e shop, oltre ad un bar affacciato sul giardino delle sculture.

L’ala ovest. La ridefinizione dei flussi ha permesso di dedicare questa sezione interamente a mostre ed esposizioni. Le sale di nuova costruzione, oltre 3,7mila mq, permetteranno di migliorare l’offerta ai visitatori e mostrare al pubblico più collezioni nello stesso momento. Sotto il profilo strutturale le stanze saranno caratterizzate da altezze e tipo di illuminazione differenti, adatte a modalità differenti di esposizione: dai dipinti ai film. Grazie ad alcuni accorgimenti tecnici e tecnologici, la narrazione farà ampio uso di installazioni interdisciplinari con siti appositamente pensati per fotografie, architetture ed elementi di design.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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