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Intervista a Margherita Ratti, architetto e consulente per la comunicazione. Co-fondatore di Great Design. È nata a Milano, vive e lavora a Parigi. Ha lavorato trasversalmente nel mondo dell’arte del design e dell’architettura

Margherita Ratti: "Dalla creazione delle immagini alla gestione dei blog, tutto va pianificato dall’inizio"

di Paola Pierotti | pubblicato: 19/04/2014
"Negli ultimi anni ho perso un po’ l’abitudine di consultare le riviste di architettura. Ricevo quotidianamente un certo numero di newsletter di siti internet che mi permettono di avere un aggiornamento molto preciso dell’attualità del panorama architettonico internazionale"
Margherita Ratti
Margherita Ratti:
"Negli ultimi anni ho perso un po’ l’abitudine di consultare le riviste di architettura. Ricevo quotidianamente un certo numero di newsletter di siti internet che mi permettono di avere un aggiornamento molto preciso dell’attualità del panorama architettonico internazionale"
Margherita Ratti

Cosa vogliono leggere gli architetti? Cosa gli architetti vogliono far sapere a potenziali clienti?
Comunicare l’architettura è un lavoro meticoloso che non lascia spazio a dimenticanze! Dalla pubblicazione immediata in rete degli schizzi e delle immagini 3D di un concorso (vinto o non vinto) alle newsletter, blogs, profili Facebook che mantengono vivo l’interesse per qualsiasi evento che avviene in uno studio di architettura, alle foto e ai video dei progetti in costruzione, fino alle visite per la stampa e per le personalità quando i progetti sono finiti; senza dimenticare i comunicati stampa, scritti nei minimi dettagli e con disegni preparati appositamente per comunicare, e le foto finali degli edifici (tutte già pensate e ripensate ancora prima di farle!).
A voler insistere ci sono poi i libri monografici, le pubblicazioni sui supporti di settore e, se si tratta di un’architettura pubblica, anche sui quotidiani e sulle riviste di altro genere (dall’arte alle riviste delle compagnie aeree per fare due esempi), per non dimenticare la produzione di materiale per conferenze, premi, simposi, workshops etc.
C’è anche un lavoro di fondo che viene fatto in studio per creare gli strumenti di comunicazione di quotidiana amministrazione: dossier per i concorsi, prospetti per le presentazioni ai clienti, e la meticolosa definizione dell’identità grafica di qualsiasi documento, email o disegno che esce dallo studio.
Oggi sono molto attivi anche gli instagram degli architetti e non per forza solo quelli delle archistars, ma quelli dei giovani che mostrano i loro lavori e le loro ispirazioni quotidiane.

Lo stato di salute della comunicazione/editoria di settore in Italia? La tua rivista/giornale preferito?
Negli ultimi anni ho perso un po’ l’abitudine di consultare le riviste di architettura. Ricevo quotidianamente un certo numero di newsletter di siti internet che mi permettono di avere un aggiornamento molto preciso dell’attualità del panorama architettonico internazionale e solo nel caso di una ricerca specifica mi inoltro nel tanto amato mondo delle riviste (da buona studente di architettura ho collezionato alcune riviste mitiche, le ho sfogliate in biblioteca, le ho desiderate!) ma non penso sia più la stessa cosa.
Ci sono realtà che restano irraggiunibili come le riviste monografiche (ElCroquis non ha pari) o quelle tecniche, che sono dei veri strumenti di lavoro e di osservazione del linguaggio di un architetto e ci sono riviste più sperimentali, spesso guidate da giovani studi di architettura che permettono di approfondire alcuni temi specifici o di descrivere realtà non sempre messe in prima linea sugli altri supporti.

Cosa non va nella comunicazione di architettura/ingegneria/design oggi?
Non c’è niente che non va! C’è un livello molto alto di presentazione e rappresentazione dell’architettura, del design e dell’ingegneria in questo momento. Sono diversi anni che mi occupo di promuovere e comunicare il lavoro di architetti, designer e ingegneri ed è un continuo crescendo.
Faccio parte di un collettivo di responsabili della comunicazione in architettura. La nostra volontà oggi è quella di definire il nostro ruolo all’interno degli studi e di mettere in risalto il valore delle azioni di promozione e sviluppo che svolgiamo, molto spesso motori di importanti conquiste per i nostri architetti.

 

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