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Intervista per 500x100 a Gian Carlo Magnoli Bocchi, architetto Magnoli&Partners

Magnoli: "Le città non sono macchine. Replicare l’ecosistema della Natura per risolvere la complessità"

di Paola Pierotti | pubblicato: 20/04/2015
"L’architettura sostenibile oggi realizzabile con costi di cantiere comparabili a quelli delle costruzioni tradizionali è sempre finanziariamente conveniente nel lungo periodo"
Gian Carlo Bocchi Magnoli
Magnoli:
"L’architettura sostenibile oggi realizzabile con costi di cantiere comparabili a quelli delle costruzioni tradizionali è sempre finanziariamente conveniente nel lungo periodo"
Gian Carlo Bocchi Magnoli

Smart city, città 2.0, Senseable City, è lungo l’elenco degli slogan. Ma cosa si intende per sostenibilità quando si parla di città?
Nei progetti urbani bisogna far coesistere sostenibilità economica (ovvero benefici finanziari) e sostenibilità sociale (inclusione, sicurezza, salute e comfort) come precondizioni necessarie per la sostenibilità ambientale. L’architettura sostenibile oggi realizzabile con costi di cantiere comparabili a quelli delle costruzioni tradizionali è sempre finanziariamente conveniente nel lungo periodo. Il costo di costruzione iniziale ha infatti come unico obiettivo la riduzione dei costi di gestione e manutenzione. La sostenibilità definisce i confini del mercato: ogni futuro proprietario preferirà a parità di costi di acquisto un edificio più sicuro e salutare, con livelli di confort superiori alla media e più economico da mantenere. Con il nostro studio abbiamo partecipato alla progettazione della città ecologica di Dongtan in Cina e più recentemente abbiamo collaborato con la città di Vinci per realizzare una città intelligente: esperienze che ci hanno portato a dimostrare che la cosiddetta “smart city” non rimanda ad una questione di tecnologia ma di stile di vita.

Come descriveresti la città?
Le nostre città sono state disegnate nel secondo millennio sulla base della rivoluzione industriale, sono impostate sulla zonizzazione dove il tema del traffico veicolare era legato ai flussi dei mezzi. Oggi le condizioni sono cambiate: la zonizzazione ha evidentemente creato dei ghetti e ha generato la città delle periferie.

Secondo te qual è l’obiettivo primario di un progetto urbano?
L’obiettivo è il Low Carbon Life Style, un concetto che interpreta le esigenze di oggi e che non punta a trasformare in smart l’ “hardware antico”, ma si ispira alla natura. Ispirarsi alla biomimesi significa replicare l’ecosistema. La Natura può contare su 3,7miliardi di anni di ricerca e sviluppo, si ispira a sistemi naturali e punta a risolvere problemi complessi: la Natura ad esempio è in grado di sintetizzare la ceramica a temperatura ambiente e a bassi consumi (producendo le conchiglie del mare). Gli ecosistemi sono auto-sostenibili; gli organismi viventi nelle diverse ere geologiche hanno creato strutture e materiali adattivi; la natura ha già risolto problemi ingegneristici come la capacità di auto-ripararsi, di tollerare esposizioni in ambienti difficili, di respingere l’acqua, di auto-assemblarsi e utilizzare l’energia solare. Ecco allora che si potrebbe immaginare uno scambio di energia tra la casa, che si ricarica durante il giorno e l’automobile che viene alimentata durante la notte. Realizzare edifici certificati significa innanzitutto pensare a strutture ben orientate e correttamente isolate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura
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