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Dal Corriere all’Espresso, i progettisti della Freedom Tower e della nuova stazione spiegano New York

Libeskind e Calatrava: le archistar della ricostruzione di Ground Zero

di Paola Pierotti | pubblicato: 12/09/2016
"Dove c'era il vuoto, c'è vita: la stupenda vittoria di New York"
Daniel Libeskind
Libeskind e Calatrava: le archistar della ricostruzione di Ground Zero
"Dove c'era il vuoto, c'è vita: la stupenda vittoria di New York"
Daniel Libeskind

Per ricordare l'11 settembre del 2001, l’architettura che ha cambiato lo skyline della città è protagonista sulla stampa nazionale con le interviste agli architetti della ricostruzione. Il Corriere della Sera ha coinvolto Daniel Libeskind che dichiara:"Dove c'era il vuoto, c'è vita: la stupenda vittoria di New York". L'architetto americano è l'autore del masterplan e uno dei progettisti della città rinata sul Ground Zero, insieme a Santiago Calatrava che ha firmato la stazione e Snoetta che ha progettato il museo del Memoriale. "La mia idea - racconta sul Corriere - era di trasformare l'evento più triste nella storia recente degli Stati Uniti nella più spettacolare storia della vita  New York, la grande mela, resa unica dai suoi imponenti grattacieli e il suo popolo multietnico, fuori dagli schemi, fuori dal resto degli Stati Uniti d'America. 
Sull'Espresso Andrea Visconti intervista Santiago Calatrava e scrive "Ground Zero non esiste più. Pure il nome è stato sotterrato nella memoria collettiva dei newyorkesi. Al suo posto si parla di Lower Manhattan, un luogo che in quindici anni è stata trasformata da luogo della tragedia a centro pulsante della vita commerciale e sociale newyorkese. Grazie ad un investimento pubblico-privato di 30 miliardi di dollari questo quartiere che nel 2001 era moribondo - scrive il giornalista - orea è abitato da più di 60mila residenti, ci sono 29 nuovi alberghi e sono nati una marea di bar, ristoranti e caffe". Ogni anni si contano 14 milioni di visitatori che fanno tappa al memoriale ma anche al grattacielo del WTC1. La stazione di Calatrava si chiama Oculos e l'architetto la descrive come "un luogo nevralgico dove passano 100mila persone al giorno, è uno zoccolo sotterraneo che funge da supporto ai grattacieli, un'àncora che dà aiuto alla ripresa economica con 36mila mq di negozi". 
Non solo una stazione piena di vita, nel 2017 Santiago Calatrava inaugurerà nell'area dove c'erano le Torri Gemelle anche una nuova chiesa.

 

Foto di copertina credit Paola Giorgi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; spazi pubblici
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